mercoledì 28 Settembre 2022

Università: vicino l’addio all’esame di Stato

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Nel periodo più difficile dell’emergenza sanitaria in Italia, medici e infermieri appena laureati sono stati inviati a lavorare nelle strutture sanitarie senza ancora aver sostenuto l’esame di stato, oggi obbligatorio per poter lavorare dopo la laurea.

Con l’obiettivo di semplificare le modalità di accesso all’esercizio delle professioni, il ministro dell’Università, Gaetano Manfredi, sta studiando una riforma che consenta di estendere l’automatica abilitazione professionale, oltre che ai medici, anche ai futuri farmacisti, odontoiatri, veterinari e psicologi. In questo modo, l’esame di abilitazione professionale coinciderà con l’esame di laurea permettendo ai giovani una collocazione più immediata ed efficace nel mondo del lavoro.

Il disegno di legge è formato da cinque punti e il responsabile del Miur ha dichiarato che potrebbe arrivare in Consiglio dei ministri entro fine ottobre.

Nello specifico, il primo articolo riguarda il tirocinio che dovrà diventare parte integrante dei corsi di studio, sia per quanto riguarda le professioni sanitarie, sia le lauree professionalizzanti istituite con il Decreto Agosto (geometra, agrotecnico, perito agrario e perito industriale). L’attività di tirocinio dovrà prevedere lo svolgimento di attività formative di tipo professionalizzante.

Tuttavia, se il disegno di legge sarà approvato, la riforma potrebbe coinvolgere altri corsi di laurea: si prevede infatti che “la procedura sia attivata su richiesta dei consigli o degli organi nazionali degli ordini o dei collegi professionali, o delle relative federazioni”.

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