sabato 18 Settembre 2021

Per l’impiego agenzie private

Da non perdere

In attesa degli 11 mila operatori promessi

Il governo sembra intenzionato ad accantonare i centri per l’impiego, dove il personale scarseggia e spesso sono incapaci di trovare lavoro agli utenti.

Al loro posto si prediligerebbero le agenzie di reclutamento private. I centri dell’impiego sono ancora in attesa che entrino in servizio gli oltre 11mila operatori promessi dal governo gialloverde: le Regioni, responsabili delle assunzioni, si sono mosse in ritardo a causa dello scoppio della pandemia. All’appello ne mancherebbero circa 10mila.

I centri per l’impiego non sono quindi riusciti a offrire la svolta sperata. Così circa 700mila percettori del reddito di cittadinanza ritenuti attivabili non hanno ancora sottoscritto i patti per il lavoro né si stanno mobilitando per cercarne uno.

L’attenzione sul tema si è accesa dopo le lamentele degli imprenditori del turismo e della ristorazione, che hanno lamentato l’assenza di lavoratori stagionali, criticando proprio contro il sussidio pentastellato, in quanto rischia di disincentivare i percettori ad accettare i lavori a disposizione.

La leghista Tiziana Nisini, sottosegretario al lavoro, ha dichiarato:

“C’è bisogno di creare quanto prima una sinergia tra pubblico e privato che ancora manca. Al momento il reddito di cittadinanza è strutturato affinché le offerte di lavoro provengano dai centri per l’impiego, ma quando si scorrono i dati si scopre che questi ultimi statisticamente offrono il 4% delle opportunità lavorative l’anno. Esiste, quindi, un 96% di opportunità lavorative gestite dal mondo privato attraverso le agenzie per il lavoro al quale bisogna attingere”.

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