martedì 13 Aprile 2021

Le novità fiscali del Decreto Sostegni 2021

Da non perdere

Lo studio di consulenza aziendale, fiscale e del lavoro Cazzola Consulting, di Milano, ha sintetizzato ed analizzato le novità fiscali del Decreto Sostegni 2021.

Le novità sono organizzate in 5 titoli e 41 articoli. Sul piatto sono stati stanziati ben 32 milioni €, strutturati in cinque ambiti d’intervento:

  • sostegno alle imprese e agli operatori del terzo settore: con ridefinizione del contributo a fondo perduto e importanti differenze per l’accesso e l’erogazione;
  • lavoro e contrasto alla povertà: tra le misure, il sostegno al reddito dei lavoratori e il blocco dei licenziamenti; indennità ai lavoratori stagionali del turismo; il rifinanziamento del Reddito di Cittadinanza e l’estensione del Reddito di emergenza, con 3 nuove mensilità;
  • salute e sicurezza: con importanti interventi a supporto della campagna vaccinale, tra le misure il coinvolgimento delle strutture alberghiere e ricettive fino al 31 maggio 2021;
  • sostegno agli enti territoriali: con ristori a favore dei comuni, province e enti territoriali per le minori entrate;
  • ulteriori interventi settoriali: con importanti misure e stanziamento a favore di alcuni settori tra cui istruzione, cultura, spettacolo, filiere agricole e ambito fieristico.

Sotto un profilo meramente fiscale le misure disposte definiscono un nuovo ambito applicativo del contributo a fondo perduto, l’adozione di misure per favorire la ripresa rallentando le attività legate alla riscossione coatta, l’introduzione della cancellazione dei debiti e le nuove proroghe dei termini legati ai principali adempimenti.

Il nuovo contributo a fondo perduto

Il meccanismo è stato ottimizzato, da un lato eliminando il riferimento ai codici ATECO, dall’altro alzando la soglia massima del fatturato per poter accedere. È stato eliminato il limite di 5 milioni € e non è prevista più alcuna limitazione correlata all’attività esercitata o all’ordine professionale di apparenza e alla relativa Cassa di previdenza.

Contributo a fondo perduto
REQUISITONUOVO (slegato dal codice ATECO)
CODICE ATECOELIMINATO il riferimento (presente nel Decreto Ristori)
CASSA PREVIDENZAELIMINATO il riferimento (presente nel Decreto Rilancio)
FATTURATOINNALZATO A 10 milioni di €
Soggetti beneficiari

Sono i titolari di partita IVA residenti o stabiliti nel territorio dello Stato che svolgono attività d’impresa, arte o professione o producono reddito agrario (art. 32 TUIR), nonché gli enti non commerciali e del terzo settore.


Soggetti esclusi
  • i soggetti la cui attività risulti cessata alla data di entrata in vigore del Decreto Sostegni;
  • i soggetti che hanno attivato la partita IVA dopo l’entrata in vigore del decreto;
  • gli enti pubblici di cui all’art. 74 TUIR e gli intermediari finanziari e società di partecipazione di cui all’art. 162-bis TUIR.
Le condizioni per richiedere il contributo

La condizione da soddisfare per richiedere il nuovo contributo è aver subito perdite di fatturato e dei corrispettivi, tra il 2019 e il 2020, pari ad almeno il 30%, calcolato sul valore medio mensile.
Per determinare tale ammontare occorre far riferimento, come espressamente indicato all’art. 1 c. 4 del citato decreto, alla data di effettuazione dell’operazione di cessione di beni o di prestazione dei servizi.
Chi ha attivato la partita IVA dal 1° gennaio 2019 il contributo spetta anche in assenza dei requisiti legati al calo del fatturato.
Il contributo prevede cinque fasce di ristoro basate sul fatturato 2019, il parametro di calcolo è il calo medio mensile a cui si applica una percentuale che decresce all’aumentare del fatturato. In pratica il contributo si calcola applicando la percentuale alla differenza tra l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del 2020 e l’ammontare medio mensile del medesimo parametro relativo all’anno 2019.

RICAVI/COMPENSIPERCENTUALE (%)
fino a 100 mila €60%
da 100 mila a 400 mila €50%
da 100 mila a 400 mila €40%
da 100 mila a 400 mila €30%
da 100 mila a 400 mila €20%
ATTENZIONE: La percentuale si applica sulla differenza di ammontare medio mensile fatturato-corrispettivi 2020 e 2019

I limiti del contributo a fondo perduto riguardano:

  • il fatturato: possono fruire del contributo le imprese con ricavi o compensi non superiori a 10 milioni € nel secondo periodo d’imposta antecedente a quello di entrata in vigore del decreto in commento;
  • l’importo del contributo: l’ammontare del contributo non può essere inferiore:
  • a 1.000 € per le persone fisiche; a 2.000 € per gli altri soggetti e al contempo non può superare 150.000 €.
    Il contributo a fondo perduto non concorre alla base imponibile ai fini delle imposte sui redditi e Irap, né del rapporto di cui agli artt. 61 e 109 c. 5 TUIR.
    Il contributo spettante potrà essere fruito, a scelta del contribuente, in due modalità:
  • direttamente come “liquidità”, ricevendo l’ammontare spettante tramite bonifico bancario nel proprio conto corrente intestato al beneficiario;
  • credito d’imposta, cioè utilizzandolo in compensazione in via telematica mediante il modello F24, in tal caso non si applicheranno i limiti fissati dall’art. 31 c. 1 DL 78/2010. Per fruire del contributo occorre presentare – direttamente o tramite intermediario, dando evidenza del possesso dei requisiti richiesti – istanza entro 60 giorni dalla data di avvio della procedura telematica per la presentazione. Le modalità e i termini di presentazione saranno oggetto di un provvedimento di prossima emanazione da parte dell’AE. I pagamenti partiranno già il prossimo 8 aprile 2021. Ai fini del regime sanzionatorio, dell’attività di controllo, e delle modalità di erogazione si rendono applicabili, in quanto compatibili, le disposizioni di cui all’art. 25 c. 6-14 DL 34/2020.

Per informazioni: Cazzola Consulting – Dott. Marco Cazzola

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