mercoledì 22 Settembre 2021

Transizione energetica: la città ideale

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Come disegnare la città ideale per la transizione energetica

Il rapporto di IRENA definisce i modi in cui le città possono indirizzarsi verso un futuro a basse emissioni di carbonio.

Transizione energetica: la città ideale. Come spiega Rinnovabili.it, le aree urbane sono fondamentali per la transizione energetica globale. All’interno infatti ci abita più della metà della popolazione mondiale, consumando il 75% dell’energia primaria ed emettendo, per ora, il 70% dei gas serra del comparto energetico. Di conseguenza, intervenire attraverso un approccio di sistema potrebbe favorire la decarbonizzazione globale.

IRENA, l’agenzia internazionale delle energie rinnovabili ha pubblicato recentemente il suo Renewable Energy Policies for Cities. Questo rapporto rileva come disegnare la città ideale della transizione energetica partendo da esperienze urbane reali. IRENA spiega: “Questo studio si concentra sulle sfide e sui successi riscontrati nella diffusione delle energie rinnovabili nelle città di medie dimensioni, con una popolazione compresa tra 30.000 e 1 milione di abitanti. I casi studio presentati forniscono prove specifiche a partire da tre paesi completamente differenti: Cina, Uganda e Costa Rica”

Gli autori del rapporto spiegano che l’obiettivo è sostenere e supportare i paesi nell’attuazione dei loro contributi determinati a livello nazionale (NDC), permettendo di implementare la città ideale della transizione energetica. Ovvero un agglomerato capace di assistere attivamente alla riduzione delle emissioni climalteranti, migliorando, di conseguenza, la vita dei propri abitanti.

Non esiste una soluzione comune, naturalmente. Anche se le città di tutto il mondo gestiscono sfide simili, le loro circostanze ed esigenze variano in base a diversi fattori come il contesto geografico, politico e culturale.

In ogni caso, il rapporto è riuscito a individuare certi fattori chiave, interconnessi fra loro, da cui cominciare per disegnare i profili energetici della città e per impostare un’azione di trasformazione. Tra questi fattori possiamo trovare: zona climatica, trend demografico, densità di insediamento, proprietà di asset energetici, capacità istituzionale, Authority di regolamentazione, struttura economica e ricchezza.

IRENA spiega: “le città sono sempre consumatrici dirette di energia e quindi aggregatori di domande, e possono essere facilitatori e finanziatori di progetti di energia rinnovabile”.

Il rapporto presenta anche alcuni casi di studio di piccole e medie città in varie regioni. Città come Kasese, in Uganda, che nel 2017 ha introdotto una Strategia municipale per l’energia sostenibile e si è dotata di SolarCityEngine, applicazione che assiste famiglie, imprese e autorità municipali nell’adozione del fotovoltaico.

Invece, a Cartago in Grecia e a Guanacaste in Costa Rica, è la mobilità elettrica la nuova maniera per raggiungere le emissioni nette zero. Tramite efficaci politiche e una buona quota di rinnovabili nell’alimentazione energetica, entrambe le città hanno visto un aumento positivo delle infrastrutture di e-mobility.

Infine, il documento contempla anche l’esperienza della città Zhangjiakou, in Cina, i cui abitanti raccontano il cambiamento positivo dovuto a un sistema di riscaldamento eolico in sostituzione agli impianti a carbone. Il documento riporta anche l’esperienza di Zhangjiakou, in Cina, i cui residenti comunicano il cambiamento positivo determinato da un sistema di riscaldamento eolico in sostituzione agli impianti a carbone usati in precedenza.

(Fonte)

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