sabato 28 Gennaio 2023

Marco Di Giusto

Da non perdere

Matias Pasquero
Matias Pasquero
Sono uno studente della facoltà di Scienze del turismo presso l'Università Bicocca di Milano e sono un collaboratore del Giornale delle Partite IVA e mi occupo della sezione "Storie di brand".

Marco Di Giusto nasce a Udine nel 1965 da mamma Bruna e papà Bepi, rispettivamente casalinga e impiegato nel settore ortofrutticolo della grande distribuzione.

Dopo aver conseguito il diploma da perito informatico, si accorse che la sua grande passione era la poesia, il cinema, il teatro e decise di trasferirsi a Bologna per studiare scenografia al Dams.

Gli piaceva molto quel mondo, fatto di arte e di cultura. Passò due anni stupendi e spensierati, pensando di aver trovato la propria dimensione. Un’unica cosa lo tormentava: i sacrifici che i suoi genitori facevano per mantenerlo e così decise di tornare in Friuli.

Ritorno a casa

Una volta tornato nella terra madre, nel 1988, Marco decise di intraprendere un nuovo tipo di carriera in un settore per lui completamente nuovo, quello alimentare.

Aprì così “Pizza in arrivo”.

Tutto iniziò con un piccolo locale di circa 12 metri quadrati che Marco comprò con i pochi soldi rimasti. 

“Pizza in arrivo” si occupava di raccogliere le ordinazioni arrivate telefonicamente e di smistarle in tre pizzerie posizionate strategicamente in città, creando così, un vero e proprio hub del food.

Ma il suo lavoro non finiva qui, infatti, a portare le pizze pronte a chi le aveva ordinate era ancora lui e per farlo usava una vecchia Mercedes a cui aveva installato un megafono sul tetto. 

Marco Di Giusto, con “Pizza in arrivo”, è stato un vero e proprio precursore delle attuali aziende di distribuzione alimentare (delivery), con ben 30 anni di anticipo. 

Colpo di fortuna o lungimiranza?

Ma la vera svolta arriverà qualche anno più tardi, più precisamente nel 1991, quando il titolare del centro commerciale Città Fiera di Martignacco, gli fece una proposta.

Gli propose uno spazio all’interno della struttura.

In questo suo nuovo spazio aprì i suo primo ristorante a base di carne di maiale: Pork House. Il nome iniziale il suo nome fu La Porcheria ma venne cambiato a causa del messaggio che trasmetteva. 

Nel 2007, il nome verrà ancora cambiato, prendendo il nome che ha ancora adesso: Wiener House.

Una volta iniziata la sua attività all’interno del centro commerciale, Marco iniziò a conoscere in modo più approfondito tutte le sfaccettature, negative e positive, di questo settore.

Generalmente, il cosiddetto mall, genera flussi di lavoro non tuoi, inoltre, i ristoranti, diventano  il terminale gastronomico delle migliaia di persona che vanno a fare shopping, questo perchè tendenzialmente, le persone vanno nei centri commerciali con l’obiettivo di fare shopping e poi, in alcuni casi, anche di fermarsi a mangiare.

Anche se, proprio negli anni in cui Marco iniziava a immergersi in questo nuovo mondo, si evidenziò un inversione di trend

Infatti, sempre più persone, al contrario di quanto si facesse in passato, prima si fermava a mangiare e poi entrava all’ipermercato. 

Nel 1995, Marco inizia a deporre le basi di quello che in futuro diventerà il suo impero, fonda così la Cigierre, un’azienda di ristorazione.

L’idea da cui parte tutto è quella di creare dal nulla un vero e proprio Food Court.

Il primo grande successo nasce nel 2002 e prende il nome di Old Wild West.

Il primo punto vendita venne aperto a Milano in zona Bicocca e diventa immediatamente un riferimento per gli studenti.

Da qui in poi il franchising fece il resto.

Il progetto di Old Wild West, ideato nei minimi dettagli da Giusti, non prevedeva solo la creazione di un fast-food dove poter gustare una buona cucina tex-mex, ma anche quello di rendere il pasto una vera e propria esperienza all’interno di un locale completamente a tema Western.

I veri valori

Il 2006 è un anno molto importante per la Cigierre, caratterizzato dall’ingresso nella compagnia di Giovanni Cagnoli che acquistò il 40%.

Da quel momento si riparte puntando sui capisaldi di sempre: la qualità dei prodotti e l’attenzione nei confronti del clienti.

Per Giusti la qualità è un qualcosa di imprescindibile: tutto, ancora oggi, viene scelto e testato nel quartier generale di Udine.

Ma, nonostante ciò, ritiene che la cura del cliente sia qualcosa di ancora più delicato che aiuta un’azienda a fare la differenza.

A questo proposito, la Cigierre, ha aperto, nella sua sede centrale, un’Academy per trasferire le sensibilità e i valori dell’azienda a chi decide di aprire un Old Wild West.

Un’altra tappa fondamentale nella storia della Cigierre arriva nel 2016 con l’ingresso del fondo Bc Partners.

I primi effetti di quest’entrata diedero un boost immediato al business re sin da subito, infatti, neanche due mesi dopo dall’ingresso, la Cigierre rileva una catena emiliana di pizzerie: Pizzikotto.

Lo stesso anno, Old Wild West, per la prima volta, si spinse oltre i confini nazionali, affacciandosi così al mercato europeo.

Successivamente, nel 2017, acquisirono il controllo del marchio America Graffiti, una sessantina di ristoranti con un’ambientazione ispirata ai diner americani anni ’50.

Ancora non contento, un anno dopo, la Cigierre rileverà la maggioranza di Temakinho: catena ristoranti di cucina nippo-brasiliana a Milano, Roma, Londra, Ibiza e Formentera.

Vista la grande capacità di gestione dei ristoranti da parte dei fondatori di Temakinho, Marco Di Giusto, decise di lasciare a loro la gestione.

Ad oggi si può dire che Marco Di Giusto sia uno degli migliori imprenditori italiani in circolazione.

La Cigierre con i suoi 6500 dipendenti spalmati su  360 ristoranti distribuiti tra Italia, Francia, Svizzera, Belgio e Australia e un fatturato che supera i 500 milioni di euro si può considerare un vero e proprio colosso del settore della ristorazione.

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