sabato 18 Settembre 2021

Riqualificare la propria professionalità nella tutela dei Dati Personali

Da non perdere

Ma quali sono quindi i compiti dell’RPD alla luce del documento di indirizzo del Garante Privacy pubblicato il 29 aprile 2021?

In primo luogo l’RPD, tra i suoi compiti, deve cooperare con l’Autorità e deve fungere da punto di contatto per questioni connesse ai trattamenti.

Come indicato nelle Linee guida del WP29, in questo modo il RPD svolge un ruolo di “facilitatore”, nei confronti dell’Autorità, per l’accesso ai documenti e alle informazioni necessarie.

In secondo luogo il Garante ha richiamato le PA al rispetto dell’obbligo della nomina dell’RPD e alla tempestiva comunicazione all’Autorità da parte delle Aziende in modo da rispettare il principio di essere un punto di contatto tra Azienda e Autorità.

Il Garante ha anche ricordato il principio di unicità del RPD, soprattutto nelle realtà complesse e articolate per garantire unicità di comportamenti, sottolineando l’attenzione che le organizzazioni devono tenere per evitare conflitti di interessi e per non perdere il principio di indipendenza e di autonomia all’interno dell’organizzazione.

Un aspetto particolare che riteniamo opportuno sottolineare è la valutazione delle qualità professionali dell’RDP. Il Garante si è espresso in modo estremamente chiaro, affermando che i requisiti come ad esempio l’appartenenza ad albi specifici o i titoli di studio (tipicamente in giurisprudenza) NON possono essere presi come elementi assoluti e sufficienti.

Seguiteci nelle prossime uscite e scoprirete cosa c’è di nuovo nell’ambito della protezione dei dati personali.

Paolo Montali

In collaborazione con Risk Solver

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