giovedì 29 Settembre 2022

Nuovi incentivi per il rilancio delle aree di crisi industriale

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Nuovi incentivi per il rilancio delle aree di crisi industriale

Sono stati riaperti, da alcuni giorni, gli sportelli telematici  per la presentazione delle domande per i contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati, riguardanti i programmi d’investimento localizzati nelle aree di crisi industriale complessa di Livorno, di Venezia, di Massa Carrara, della regione Friuli-Venezia Giulia, dei comuni rientranti nell’area coinvolta dalla crisi del Gruppo Antonio Merloni (73 comuni delle Regioni Marche e Umbria), e nel territorio di Torino.

Tali interventi di sostegno. rientrano nell’ambito della riforma della Legge 181/89, legge che sostiene il rilancio delle aree industriali e di settore, colpite da crisi complessa, che riguardano cioè territori soggetti a recessione economica e perdita occupazionale di rilevanza nazionale e con impatto significativo sulla politica industriale del Paese, e aree colpite da crisi non complessa, ma che presentano, comunque, un impatto significativo sullo sviluppo dei territori interessati e sull’occupazione.

La riforma della disciplina degli interventi di reindustrializzazione di queste aree, ha previsto l’applicazione del regime di aiuto di cui alla suddetta legge,  e  ha  l’obiettivo di semplificare e accelerare le procedure per realizzare programmi di investimento per il rilancio delle attività industriali, favorendo non solo la salvaguardia dei livelli occupazionali, ma anche la creazione di nuovi posti di lavoro attraverso l’ampliamento, la ristrutturazione e la riqualificazione degli stabilimenti produttivi.

Fino ad oggi, i risultati ottenuti, aggiornati al 1 luglio 2022, riportano dati importanti con 313 iniziative finanziate, 2,7 miliardi di investimenti attivati e 12,126 nuovi posti di lavoro. I dati sono complessivi e si riferiscono al vecchio e nuovo regime della legge.

Quest’anno, a seguito dell’entrata in vigore della nuova disciplina attuativa degli interventi della suddetta legge 181/89, il Ministero dello sviluppo economico  ha messo a disposizione ulteriori fondi, precedentemente sospesi,  di 27 milioni di euro. In particolare, verranno finanziati i progetti di riconversione, riqualificazione e rilancio industriale previsti nei seguenti territori:

• area di crisi industriale non complessa della regione Friuli Venezia-Giulia, con agevolazioni pari a 1.977.677,85 di euro;

• area di crisi industriale non complessa della regione Toscana (provincia di Massa-Carrara), con agevolazioni pari a 6.336.194,40 di euro;

• l’area di crisi industriale del gruppo Antonio Merloni (comuni della regione Marche), con agevolazioni pari a 7.160.253,59 di euro;

• area di crisi industriale complessa di Venezia, con agevolazioni pari a 6.231.245,25 di euro;

• area di crisi industriale complessa del Polo produttivo dell’area costiera livornese, con agevolazioni pari a 5.006.554,10 di euro.

Da pochi giorni, è stato attivato uno sportello telematico anche per l’area industriale di Torino che comprende 112 Comuni, riconosciuta come “area di crisi industriale complessa”, per la quale la dotazione finanziaria è di 50 milioni di euro, a valere sulle risorse del Fondo Crescita Sostenibile.

Attraverso procedure più semplici e veloci, le imprese potranno richiedere le previste agevolazioni per realizzare progetti di riconversione e riqualificazione. Con la riforma della legge 181/89 vengono, infatti, ridotti i tempi per le istruttorie, le delibere e l’erogazione dei contributi, sia a fondo perduto sia come finanziamento agevolato.

Inoltre, sono incentivati gli interventi che puntano alla realizzazione di programmi di investimento produttivo e per la tutela ambientale con spese complessive ammissibili superiori a un milione di euro, che possono comprendere progetti per l’innovazione di processo e dell’organizzazione e la formazione del personale e, nel caso di programmi di investimento di importo superiore a 5 milioni di euro, anche progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale.

Priorità nella concessione delle agevolazioni verrà rivolta alle imprese che si impegneranno ad assumere lavoratori di aziende del territorio per le quale è attivo un tavolo di crisi al Mise. Prevista, infine, una limitazione alle delocalizzazioni per le attività che beneficiano di incentivi pubblici.

Gli incentivisi applicano con specifiche modalità per ogni area di crisi e sono rivolti a piccole, medie e grandi imprese, anche sotto forma di reti, economicamente e finanziariamente sane. Possono essere richiesti solo online. Tutte le modalità per la presentazione delle domande con la relativa modulistica, sono sul portale di Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, di proprietà del Ministero dell’Economia.

Le domande possono essere presentate fino ad esaurimento scorte, tranne che per l’area industriale di Torino,  la cui scadenza è fissata per il prossimo 20 settembre. 

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