giovedì 29 Settembre 2022

Le regole base, che bisogna conoscere, per aprire una Partita Iva

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GLI ITALIANI E IL FISCO, STORIA DI UN RAPPORTO CONFLITTUALE

Chi si appresta ad aprire una partita Iva rivela ancora scarsa conoscenza delle principali regole base del fisco italiano.

Il gap si può colmare integrando nella scuola superiore una formazione specifica 

Quando un cliente ci contatta per la prima volta ci troviamo a essere uno sportello psicologico più che fiscale” – osserva Roberto Scurto di Partitaiva24 – “Perché tante sono le domande che ci rivolgono e che denotano una scarsissima conoscenza del fisco. A partire dalla distinzione tra imposte sul reddito e contributi previdenziali: molti ancora non hanno capito a cosa si riferiscono e la differenza tra queste due forme di tassazione”.

Gli italiani sono critici nei confronti del fisco ma spesso non hanno chiaro cosa ci sia dietro il “pagare le tasse”. Al momento di aprire la partita Iva, ancora molti non conoscono la differenza tra la costituzione di una società e la partita Iva individuale, convinti che le due formule giuridiche siano sostanzialmente identiche. Non va meglio con la sfera bancaria, dove ancora regna confusione tra fido e prestito, per non parlare della PEC vista come una mail accessoria. “Noi puntiamo a offrire un servizio di assistenza alle startup non solo fiscale ma anche strategica, ad esempio su temi gestionali, proprio perché ci siamo accorti che i futuri imprenditori non hanno le idee molto chiare”, osserva Scurto.

Tutto questo denota un analfabetismo fiscale piuttosto elevato che dovrebbe essere colmato soprattutto alla luce delle modifiche che stanno interessando il contesto lavorativo. Sempre più giovani infatti scelgono di diventare imprenditori, la cosiddetta Great Resignation spinge verso una visione del lavoro più fluida e per affrontare questi cambiamenti sarebbe opportuno conoscere almeno i fondamentali delle leggi che regolano il fisco italiano (nell’attesa che si compia la sudata Riforma). Molto spesso le principali fonti di informazione sugli argomenti fiscali sono video tutorial di youtube. Che possono anche funzionare ma è importante formare i giovani su questi aspetti per aiutarli a comprendere, sin dagli ultimi anni di liceo, i vari aspetti del lavoro – autonomo o dipendente? – in funzione anche del rapporto con il fisco italiano. 

Se l’evasione fiscale continua a rappresentare un grande limite per le casse dello Stato – secondo recenti stime, è pari a circa 80 miliardi di euro all’anno e parte di questa cifra sarebbe riconducibile all’evasione di imposte dirette e parte al lavoro nero e all’economia sommersa – appare chiaro che “formare fiscalmente i giovani può rappresentare una leva per sviluppare una maggiore coscienza civica e non solo. Aiuteremmo i futuri contribuenti a compiere scelte responsabili su due fronti: verso lo Stato e verso sé stessi così che possano scegliere consapevolmente il proprio futuro lavorativo”, conclude Scurto.

Fonte Roberto Scurto PartiteIVa24

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