mercoledì 20 Gennaio 2021

Scegliere buoni collaboratori

Da non perdere

Scegliere buoni collaboratori è di fondamentale importanza, ma come si fa?

Con questo intervento, che segue i quattro pubblicati nelle settimane precedenti, il nostro coach Andrea “Energy” Zavaglia fornisce altri interessanti spunti per scegliere buoni collaboratori

Ci sono dei fattori umani che alle volte possono rendere un collaboratore perfetto la peggior assunzione possibile?

Quali invece quei fattori che potrebbero fare la differenza in caso trovassi due candidati allo stesso livello di preparazione?

Nello scorso articolo ti ho parlato di quanto sia importante affinare la tua ricerca sia in termini di tue competenze che di qualità della ricerca stessa. E poi ti ho detto come spesso la fretta (vs. articolo precedente https://giornalepartiteiva.it/come-scegliere-i-collaboratori/) possa essere un grande nemico.

Con oggi ti do il mio ultimo spunto su questo tema, e lo faccio con qualcosa di particolare.

Osservalo nella vita reale

Hai mai pensato di fare il secondo colloquio in un contesto extra-aziendale?

Ad esempio organizzandolo durante la pausa pranzo in un ristorante?

Questo ti potrà sembrare un consiglio un po’ atipico… e in effetti lo è.

Eppure credo davvero possa fare la differenza.

Io credo che il modo migliore per valutare una persona, soprattutto dal punto di vista umano, sia quello di vedere come si comporta nella vita di tutti i giorni. Non potendo andare a casa sua ad osservarlo nella quotidianità, forse un modo può essere quello di portarlo in contesti quotidiani, come ad esempio un ristorante.

Come si comporta con i camerieri?

Come sono i suoi modi?

Riesce ad adattarsi al contesto o rimane legato alla “situazione colloquio”?

Questo può essere utile per aiutarti a capire come si comporterà con i colleghi nei rapporti quotidiani, con i superiori e con eventuali subordinati.

Avrai modo di valutarlo in una situazione in cui la pressione di sicuro si abbasserà, e con essa le classiche difese che tendiamo ad innalzare quando dobbiamo a tutti i costi piacere a chi ci sta di fronte.

Potrai vedere la persona, oltre alle competenze.

E comunque vada, sarà un incontro che ti darà parecchie risposte.

Devo dirti che io non ho mai avuto occasione di fare un vero e proprio colloquio di selezione con questa modalità: il consiglio mi è stato dato da un amico imprenditore che da tempo applica questa strategia e ne parla molto bene.
Però utilizzo questo “mezzo” molto spesso, quando incontro i potenziali clienti per il nostro primo incontro conoscitivo, e devo dire che aiuta sia me ad osservare determinati dettagli che la persona che ho di fronte a sentirsi più a suo agio.

Fatti queste domande:

1)Quali sono quei fattori extra-lavorativi che mi interessa davvero valutare?

2)Quali sono i valori che vorrei trovare nel mio candidato ideale?

3)Come posso trovare un contesto che abbassi l’emotività e favorisca la spontaneità?

Le risposte ti porteranno sulla strada giusta.

Quindi: pensa bene alla persona che vuoi, non solo al professionista.

Ognuno di noi è prima di tutto un essere umano.

Mettici empatia e capacità di immedesimarti.

Buon lavoro!

Andrea Energy!

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