sabato 01 Ottobre 2022

Le dichiarazioni dei politici all’ASviS Live sul decalogo per un futuro sostenibile

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Si è concluso l’incontro ASviS Live organizzato dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile per confrontarsi con le forze politiche sulle dieci proposte prioritarie con cui realizzare nella prossima
legislatura la transizione dell’Italia verso la sostenibilità.
Nel suo intervento introduttivo il Presidente di ASviS Pierluigi Stefanini ha contestualizzato l’iniziativa di ASviS
nell’ambito della politica attuale, l’intenzione di contribuire “ad alzare lo sguardo, a cambiare passo, a uscire dai
tecnicismi. Oggi bisogna essere pragmatici e sognatori. La partecipazione e l’impegno sono fondamentali: alcune
proposte formulate dall’ASviS nel 2018 sono diventate realtà, come la modifica della Costituzione. Ci auguriamo che
le forze politiche rafforzino il rapporto con la società civile e contribuiscano con il loro impegno a diffondere i principi
dello sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030”
La giornalista di Repubblica Cristina Nadotti, moderatrice dell’evento, ha evidenziato in apertura del dibattito un
elemento fondamentale secondo l’ASviS, quello delle priorità delle nuove generazioni: “E’ un dato di fatto che il tema
dello sviluppo sostenibile e del clima è fondamentale in questa campagna elettorale. Anche i giovani che sembrano
più disinteressati alla politica si dichiarano in larga misura ambientalisti”.
Di seguito le affermazioni dei politici, nell’ordine in cui sono intervenuti:

Nicola Procaccini, Fratelli d’Italia
“Non c’è nessuno più conservatore dei conservatori. La conservazione dell’ambiente è un tratto identitario della nostra
identità politica. Il cambiamento climatico è un fatto, non un’opinione. Si può discutere di quanto incida l’attività
antropica ma anche se incidesse poco è compito di chiunque fare il massimo per mitigare il riscaldamento globale.
Bisogna attuare politiche per adattarsi alle conseguenze che sono particolarmente gravi. Ci sono divisioni sui tempi e
sui modi. Pensare di abbandonare di colpo l’approvvigionamento da fonti fossili è utopia ma è un obiettivo da
raggiungere. L’innovazione tecnologica è la chiave per contrastare il cambiamento climatico e non danneggiare
ulteriormente ilsistema produttivo nazionale. Non si può stare a cambiare continuamente la linea di indirizzo in campo
energetico, anche se si avvicendano governi diversi, ci deve essere coerenza di fondo, altrimenti le rendite in campo
energetico non arrivano mai. [Rispetto alle proposte di ASviS]
Fratelli d’Italia ha votato a favore dell’introduzione in Costituzione dei principi dello sviluppo sostenibile, pur stando
all’opposizione. Credo che la sintesi di posizioni differenti dia soluzioni migliori. Ce la metto tutta a perseguire il
manifesto dell’ASviS, che non riguarda solo l’Italia ma anche l’Europa. Mi auguro che migliori sensibilmente il contesto
geopolitico”.
Eleonora Evi, Europa Verde
“È importante dare risposta alle due crisi – ambientale e sociale – due crisi che i cittadini stanno vivendo sulla propria
pelle. Le crisi ambientali aumentano le disuguaglianze: le ondate di calore colpiscono le persone più fragili, quelle che
vivono in aree molto cementificate, senza spazi verdi e che non possono scappare dalla città per trovare refrigerio.
Una delle risposte è la transizione del nostro modello economico ed energetico ad un modello pulito e alimentato da
fonti rinnovabili. Sisprecano glistudiscientifici che dicono che questo scenario è possibile. Oggi dobbiamo interrogarci
sul modo in cui ci arriviamo. Serve uno scatto in avanti, un cambio di passo. Credo che sia importante cambiare culturalmente il modo in cui pensiamo all’energia. Oggi la viviamo come qualcosa prodotta da pochi grandi attori del mercato. Dobbiamo cambiare
questo modello per abbracciarne uno centrato sull’orizzontalità, un modello democratico che si inserisce in un percorso di costruzione di pace. Sono consapevole che alcuni progetti siano stati ostacolati dalle comunità locali ma credo siano mancati spesso la
trasparenza e la partecipazione. Spesso il blocco avviene nei ministeri o livello regionale, nelle sovraintendenze che
pongono vincoli e ostacoli.

Serve un approccio volto al dialogo, alla trasparenza. Vorrei una adeguata determinazione sul fronte delle rinnovabili,
vogliamo un commissario per sbloccare i progetti sulle rinnovabili”.
[Rispetto alle proposte di ASviS]
La nostra adesione al Decalogo di ASviS è piena, ci troviamo d’accordo con le proposte fatte. Un esempio è l’idea di
una istituzione che lavori sul futuro, è un’idea geniale, se vogliamo, e importante e necessaria”.
Alessandra Gallone, Forza Italia
“Il tema delle rinnovabili è fondamentale ma con la povertà energetica bisogna mettere in campo misure per garantire
la piena autonomia. Bisogna considerare irifiuti come una risorsa, da cui può ricavare energia. E poi cisono le comunità
energetiche, non solo per le piccole comunità ma aperte anche alle imprese. Bisogna poi dare maggiore attenzione ai
biocarburanti. Bisogna rivedere le priorità per garantire al Paese non una ripartenza, ma una vita migliore.
[Rispetto alle proposte di ASviS]
Non trovo un argomento su cui non essere d’accordo [rispetto al decalogo di ASviS] perché se parliamo di salute,
informazione sanitaria, combattere le disuguaglianze ecc i nostri temi prioritari sono decisamente in linea. Sulla salute
è importante abbattere le liste di attesa, garantire l’accesso universale alle cure, ridurre i costi delle prestazioni
specialistiche, investire sulla prevenzione”.
Valentina Grippo, Azione
“Rispetto all’Agenda 2030 dobbiamo vedere a che punto ci troviamo, siamo a metà percorso dato che l’Agenda è stata
approvata sette anni fa. [Rispetto al reddito di cittadinanza] Bisogna domandarsi se sia la risposta giusta. Il reddito ha
funzionato male, si è perso nella sua fase sostanziale di offrire una rete. La parte dei navigator, dei centri per l’impiego
non ha funzionato. Il reddito di cittadinanza è fragile perché è uno strumento ibrido tra strumento di tutela sociale e
di inserimento al lavoro che sono due strumenti diversi. Ha dato spazio ad un sommerso enorme. Noi siamo per il
salario minimo, quella sì è una misura a tutela dei lavoratori.
[Rispetto alle proposte di ASviS]
Intanto bisogna evidenziare che Azione era contrario al voto di settembre. Entro il 2022 il governo avrebbe dovuto
valutare quei parametri per valutare gli investimenti, questo non si è potuto fare. Cercheremo di approvare quei
parametri per gli investimenti. Se si conoscono gli SDGs dell’Agenda 2030 si vede che alcuni aspetti sono prerogativa
dei governi, altri possono essere attuati da imprese e cittadini. Dobbiamo fare un lavoro insieme per dotare il Paese
di una legge sulla responsabilità sociale di impresa. E’ vero che lo Stato può investire per la pace nel mondo, ma può
fare azioni per incentivare azioni delle imprese per lo sviluppo sostenibile. Penso che servirà una azione normativa che
sia proattiva nell’incentivare il settore privato per far capire che lo sviluppo sostenibile non è antagonista dello
sviluppo”.
Sergio Costa, Movimento 5 Stelle
“La rigenerazione urbana parte da un presupposto: il 70% della popolazione mondiale si concentrerà nelle città. Tutto
ciò che riguarda la qualità dell’aria, verde urbano, mobilità sostenibile contribuire a contrastare il mutamento
climatico. La trasformazione del Cipe in Cipess porta la mia firma. Noi abbiamo dimostrato con i fatti che crediamo
negli SDGs.
[Rispetto alle proposte di ASviS]
Nel decalogo di ASviS mi piace l’approccio integrato alla salute. Se la One health vuol dire una azione predittiva, allora
perché l’autonomia differenziata del programma del centro destra venga gestita dalle sedistoriche, con maggiori fondi
al Nord rispetto al Sud?
Siamo d’accordo, per le grandi opere, di richiedere una valutazione ambientale strategica e un’azione sanitaria
predittiva. Siamo d’accordo per l’arresto del consumo di suolo.
Aiutare tutti significa aiutare non solo le imprese, ma anche le famiglie, altrimenti la transizione ecologica non si può
fare. Bisogna tagliare il cuneo fiscale per chi offre lavori green, bisogna stimolare il progetto Ecolabel”.
Chiara Braga, Partito Democratico
“E’ importante ridurre le disuguaglianze tra le generazioni. La lotta contro la crisi climatica è una responsabilità verso
chi già paga le conseguenze della crisi climatica e le generazioni future. Ci sono poi le disuguaglianze di genere. E
territoriali, tra Nord e Sud del Paese, tra i centri e le periferie del nostro Paese e delle città.

Le distanze di opportunità sono molto marcate. Vogliamo ricucire queste fratture. Il tema dell’attenzione alla
transizione ecologica e digitale, pilastri non solo del PNRR, ma anche vettori dello sviluppo del Sud e del Mezzogiorno.
Le politiche che proponiamo sono infrastrutturali, di formazione, di sviluppo economico.
I temi della transizione ecologica e digitali sono essenziali. Le tecnologie digitali sono fondamentali per ridurre le
disuguaglianze di accesso alla rete. C’è il tema dello sviluppo sostenibile e dell’economia circolare, degli impianti che
servono per recuperare i materiali. C’è il tema della diffusione delle energie rinnovabili, anche per aiutare il nostro
Paese ad essere più autonomo.
Servono più servizi ai territori che rischiano marginalità e spopolamento.
Siamo convinti che il PNRR debba essere attuato, non messo in discussione. Le sfide non sono state messe in
discussione dalla guerra in Ucraina, alcune sono diventate più urgenti. Il tentativo di mettere in discussione il PNRR è
un grosso rischio.
Noi dobbiamo rafforzare la capacità di valutazione dell’efficacia delle politiche pubbliche. Questa è una grande sfida
per le amministrazioni centrali e non solo.
[Rispetto alle proposte di ASviS]
Ho sottoscritto il decalogo e anche il nostro segretario nazionale lo ha condiviso. Alcune di queste misure abbiamo
provato a portarle avanti negli scorsi anni. Abbiamo accumulato dei ritardi, come per la strategia per l’adattamento al
cambiamento climatico. La legge su consumo di suolo deve essere una delle priorità da concretizzare.
Crediamo che le opportunità di crescita sostenibile del nostro Paese siano limitate negativamente dalla poca presenza
di donne, servono strumenti che permettano alle donne di non dover scegliere tra lavoro professionale e di cura,
servono infrastrutture di welfare”.
Bruno Tabacci – Impegno Civico
“La risposta [alle esigenze di politiche volte a una maggiore equità intergenerazionale] sta nella scala demografica.
Concordo con la filosofia che sta alla base del decalogo dell’ASviS.
Ho avuto modo di collaborare con l’ASviS e dar vita ad una serie di iniziative. I programmi elettorali quando sono seri tengono conto del principio di realtà. Non ha senso che il PNRR venga
modificato. Il PNRR si conclude il 31 dicembre del 2026.
C’è la consapevolezza che il PNRR sia una grande opportunità per l’Italia. [Rispetto alle proposte di ASviS] L’adesione al Decalogo di ASviS è totale e suggerisco agli elettori di dare molto peso a questi punti”.

Fonte Asvis

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