martedì 30 Novembre 2021

Torna in edicola e online Postalmarket

Da non perdere

Torna in edicola e online Postalmarket, lo storico catalogo di prodotti italiani.

Chi non ricorda il celebre jingle dello spot che diceva «con Postalmarket sai, uso la testa e ogni pacco che mi arriva è una festa»?

Forse per chi oggi ha meno di trent’anni è probabile che non significhi nulla, ma per le generazioni precedenti, sicuramente si.

Ebbene, è tornata in edicola la nuova edizione del più famoso catalogo di vendita per corrispondenza che sia mai esistito nel nostro Paese: Postalmarket.

L’approdo in versione cartacea, previsto per l’autunno, è arrivato, dopo che ad agosto erano andate subito esaurite le diecimila copie messe in vendita online, per la gioia di nostalgici collezionisti.

Il progetto di riportare in vita il marchio Postalmarket e il suo popolare catalogo, è stato realizzato  dall’imprenditore friulano Stefano Bortolussi, insieme a Francesco D’Avella, titolare della Startup veneta degli e-Commerce, Storeden, una piattaforma innovativa che gestisce diversi canali di vendita, in costante crescita esponenziale.

Lo storico catalogo, una sorta di istituzione degli anni ’70 e ’80, era nato verso la fine del 1959 da un’intuizione dell’imprenditrice milanese Anna Bonomi Bolchini, sul modello americano della vendita per corrispondenza in quelle zone desolate degli Stati Uniti, scarsamente popolate, dove i centri abitati distavano tra loro diversi chilometri e non era sempre facile e possibile recarsi di persona nei vari negozi.

In Italia la prima edizione esce nel 1960 con un numero esiguo di 48 pagine, per lo più concentrate soprattutto sull’abbigliamento femminile, ma anche biancheria, prodotti domestici e oggettistica varia.

Gli abbonati ricevevano il catalogo direttamente a casa due volte l’anno, nell’edizione primavera-estate e autunno-inverno e potevano ordinare via posta, e in seguito anche via fax o per telefono, per poi ricevere la merce a casa e pagare in contrassegno, con la clausola del cosiddetto 

“soddisfatto o rimborsato ”.

La risposta fu positiva sin da subito, intercettando le esigenze di molte famiglie italiane che, vivendo lontano dai grandi centri urbani dove erano concentrati più negozi e boutique, volevano acquistare abbigliamento alla moda che non trovavano vicino casa.

Il successo vero e proprio esplode negli anni ’70 e fu un crescendo continuo. Nel 1976 viene inaugurato un nuovo stabilimento da 37mila metri quadri a San Bovio, nel Comune di Peschiera Borromeo, in provincia di Milano, perché il primo di Baranzate, sempre nella provincia lombarda, non era più sufficiente per rispondere a tutte le richieste.

Nell’83 Postalmarket arriva a 1.400 addetti e un fatturato di 242 miliardi di lire. Quattro anni dopo era salito a 385 miliardi con un numero di spedizioni pari a un milione e 250mila l’anno, doppiando le vendite del suo principale concorrente di proprietà francese “Vestro”. 

Ogni numero aveva in copertina un volto femminile famoso.

Negli anni, si sono susseguite diverse personalità, da Ornella Muti, a Romina Power, a Isabella Ferrari, fino a modelle internazionali come Cindy Crawford, Claudia Schiffer e Linda Evangelista.

I cataloghi più esclusivi venivano firmati da stilisti come Coveri, Krizia e Biagiotti.  

Alla fine degli anni Ottanta l’azienda comincia a vedere i primi segnali di una crisi dovuta principalmente alla crescente diffusione dei grandi magazzini e a una sempre maggiore disponibilità di abbigliamento firmato, alla moda, anche nei negozi dei centri più piccoli in provincia. 

Nel 1993 Postalmarket viene venduta al gruppo tedesco Otto Versand che prova a risollevare la situazione, ma senza grandi risultati. Dopo vari passaggi e tentativi di ripresa, il fallimento dell’azienda viene dichiarato ufficialmente nel 2015

Tre anni dopo Bortolussi acquista il marchio dalla BNL, girando per diverso tempo in cerca di partner che credessero al suo progetto, fino ad oggi.   

Consultando il sito che è da poco online, nella sezione dedicata all’abbigliamento femminile, si trovano una trentina di marchi italiani tra cui Twinset, Liu Jo e Pinko.

Oltre all’abbigliamento, alle cose per la casa, ai piccoli elettrodomestici, a prodotti per la cura del corpo e per il tempo libero, c’è anche una sezione dedicata alla gastronomia, con prodotti selezionati di pasta, vino, olio, birra. 

I tempi di spedizione sono di circa una settimana e il diritto di recesso si può far valere entro 14 giorni dal momento dell’ordine.

Oggi, la nuova Pastalmarket, fa una scelta ben precisa sul messaggio che vuole lanciare, quello di scegliere un prodotto di qualità, fabbricato in Italia a prezzi contenuti, … ci riuscirà?

Noi speriamo proprio di si e facciamo il tifo per questa storia a suo modo, di rinascita, di tenacia, di collaborazione fattiva alla realizzazione di un’impresa che possa portare lavoro e a rilanciare il made in Italy nel mondo.

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