domenica 21 Aprile 2024
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Pensioni, è ufficiale la proroga dell’Ape Sociale al 31 dicembre 2024: i requisiti

Con la circolare numero 35 del 20 febbraio l’Inps ha confermato il differimento di 12 mesi e ha illustrato le nuove regole, che si applicano a tutte le domande presentate dal 1° gennaio di quest’anno: per poter accedere è necessario avere almeno 63 anni e 5 mesi e cambiano i limiti di incumulabilità dell'anticipo pensionistico con i redditi da lavoro

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PROROGA DELL’APE SOCIALE

-Con la circolare numero 35 del 20 febbraio dell’Inps è arrivata l’ufficialità: l’Ape Sociale è prorogata dalla precedente scadenza del 31 dicembre 2023 al 31 dicembre 2024. La circolare specifica che per poter accedere è necessario avere almeno 63 anni e 5 mesi e indica i limiti di incumulabilità dell’anticipo pensionistico con i redditi da lavoro

 DISOCCUPATI

-Possono chiedere l’Ape Sociale i disoccupati a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale, oppure scadenza del termine del rapporto di lavoro a tempo determinato

DISOCCUPATI/2

Chi si trova in questa condizione deve avere un’anzianità contributiva di almeno 30 anni, aver avuto nei 36 mesi precedenti la cessazione del rapporto almeno 18 mesi di lavoro dipendente e devono aver terminato la prestazione per la disoccupazione spettante

INVALIDI CIVILI

Possono usufruire dell’Ape Sociale anche gli invalidi civili con anzianità contributiva di almeno 30 anni e invalidità uguale o superiore al 74%

CHI ASSISTE UN PARENTE

L’anticipo pensionistico è richiedibile anche da chi presta assistenza al coniuge, a un parente di primo grado convivente o a un parente o un affine di secondo grado convivente con handicap o in situazione di gravità.  Al momento della richiesta l’assistenza deve essere in atto da almeno sei mesi

MANSIONI GRAVOSE

Infine l’Ape Sociale spetta ai lavoratori dipendenti con almeno 36 anni di anzianità contributiva e abbiano lavorato svolgendo mansioni gravose da almeno sette anni negli ultimi dieci oppure almeno sei anni negli ultimi sette

INCUMULABILITÀ

La circolare illustra anche il nuovo regime di incumulabilità dei redditi di lavoro. Si perde il diritto all’Ape Sociale se si svolge lavoro dipendente o  lavoro autonomo occasionale da cui derivino redditi superiori al limite di 5mila euro lordi annui

INCUMULABILITÀ/2

Questo non vale però per chi ha ottenuto l’Ape Sociale prima del 2024: in questo caso valgono le regole precedenti che stabiliscono si possa mantenere l’indennità in presenza di lavoro dipendente o parasubordinato con reddito massimo di 8.000 euro annui e con lavoro autonomo nel limite di 4.800 euro annui

LE COMUNICAZIONI ALL’INPS

Alla luce delle regole sulla incumulabilità, chi percepisce l’Ape Sociale deve comunicare all’Inps l’eventuale inizio di un lavoro dipendente o autonomo e il superamento del limite reddituale stabilito entro cinque giorni. Se il termine non viene rispettato, viene avviata la procedura di recupero dell’indebito e la corresponsione degli interessi legali

PER CHI VALGONO I NUOVI REQUISITI

I nuovi requisiti, come quello dell’età anagrafica di 63 anni e 5 mesi, si applicano a tutte le domande presentate dal 1° gennaio 2024. Questo significa che valgono per i nuovi richiedenti ma anche per chi pur avendo già diritto all’Ape Sociale non aveva presentato la domanda e per chi vuole ripresentarla dopo il decadimento del beneficio

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