giovedì 28 Ottobre 2021

L’evoluzione dei consumi energetici in Europa

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I consumi energetici in Europa: un’analisi per capirne l’evoluzione

Papernest ha condotto un’analisi sul costo dell’energia in Europa per scoprire le cause che si trovano alla base dell’oscillazione dei prezzi degli ultimi 5 anni e i relativi impatti sul consumo di energia

Papernest, società di origine francese attiva nel settore dell’energia, ha condotto uno studio sul costo dell’energia in Europa. L’analisi ha come scopo quello di scoprire le cause che si trovano alla base dell’oscillazione dei prezzi degli ultimi 5 anni e i relativi impatti sul futuro dei consumi energetici.

Per facilitare la comprensione del tema, durante la lettura dell’articolo troverete dei grafici realizzati da Papernest.

La tabella 1 ci mostra i prezzi medi dell’energia elettrica al netto delle tasse nel 2020 in Europa. I dati includono il prezzo della materia prima energia, il costo della rete di distribuzione e il margine del fornitore. Sono calcolati su tutti gli utenti da 2,5 kW di consumo ai 5 kW.

Come possiamo notare dal grafico, in Italia negli ultimi cinque anni il costo della materia prima è rimasto mediamente stabile. Invece, in Spagna e nel Regno unito, possiamo notare una riduzione importante del prezzo dell’energia elettrica (tasse escluse) rispettivamente del -36,8% e del -15,3%.

È normale che a questo punto sorga qualche dubbio. Perché il prezzo si è ridotto solo per alcuni Paesi? È possibile che la risposta si trovi negli accordi tra la nazione acquirente e chi vende questi beni.

Se vogliamo entrare più nello specifico l’Italia ha una bilancia commerciale dell’energia elettrica che è tra le più alte in Europa nel 2019 con un valore di 38 TWh (Terawattora). Con bilancia commerciale si intende la differenza tra le importazioni (+) e le esportazioni (-) di elettricità.

Invece, il Regno Unito e la Spagna hanno una bilancia commerciale dell’energia elettrica rispettivamente del 17,5 TWh e del 6,8 TWh.

Un ulteriore spiegazione del perché le bollette luce siano differenti tra i diversi Paesi risiede nelle tasse imposte da ciascun governo su questo bene.

Nel grafico di seguito possiamo vedere il dettaglio del peso dell’imposizione fiscale sulle bollette della luce:


Negli ultimi 5 anni l’imposizione fiscale ha subito grandi variazioni per alcuni Paesi Europei e irrilevante per altri. Particolarmente si può notare che se l’Italia è tra le nazioni che non hanno quasi apportato modifiche alla tassazione, l’Olanda e la Spagna hanno fatto il contrario, ma con ottiche diverse.

Difatti, l’Olanda ha ridotto quasi del 30% le imposte, mentre la Spagna le ha aumentate per controbilanciare la riduzione del prezzo dell’energia visto in precedenza. In questo caso si può notare che anche se il prezzo dell’energia si è ridotto, il costo della stessa non è calato.

Nel primo grafico abbiamo potuto osservare i prezzi netti dell’energia elettrica in Europa, ora guardiamo il grafico dei prezzi dell’energia elettrica con imposte incluse.

Dal grafico si può notare il risultato del prezzo finale per gli utenti. Inoltre, è possibile vedere un andamento più stabile e con meno oscillazioni. Per tanto la prima conclusione di Papernest è che gli Stati dell’UE adottano le politiche impositive per stabilizzare i prezzi della commodity energia.

È interessante vedere nel seguente grafico la variazione dell’imposizione fiscale in bolletta dal 2015 al 2020:

L’analisi di Papernest prosegue con lo scopo di indagare quali sono i razionali alla base del prezzo dell’energia, da cosa sono determinati i differenti costi della luce e delle relative imposte.

Il prezzo dell’energia dipende dalla ricchezza di un Paese?

In effetti è stato scoperto che esiste una correlazione positiva tra il prezzo finale dell’energia ed il PIL di ogni Paese. Quanto più ricco è un Paese tanto più il prezzo dell’energia viene aumentato e tanto più le bollette della luce vengono fatte pagare.

Nel seguente grafico possiamo vedere la correlazione tra il PIL Pro Capite e il prezzo delle bollette dei vari Paesi Europei:

Essendo che il valore della correlazione di Pearson tra il prezzo dell’energia elettrica e il PIL pro capite è pari a 0,5523 le due variabili posso essere descritte come positivamente correlate. All’aumentare del PIL pro capite aumenta il prezzo dell’energia.

Lo stesso concetto non vale invece per tre variabili:

  1. Il tasso di disoccupazione del Paese
  2. Il numero di importazioni di materia prima energia elettrica di ciascun Paese
  3. Il numero di impianti nucleari presenti in ciascun Paese

Ciò vale a dire che il prezzo non appare variare in base a quante persone hanno un lavoro o a quanta energia viene importata o prodotta in modo nucleare all’interno.

Le previsioni per il futuro- quanto il prezzo dell’energia è influenzato dalla produzione di energie rinnovabili?

A livello mondiale possiamo vedere come ci sia sempre più, in campo energetico, una graduale transizione da energie non sostenibili a energie rinnovabili.

Nel seguente studio svolto da Papernest si potrà notare l’effetto di questo cambiamento sul costo dell’elettricità.

Un’ultima analisi svolta è dedicata al prezzo dell’energia e se questo fosse influenzato o meno dalla produzione di energie rinnovabili. Produrre più energia rinnovabile di fatto fa aumentare il prezzo dell’energia.

Di seguito, nel grafico 8, si possono vedere i risultati:

Esempi e considerazioni finali

Infine, non si può non citare gli esempi menzionati da Papernest e le loro considerazioni finali date dopo il loro attento studio.  

Il Paese Europeo che produce più energia elettrica da fonti rinnovabili è la Germania. Quest’ultima è anche tra i paesi con la più alta imposizione fiscale. Nell’ultima decade, la Germania ha adottato un piano di investimento sulle fonti rinnovabili di $183,4 Mrd, prima in Europa, seguita dal Regno Unito, Italia e Francia con rispettivamente $126 Mrd, $83 Mrd e $50 Mrd. Pertanto, l’alta pressione fiscale sulle bollette può essere dovuta a una compensazione e a un’ammortizzazione di tali investimenti.

Invece, il Paese Europeo con meno tasse sulle bollette elettriche è l’Olanda. Come mai?

Come ci spiega Papernest, la politica del governo olandese è orientata ad abbandonare progressivamente l’uso di combustibili fossili. Per questo motivo la loro Energy Tax ha introdotto imposte severe sul gasolio o sul carbone, mentre ha alleggerito quelle sull’elettricità.

Come funziona in Italia?

In Italia le imposte sulle bollette della luce sono stabilite da vari componenti, tra cui il principale sono gli oneri di sistema. La tabella 3 mostra nello specifico ogni componente:

Il futuro dei sistemi energetici nazionali

Papernest ha anche cercato di prevedere la direzione che prenderanno i sistemi energetici nazionali nei prossimi anni.

La maggioranza dei Paesi industrializzati ha comunicato nel corso degli anni di voler orientarsi verso un consumo di energia elettrica prodotta con fonti rinnovabili. Il processo di transizione però richiede investimenti alti che si traducono poi in un innalzamento dei prezzi della bolletta.

Ma, quanto riportato dall’analisi ci mostra che i Paesi pionieri di tale transizione energetica hanno raggiunto il picco di investimenti rinnovabili nei primi anni, per poi ridurre progressivamente la propria spesa in impianti di produzione.

In merito ai costi per gli utenti questo implica che dopo un primo periodo di transizione di circa dieci anni, contraddistinto da alti investimenti e di conseguenza anche da un rialzo dei prezzi, arrivi poi una seconda fase di assestamento, nella quale si prevede di poter arrivare a pagare meno in bolletta grazie agli ammortamenti infrastrutturali di lungo termine, tutto cercando di utilizzare solo energia pulita.


Fonte dati: https://www.csttaranto.it/dati-energia-elettrica-europa-2020/
Dominio attivo di Papernest in Italia: https://www.csttaranto.it

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