sabato 18 Settembre 2021

Regime Iva al servizio di consulenza

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Marco Sutterhttps://giornalepartiteiva.it
Direttore Responsabile, Giornale Partite Iva

Regime Iva al servizio di consulenza per le società di intermediazione mobiliare

Con la Risoluzione n. 38/2018 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito l’applicabilità del regime IVA al servizio di consulenza in materia di investimenti offerto dalle società di intermediazione mobiliare.

Un chiarimento necessario alla luce dell’evoluzione della giurisprudenza della Corte di Giustizia UE e dell’orientamento espresso sull’argomento dal Comitato IVA nel Working Paper n. 849/2015.

Il servizio di consulenza in materia di investimenti, definito dall’art. 1, comma 5, lett. f) del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, recante il “Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria” (di seguito, “TUF”), consiste nella prestazione di raccomandazioni personalizzate a un cliente (potenziale investitore), dietro sua richiesta o per iniziativa del prestatore del servizio, riguardo a una o più operazioni relative ad un determinato strumento finanziario.

Gli elementi che caratterizzano il servizio sono pertanto: la personalizzazione del servizio offerto sulla base delle caratteristiche personali del cliente; l’oggetto della raccomandazione che deve riguardare uno specifico strumento finanziario.

Dunque, se la società fornisce il servizio di consulenza in materia di investimenti in mancanza di qualsiasi collegamento/rapporto con soggetti che, a vario titolo, siano coinvolti nella realizzazione della proposta di investimento rivolta al cliente, l’attività svolta non può essere inquadrata come un’intermediazione / negoziazione (esente da IVA) secondo la definizione fatta propria dalla Corte di Giustizia UE e, in senso conforme, dal Comitato consultivo IVA.

Pertanto, i servizi erogati dalla società sono soggetti ad IVA.

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