giovedì 28 Ottobre 2021

In 6 mesi oltre 11.200 frodi creditizie

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Anche nel primo semestre 2020, le frodi creditizie mediante furto di identità – con il successivo utilizzo illecito dei dati personali e finanziari altrui per ottenere credito o acquisire beni con l’intenzione premeditata di non rimborsare il finanziamento e non pagare il bene – continuano ad avere un impatto non trascurabile sul credito alle famiglie.

L’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio sulle Frodi Creditizie e i furti di identità realizzato da CRIF-MisterCredit evidenzia che, nel periodo di riferimento, in Italia i casi rilevati siano stati oltre 11.200 per un danno stimato che supera i 65 milioni di Euro, mentre l‘importo medio della singola frode si è attestato a 5.792 €, in aumento del +24,2% rispetto a quello rilevato nei primi sei mesi del 2019.

Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, il lockdown e le misure di restrizione adottate in Italia per contenere la diffusione del contagio da COVID-19 hanno portato a una maggiore difficoltà ad effettuare frodi “fisiche” in banca e nei punti vendita, analogamente a quanto accaduto con i casi di rapina, riflettendosi in un calo del numero di frodi rilevate (-33,1%).

Tra le forme tecniche di credito in cui si registra il maggior numero di eventi fraudolenti spiccano i prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi (quali auto, moto, articoli di arredamento, elettronica ed elettrodomestici, energie rinnovabili, ecc), che continuano a rappresentare la metà del totale.

Al secondo posto per numerosità si trovano le frodi sulle carte di credito, che spiegano un quinto del totale delle frodi (precisamente il 20,4%), seguite da quelle legate ai prestiti personali, in aumento rispetto allo scorso anno, con una quota del 10,6%. Un vero e proprio boom ha interessato i finanziamenti fraudolenti tramite fidi di conto, che, anche se rappresentano il 3,6% del totale delle frodi, risultano più che raddoppiati rispetto ai primi sei mesi del 2019.

Entrando nel dettaglio dei beni e servizi acquistati con un finanziamento ottenuto in modo fraudolento, rispetto al primo semestre 2019, gli elettrodomestici restano la tipologia più diffusa, con una quota del 31,9% del totale. Al secondo posto, in aumento del +7,4%, si piazzano le auto e moto (che arrivano a spiegare il 14,8%), seguite dall’arredamento (all’8,1%), mentre una quota rilevante di frodi riguarda anche elettronica-informatica-telefonia (l’8,3%). È inoltre interessante evidenziare il continuo aumento dei casi che hanno come oggetto di frode trattamenti medici ed estetici (anche se si fermano al 6,1% del totale).

Per quanto riguarda il tipo di bene in rapporto all’erogato, le categorie più colpite risultano essere intrattenimento/viaggi, consumi/abbigliamento/lusso, spese professionali e trattamenti medici/estetici.

Relativamente all’importo dei finanziamenti ottenuti in modo fraudolento, se la media complessiva risulta pari a circa 5.792 Euro, nel 29,6% dei casi il valore risulta inferiore ai 1.500 euro. Nel complesso, rispetto al primo semestre 2019 i casi di frode di importo contenuto sono quasi raddoppiati, mentre risultano in calo quelli con importi compresi tra 10.000 e 20.000 euro e quelli superiori ai 20.000 euro.

Analizzando gli alert sui documenti identificativi segnalati sui servizi di prevenzione frodi gestiti da CRIF con anche la tramitazione delle banche dati SCIPAFI, emerge che nel 79,5% dei casi i frodatori hanno utilizzato una carta di identità falsa o contraffatta, nel 18,5% dei casi una patente e nell’1,9% un passaporto.

Per quanto riguarda i tempi di scoperta delle frodi, infine, essi sono caratterizzati principalmente da due macro categorie: se da un lato quasi la metà dei casi viene scoperto entro 6 mesi, dall’altro lato continuano ad emergere frodi commesse anche più di 5 anni prima, che rappresentano il 16,7% del totale e si confermano in costante crescita.

(Fonte: http://www.crif.it)

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