domenica 26 Maggio 2024
spot_img

Le dichiarazioni di Carlo Capasa, Sergio Tamborini, Diego Della Valle, De Matteis (Pitti) su Formazione e Sostenibilità

Da non perdere

Fra i tanti relatori, Carlo Capasa, presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana durante il Luxury Summit del Sole 24 Ore ha sostenuto che “consumatori lusso aumenteranno” e “c’è bisogno di lavoro”. Bisogna pagare di più i giovani lavorando sul cuneo. “E’ un momento difficile ma le nostre previsioni ci dicono che i consumatori del lusso sono destinati ad aumentare”, in Italia e nel mondo. “Il timore di molte aziende è la scarsità della produzione”, aggiunge Capasa al Luxury Summit, sottolineando che “nel medio termine ci sarà bisogno di lavoro”, quindi, bisogna “attrarre i giovani”. Per far questo, bisogna agire sull’innovazione, sulla formazione ma soprattutto “offrire loro qualcosa di più”. Secondo Capasa, “in Italia dobbiamo pagare di più i giovani lavoratori senza però aumentare il costo del lavoro. Quindi bisogna lavorare sul cuneo fiscale. Si può fare, in Germania lo fanno”.  – e sottolinea anche la necessità di “lavorare meglio sulla collaborazione tra pubblico e privato”, oltre che “migliorare l’istruzione nelle scuole, collegandole alle aziende”. Ma soprattutto, ribadisce Capasa, “paghiamo di più i giovani”.

Anche Sergio Tamborini, presidente di Sistema Moda Italia, nel corso del Luxury Summit, appuntamento del Sole 24 Ore con il settore del lusso realizzato in collaborazione con HTSI dal titolo Formazione e sostenibilità 4.0, la  filiera sia ‘più sexy’ per giovani e il governo giochi la partita. – e sottolinea che  – La filiera del tessile e moda “deve diventare un po’ più ‘sexy‘ per le nuove generazioni altrimenti ci ritroviamo, non solo un paese, ma anche una filiera di vecchi”. – “Il tema è abbastanza complicato e non bastano le imprese e i sindacati. Se il governo non gioca la partita, si corre il rischio di perdere dei pezzi in modo significativo”, aggiunge Tamborini. Il rischio è che “qualcun altro, che ha il lusso ma non ha la manifattura, venga a prendere dei pezzi interi o, peggio, imiti quello che abbiamo e tenti di costruirlo nel proprio paese”. Il presidente di Smi evidenzia poi l’importanza della valorizzazione delle persone e della remunerazione. “Il tema della corretta remunerazione sta dentro le persone ma anche dentro le organizzazioni. Lo diciamo da anni che è necessaria una ripartizione diversa della marginalità nella filiera”.

Per Diego Della Valle, presidente e amministratore delegato di Tod’s, sempre nel corso del Luxury Summit organizzato dal Sole 24 Ore, sostiene che  ‘serve creare e sostenere gli artigiani’. “L’artigianato va assolutamente supportato”, perché “la qualità del Made in Italy, che vogliamo divulgare nel mondo, passa attraverso l’artigianato”. Lo sottolinea Diego Della Valle, presidente e amministratore delegato di Tod’s, nel corso del Luxury Summit, appuntamento del Sole 24 Ore con il settore del lusso realizzato in collaborazione con HTSI dal titolo “Formazione e sostenibilità 4.0”. “Vedo un grande interesse, anche a livello governativo, verso il sostegno all’artigianato e ai giovani”, aggiunge Della Valle, sottolineando che “oggi l’artigiano è merce rara. Possiamo aprire negozi in tutto il mondo, ma poi nelle fabbriche dobbiamo metterci le persone”. Secondo il patron di Tod’s “c’è un altro aspetto da non sottovalutare: credo che non si possa pensare di essere ambasciatori del Made in Italy se poi le persone che lavorano nelle nostre aziende non hanno una qualità della vita accettabile e condizioni lavorative adeguate. Su questo fronte noi siamo in prima fila”. Della Valle ha anche ricordato il progetto con la Regione Marche e gli istituti tecnici per attrarre i giovani e farli diventare “maestri artigiani”.

Per De Matteis (Pitti)ceo di Kiton e presidente di Pitti Immaginele fiere in Italia andranno ancora molto bene. “Made in Italy è un plus. Finalmente anche per la politica”.-  e afferma –  “Sono fortemente convinto che le fiere in Italia continueranno ad andare molto bene. Oggi si parla tanto di Made in Italy e sicuramente è un grandissimo plus”.  – e aggiunge che “finalmente se ne è accorta anche la politica”. Ma, “dopo tante celebrazioni del Made in Italy, adesso vogliamo vedere qualcosa di concreto e più proattivo”. Intervenendo al Luxury Summit del Sole 24 Ore, De Matteis spiega che “non c’è un momento migliore per le medie e piccole aziende di farsi conoscere se non durante una fiera, in quanto, non tutti hanno la possibilità di andare in giro per il mondo e fare delle sfilate”. Ad esempio una fiera come Pitti “consente di far conoscere il proprio prodotto a 15mila buyer mondiali, mediamente di altissimo livello”.

- Advertisement -spot_img
- Advertisement -spot_img
- Advertisement -spot_img

Articoli recenti

- Advertisement -spot_img
- Advertisement -spot_img