lunedì 03 Ottobre 2022

Novità fiscali per locazioni brevi e strutture ricettive

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La tassazione sugli affitti brevi cambierà con l’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2021: oltre i quattro appartamenti in affitto, l’attività di locazione sarà considerata attività di impresa escludendo la possibilità di applicare la cedolare secca al 21%.

La Legge di Bilancio 2021 modifica la tassazione sugli affitti brevi, cioè quelli di durata non superiore a 30 giorni. Dal 2021, la cedolare secca al 21% potrà essere applicata per un massimo di 4 immobili. Se il proprietario affitta più di 4 appartamenti, si presumerà che l’attività di locazione sia svolta in forma imprenditoriale, per cui sarà necessario aprire una Partita Iva.

Queste regole valgono anche per i contratti stipulati tramite le attività di intermediazione immobiliare e i portali di prenotazione online come Booking e Airbnb.

Per garantire maggiore tutela ai consumatori, i soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare e/o che gestiscono portali telematici, dovranno pubblicare il codice identificativo in tutte le comunicazioni relative all’offerta e alla promozione. Inoltre, gli intermediari immobiliari residenti in Italia saranno ritenuti interamente responsabili per il pagamento della ritenuta sui canoni e corrispettivi relativi ai contratti di locazione breve.

I codici identificativi saranno raccolti presso il MIBACT dove sarà istituita una banca dati delle strutture ricettive e degli immobili destinati alle locazioni brevi (per le modalità di gestione e realizzazione della banca dati è atteso il decreto del Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo).

Per quanto riguarda le locazioni brevi, infine, nella Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il decreto che regola la trasmissione dei dati delle comunicazioni al Ministero degli interni dei gestori di strutture ricettive e proprietari o gestori di case e appartamenti. I gestori dovranno comunicare il numero dei soggetti e dei giorni di permanenza nella struttura dichiarati al momento della registrazione.

Tali dati verranno comunicati dal Ministero, in forma anonima e aggregata alla Agenzia delle Entrate che poi li renderà disponibili ai Comuni con l’obiettivo di effettuare i controlli sulla tassa di soggiorno.

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