domenica 26 Maggio 2024
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Sul superbonus è alta tensione tra Tajani e Giorgetti

A Tajani non piace la retroattività dell'emendamento che impone fin da inizio 2024 la detrazione in dieci anni dei crediti andando a intervenire 'in corsa' su situazioni già definite. Ma Giorgetti deve pensare alla tenuta dei conti

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Si alza il livello dello scontro all’interno della maggioranza, e del governo, sull’emendamento al superbonus e sull’introduzione della sugar tax a luglio. Con un botta e risposta ad alta tensione fra il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti che deve porre un argine alla valanga dei bonus edilizi che gonfia il debito pubblico, e dall’altra il vicepremier e leader di Forza Italia Antonio Tajani. Questi, dopo un crescendo di repliche a distanza, alla fine della mattina si affretta a spiegare come Giorgetti “è un caro amico, ottimo ministro” e che “per un emendamento il governo non traballa” al leader di Fi non piace la retroattività che colpisce imprese e istituti finanziari, con una stretta che impone fin da inizio 2024 la detrazione in dieci anni andando a intervenire ‘in corsa su situazioni già definite. Con la criticità, per le banche, dei crediti del superbonus non più compensabili con debiti previdenziali.

Si alza il livello dello scontro all’interno della maggioranza, e del governo, sull’emendamento al superbonus e sull’introduzione della sugar tax a luglio. Con un botta e risposta ad alta tensione fra il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti che deve porre un argine alla valanga dei bonus edilizi che gonfia il debito pubblico, e dall’altra il vicepremier e leader di Forza Italia Antonio Tajani. Questi, dopo un crescendo di repliche a distanza, alla fine della mattina si affretta a spiegare come Giorgetti “è un caro amico, ottimo ministro” e che “per un emendamento il governo non traballa” al leader di Fi non piace la retroattività che colpisce imprese e istituti finanziari, con una stretta che impone fin da inizio 2024 la detrazione in dieci anni andando a intervenire ‘in corsa su situazioni già definite. Con la criticità, per le banche, dei crediti del superbonus non più compensabili con debiti previdenziali.

Un crinale ad alta tensione politica, quello creato dall’emendamento ‘notturno’, su cui la polemica parte fin dalle prime ore della mattina ampliando le tensioni già emerse alla vigilia. “Voglio vederci chiaro nel nuovo testo” sul superbonus che è stato presentato nella notte dal ministero dell’economia – esordisce Tajani – bisogna veramente prestare molta molta molta attenzione”. Il leader di Fi ascolterà domani “tutti i rappresentanti delle varie categorie”, segnale che rivendica un ruolo di rappresentanza di Forza Italia e offre la sponda alla contrarietà di Confindustria e delle imprese incentrata sulla detraibilità in dieci anni per detrazioni per quasi 12 miliardi tra il 2024 e il 2025. E alla perplessità delle banche, colpite in particolare dal ‘cambiamento in corsa secondo cui gli istituti finanziari non potranno più compensare i crediti del superbonus con debiti previdenziali, pena il recupero del credito con interessi e una sanzione.

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