mercoledì 28 Settembre 2022

Modifiche alla gestione dei conti in rosso

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Modifiche alla gestione dei conti in rosso: difficoltà per le Pmi

Le regole per la gestione dei conti in rosso cambieranno a partire da gennaio: gli addebiti automatici non saranno più permessi se i clienti non avranno sufficienti disponibilità liquide sui loro depositi bancari.

Modifiche alla gestione dei conti in rosso che potrebbe portare delle difficoltà per le PMI. L’Eba, l’autorità bancaria europea, ha introdotto delle modifiche relativamente alla gestione dei conti corrente. Da gennaio, le banche dovranno bloccare i pagamenti con addebito diretto se il cliente non avrà liquidità sufficiente sul proprio deposito. Tale norma si applica al pagamento di bollette, rate di mutui e finanziamenti e stipendi.

Secondo il Centro studi di Unimpresa, c’è il rischio che si verifichi un’improvvisa interruzione dei pagamenti di utenze, stipendi, contributi previdenziali e rate di finanziamenti. A tal proposito, il vicepresidente di Unimpresa, Salvo Politino, spiega che “Non saranno più possibili nemmeno piccoli sconfinamenti e questo vuol dire, per molti artigiani, commercianti, piccoli imprenditori e anche per molte famiglie, non poter più usufruire di quelle piccole forme di flessibilità che, specie in questa fase così critica a causa degli effetti economici della pandemia Covid, sono fondamentali per far fronte ai pagamenti di utenze o altri adempimenti, come gli stipendi e i contributi previdenziali, le rate di finanziamenti e mutui”.

A ciò si aggiunge che per un mancato pagamento superiore a 100 euro, protratto per tre mesi, il cliente sarà classificato come cattivo pagatore, tutta la sua esposizione verso la banca sarà classificata come non performing loan e la banca invierà una segnalazione alla centrale rischi.

Per milioni di piccole e medie imprese ciò causerà una fortissima stretta al credito oltre che a una improvvisa mancanza di piccola liquidità, derivante dallo stop ai conti in rosso. Tuttavia, la posizione del settore bancario non è omogenea e l’informazione è insufficiente: qualche banca, secondo Unimpresa, sembra orientata a mantenere una linea meno rigida, in particolare nei confronti dei clienti conosciuti.

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