lunedì 17 Maggio 2021

Previste ondate di calore come mai prima

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Ondate di calore: i cambiamenti climatici faranno bollire Medio Oriente e Africa del nord

Secondo lo studio del Centro Euro-Mediterraneo sui cambiamenti climatici nei prossimi anni, se non si farà nulla a riguardo, ci sarà un “super caldo” che potrebbe durare settimane e mettere in pericolo la vita di essere umani e animali.

Previste ondate di calore come mai prima. Se si ignoreranno i segni dei cambiamenti climatici, la temperatura salirà come mai prima in Medio Oriente e nell’Africa del Nord, fino a raggiungere 56 gradi centigradi; questo comporterà gravi impatti sulla società, sulla vita degli umani e su quella degli animali, anche su quelli che tollerano di più l’alta temperatura come i cammelli. Si stima che nella seconda metà del secolo, circa la metà della popolazione abitante di queste regioni -parti a 600 milioni di persone- potrebbe essere sottoposta a queste condizioni estreme ricorrenti ogni anno. Condizioni che incideranno sulla salute, l’agricoltura e sulla biodiversità. Ciò è quanto emerge dallo studio pubblicato su Nature Climate Change, con la partecipazione della Fondazione del Centro Euro- Mediterraneo sui cambiamenti climatici.

George Zittis, del Cyprus institute e primo autore dello studio, spiega: “I nostri risultati indicano che, in un percorso business-as-usual, soprattutto nella seconda metà di questo secolo emergeranno ondate di calore super e ultra-estreme, senza precedenti”.

Le regioni dell’Africa del Nord e del Medio oriente rappresentano un “hot spot” dei cambiamenti climatici in quanto le temperature stanno incrementando molto di più velocemente rispetto a quelle nel resto del mondo. Certe parti delle regioni in questioni sono già tra le località più calde a livello globale. Nello studio si evidenzia come una trascuratezza dei segnali dei cambiamenti climatici e una mancata azione nel ridurre le emissioni di gas serra porterà a “ondate di calore estreme e pericolose” per la vita nelle regioni, con notevoli impatti sulla popolazione della zona.

Paola Mercogliano, direttrice della divisione Regional Models and Geo-hydrological impacts della Fondazione Cmcc, spiega: “La comunità scientifica che si occupa di modellistica climatica regionale è concentrata principalmente in Europa e Nord America. C’è ancora poco interesse e ci sono pochi finanziamenti per studiare gli impatti dei cambiamenti climatici nella regione del Mediterraneo e dell’Africa del nord avere uno studio così importante e dettagliato su quest’area, ancora povera di dati e conoscenze scientifiche sui cambiamenti climatici, è per noi un grande successo. Al Cmcc, crediamo nell’importanza di far progredire la ricerca scientifica nella regione del Mediterraneo, che è altamente vulnerabile agli impatti dei cambiamenti climatici, e stiamo investendo forze e risorse per fornire a questi paesi i dati per conoscere meglio le caratteristiche del loro clima futuro, con l’intento di supportarli nelle azioni”.

(Fonte)

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