venerdì 19 Aprile 2024
spot_img

Per le imprese del commercio febbraio freddo, il peggiore dal 2015. La frenata dell’inflazione spinge la fiducia delle famiglie ma non si trasforma in consumi.

Da non perdere

La frenata dei prezzi dà un’iniezione di fiducia ai consumatori, ma non al commercio. Le rilevazioni Istat confermano il progressivo miglioramento del clima delle famiglie, il cui indice cresce, senza interruzioni, dallo scorso novembre, in coincidenza con il rallentamento dell’inflazione. Per il commercio al dettaglio, però, febbraio resta un mese freddo, non solo dal punto vista climatico. L’indice di fiducia complessivo del comparto si ferma a 100,6: escludendo il periodo della pandemia, è il febbraio peggiore dal 2015.


Così Confesercenti.
L’energia potenziale accumulata con il prolungato miglioramento della fiducia dei consumatori, dunque, non si sta trasformando in energia cinetica per i consumi, anche a causa della ripresa del risparmio, che le famiglie tornano ad accumulare dopo averlo sacrificato per mantenere i livelli di spesa durante la fase di picco dell’ondata inflazionistica.
Un quadro difficile per le imprese del commercio al dettaglio, il cui clima di fiducia questo mese si deteriora soprattutto per la grande distribuzione, anche se continuano a soffrire anche le attività della distribuzione tradizionale, il cui giudizio sulle vendite rimane negativo ormai da giugno scorso.


Non aiuta il cattivo andamento dei saldi invernali: sette negozi su dieci lamentano risultati inferiori a quelli del 2023, a causa delle temperature eccezionalmente miti – che hanno bloccato la domanda di capi invernali – e dell’eccesso di promozioni, che sta diluendo l’impatto delle vendite di fine stagione. Una corsa allo sconto, guidata dalle piattaforme di eCommerce internazionali che sta influendo negativamente sugli equilibri tra i canali di vendite: sia per il dettaglio tradizionale che per la GDO si pone, sempre con maggiore urgenza, il tema di garantire una corretta concorrenza con le piattaforme dell’on-line.


Perché invece il tesoretto di fiducia dei consumatori si tramuti in consumi effettivi, occorre accelerare sul percorso tracciato dalla riforma fiscale: l’alleggerimento della pressione fiscale, ed in particolare sul lavoro, è la via maestra per stabilizzare le attese delle famiglie.

Istat, sale fiducia consumatori a febbraio, cala per imprese. Aziende restano comunque sul livello medio degli ultimi sei mesi

- Advertisement -spot_img
- Advertisement -spot_img
- Advertisement -spot_img

Articoli recenti

- Advertisement -spot_img
- Advertisement -spot_img