Le misure a sostegno dei lavoratori autonomi

Le misure a sostegno dei lavoratori autonomi
Le misure a sostegno dei lavoratori autonomi

Le misure a sostegno dei lavoratori autonomi

I lavoratori autonomi con partita Iva sono stati particolarmente colpiti dalla crisi sanitaria che provocato una forte diminuzione, se non l’arresto, del fatturato. Le misure a sostegno dei lavoratori autonomi.

Le misure a sostegno dei lavoratori autonomi: per tentare di arginare le perdite provocate dalle misure restrittive anti-contagio, a partire da marzo il Governo ha erogato dei bonus con cadenza mensile e poi una tantum.

Nel 2021, il decreto Ristori e la Legge di Bilancio 2021 hanno introdotto diversi strumenti di sostegno, come gli esoneri contributivi e l’istituzione di una cassa integrazione.

Decreto Cura Italia

Il Decreto Cura Italia ha istituito un indennizzo di 600 euro per il mese di marzo e il “Fondo per il reddito di ultima istanza” rivolto ai lavoratori autonomi e professionisti iscritti ad enti di diritto privato di previdenza obbligatoria.

Il fondo, con una dotazione di 300 milioni di euro, era destinato ai lavoratori (con un reddito massimo di 35.000 euro) che, a causa della pandemia, avevano subito una riduzione del fatturato del 33% rispetto al 2019.

Nei mesi successivi, i professionisti hanno potuto beneficiare del bonus di 600 ad aprile e di 1000 euro a maggio introdotti dal Decreto Rilancio. Hanno beneficiato del bonus i liberi professionisti con partita IVA, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie e che abbiano dimostrato di aver subito un calo del fatturato del 33%.

Decreto Agosto

Con il Decreto Agosto hanno avuto accesso a un bonus da 1000 euro i lavoratori occasionali senza partita Iva, gli incaricati alle vendite a domicilio che siano iscritti alla Gestione Separata e con partita Iva e gli iscritti al “Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo”.

Decreto Ristori

Nel mese di ottobre, il Decreto Ristori ha introdotto un’indennità onnicomprensiva una tantum di 1000 euro di cui hanno potuto beneficiare i lavoratori autonomi occasionali (senza partita Iva), i lavoratori dello spettacolo e i lavoratori incaricati delle vendite a domicilioLa vera novità è stata però l’introduzione di ISCRO (indennità straordinaria di continuità reddituale ed operativa), la cassa integrazione per gli autonomi introdotta in via sperimentale per il triennio 2021-2023 dalla Legge di Bilancio 2021.

La cassa integrazione sarà diritto di tutti quei lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata INPS che hanno riscontrato una riduzione di fatturato del 50% rispetto ai 3 anni precedenti e che hanno un reddito inferiore a 8.145 euro.

L’INPS si occuperà di erogare il contributo con un limite di spesa di 70,4 milioni di euro per il 2021, di 35,1 milione per il 2022, di 19,3 milioni per il 2023 e di 3,9 milioni di euro per il 2024. Inoltre, si occuperà di verificare la presenza dei requisiti, come non essere titolari di trattamenti pensionistici ed essere in regola con il pagamento dei contributi previdenziali, e l’effettivo calo del reddito nel 2020.

Il 31 ottobre di ogni anno, i professionisti potranno presentare la domanda per ricevere il contributo ISCRO che sarà erogato per sei mesi in modo continuativo. La cig per gli autonomi corrisponderà al 25% di quanto percepito l’anno precedente dal lavoratore e sarà compresa tra un minimo di 250 euro al mese ad un massimo di 800.

Legge di Bilancio 2021

Infine, la Legge di Bilancio 2021 ha consentito la realizzazione del “Fondo per l’esonero contributivo” che ha una dotazione finanziaria iniziale di 1 miliardo di euro per il 2021.

Nunzia Catalfo, Ministro del lavoro durante il governo Conte II, ha dichiarato che “Questo Fondo permetterà di esonerare in tutto o in parte dal pagamento dei contributi previdenziali i lavoratori autonomi e professionisti, ordinisti e non, che a causa della pandemia hanno avuto nel corso del 2020 un importante calo di fatturato rispetto all’anno scorso e un reddito dichiarato non superiore a 50mila euro.

Le modalità e i criteri per la concessione di questi esoneri saranno definiti entro l’inizio di marzo dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali e dalMinistro dell’economia e delle finanze. In ogni caso, è previsto che l’esonero parziale riguarderà i lavoratori autonomi e i professionisti che hanno subito un calo del fatturato del 33% e i medici, infermieri e altri professionisti ed operatori sanitari assunti per affrontare la pandemia Covid-19.