domenica 14 Luglio 2024
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Novara diventa il nuovo hub tecnologico europeo: firmato l’accordo per lo stabilimento di Silicon Box

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Con un investimento di 3,2 miliardi di euro, l’Italia ospiterà il primo impianto europeo per la produzione di chiplet, creando 1.600 nuovi posti di lavoro e rilanciando il settore tecnologico e l’economia del nord-est piemontese.

Con la firma al Mimit, alla presenza  del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, diventa realtà l’insediamento a Novara dello stabilimento multinazionale Silicon Box per la produzione in Italia di chipset, annunciato dall’azienda lo scorso marzo e che prevede un investimento di 3,2 miliardi di euro. “L’investimento di Silicon box – ha aggiunto il ministro –  è un caso modello, un unicum internazionale, il primo impianto di produzione di chiplet in Europa, e sarà un partner industriale che ci farà crescere nel settore dell’alta tecnologia, ci permetterà di aumentare le capacità di design e il capitale umano”.

La fabbrica novarese prevede un impianto di assemblaggio con linee di test e packaging di nuova generazione che dovrebbe entrare in produzione nel 2028 creando circa 1.600 posti di lavoro diretti. Sarà un impianto gemello della fabbrica Silicon Box a Singapore in cui lavorano circa 1.200 persone e ha richiesto 2,65 miliardi di dollari di investimenti. Nei piani della multinazionale sfornerà chip per applicazioni di intelligenza artificiale, di calcolo ad alta velocità, per modelli linguistici di grandi dimensioni, per veicoli elettrici (EV) e auto ma anche per dispositivi smart, mobili e indossabili e molto altro.

Ovviamente molto soddisfatto il sindaco di Novara, Alessandro Canelli, che parla di “un grande risultato per la nostra città”“Da 10 mesi a questa parte – ha aggiunto Canelli –  abbiamo lavorato per costruire un dossier di candidatura che ha consentito di portare in città questo insediamento che di fatto dà inizio ad un cambio di paradigma sullo sviluppo futuro della città di Novara e del nord est del Piemonte con la nascita di un hub della scienza e della tecnologia e di un distretto dell’innovazione per il quale la nuova produzione per i semiconduttori sarà centrale e il cui ruolo includerà lo svolgimento di compiti aggiuntivi relativi all’ambiente tecnologico, territoriale ed economico che la nuova fabbrica andrà a creare intorno ad essa. Mission che porterà anche a nuove opportunità di collaborazione con le università italiane ed enti di ricerca europei. Un intervento che prevede, oltre all’ insediamento della fabbrica e del parco tecnologico e scientifico, anche un’importante rigenerazione urbana di aree industriali dismesse e degradate nel tessuto urbano. Inoltre, il progetto avrà un impatto rilevantissimo sul piano dell’occupazione, ma anche e soprattutto sul piano economico e formativo. Novara non è stata scelta a caso: la posizione strategica del nostro territorio è senz’altro stata essenziale nella decisione finale, ma gli investitori hanno visto molto di più nella nostra città. Hanno visto un tessuto produttivo florido, un’Università dove arrivano studenti da tutta Europa, hanno visto la presenza di scuole tecniche già altamente specializzate. Silicon Box non sarà dunque solo un parco tecnologico, ma una realtà dove verrà fatta formazione e che si impegnerà a creare un ecosistema della filiera dei semiconduttori e che aiuterà la nostra città ad avviare ulteriori progetti di riqualificazione e rigenerazione”.

Il presidente della Regione Alberto Cirio, dal canto suo, ha parlato di “un primo passo per costruire la Silicon Valley in Italia”e questo – ha aggiunto – “lo si fa in Piemonte, quasi una rivincita di quel vecchio triangolo industriale che oggi ritorna attuale, grazie alle nostre infrastrutture e al fatto  che siamo tra i due poli  più importanti al mondo in capacità di ricerca e l’innovazione tecnologica, il Politecnico di Milano  e ill Politecnico di Torino”.

“L’investimento di Silicon Box – ha concluso – rappresenta per noi un risultato straordinario, dimostra che investire in Piemonte è conveniente e conferma l’attrattività crescente del nostro territorio che ha battuto la competizione di regioni come la Lombardia e il Veneto che per anni sono state il locomotore del Nord a cui oggi si aggiunge a pieno titolo anche il Piemonte grazie al grande lavoro di questi anni e al fatto che, con Tav e Terzo Valico, che vanno a completamento nei prossimi anni, proprio in questo territorio si incroceranno le grandi direttrici europee di mobilità e di scambio delle merci. Ci abbiamo lavorato tanto, ci abbiamo creduto, abbiamo investito tempo, rapporti e risorse”.

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