venerdì 09 Dicembre 2022

La profonda crisi del turismo residenziale

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Le conseguenze della pandemia e dei lockdown sul turismo residenziale in Italia rischiano di bruciare circa sette miliardi di euro di Pil, entrando in una profonda crisi e con il futuro in bilico per gli oltre 70mila lavoratori del settore.

Questo il messaggio portato da Stefano Bettanin, presidente di Property Managers Italia e Ceo di Rentopolis e di Shomy, ieri in audizione alla commissione Attività produttive della Camera dei Deputati nell’ambito dell’esame in sede consultiva del disegno di Legge di Bilancio 2021.

Property Managers Italia, associazione nazionale di categoria del turismo residenziale, chiede non solo‭ ‬un aiuto finanziario alle imprese di settore‭
 (‬dai contributi a fondo perduto agli ammortizzatori sociali per i dipendenti‭) ‬per superare questa fase di estrema difficoltà,‭ ‬ma anche un‭ ‬quadro normativo chiaro,‭ ‬semplice,‭ applicato a tutti: codice Ateco unico, applicazione anche alle multinazionali straniere (o abrogazione) del Dl 50/2017, modifica della Legge di Bilancio nella parte relativa alla disciplina delle locazioni brevi: qualora un proprietario di casa si rivolga a una società di gestione, affidandole i propri immobili,‭‭ ‬deve poter beneficiare della cedolare secca senza nessuna imposizione di apertura di partita Iva; la presunzione di imprenditorialità, e il conseguente obbligo di apertura di partita Iva o costituzione di società, scatti invece quando un privato gestisce più immobili, per proprio conto o per terzi, o i canoni percepiti dagli stessi superino un certo fatturato.

“Servono normative – ha spiegato Bettanin – che rendano il turismo extra alberghiero italiano competitivo nel contesto europeo,‭ ‬altrimenti resteremo alle spalle di paesi come Francia,‭ ‬Spagna e persino il Portogallo,‭ ‬che ha fatto di questo settore un volano per la sua economia. L’Italia è il‭ ‬Golden State‭ ‬d’Europa:‭ ‬possiamo vivere di turismo,‭ ‬ma per farlo dobbiamo incentivare questo settore,‭ ‬che sarà il primo a ripartire una volta esaurita la fase dell’emergenza Covid. Se non si agisce ora,‭ ‬ci troveremo con uno svantaggio competitivo incolmabile”.

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