martedì 30 Novembre 2021

Operatori della pulizia: a un passo della formazione

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Quasi mezzo milione di operatori, suddivisi in 23 mila imprese e con un fatturato annuo complessivo di circa un miliardo: questi sono i numeri del settore della pulizia in Italia, un comparto centrale soprattutto in periodo pandemico e ancora di più per tutti quei luoghi “sensibili” come case di cura ed ospedali.

Incredibilmente, ad oggi, non esiste alcuna regolamentazione per l’erogazione di questi servizi, né tantomeno alcuna attività di formazione continuativa per gli operatori; esclusivamente nelle strutture sanitarie è stata indicata una qual forma di responsabilità e controllo con la ridefinizione, attraverso il DPR 207/2010, del RUP (il Responsabile Unico del Procedimento) e del DEC (il Direttore dell’esecuzione del contratto).

Tutto il resto rimane alla capacità e alla volontà del singolo operatore e all’efficienza dai macchinari eventualmente utilizzati.

Per questa ragione l’associazione di categoria si è rivolta in queste settimane al Ministero dello Sviluppo Economico, proponendosi per lo studio e lo sviluppo di quelle che potrebbero diventare vere e proprie linee guida per la formazione professionale di tutti gli operatori, con l’obiettivo di realizzare un percorso formativo finalizzato alla qualificazione e alla certificazione del personale impegnato nei servizi di pulizia, attualmente non regolamentato da alcun ordinamento giuridico.

Andando a definire il profilo professionale, regolamentato da obblighi e da responsabilità espliciti, si potrebbe così conferire al lavoratore la dignità di un impiego riconosciuto e qualificato e collocarlo così in un sistema di operatori competenti, coerente per il grado di responsabilità a cui viene chiamato.

Tutti possono beneficiarne: in primis la salute pubblica, intesa come garanzia di salubrità riferita a tutti i luoghi accessibili, quindi i lavoratori che vedrebbero professionalmente attestato il proprio compito, ed infine anche le imprese che potrebbero essere inserite in un ambito di maggior tutela.  Nelle prossime settimane il MISE fornirà le valutazioni sul tema.

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