sabato 23 Ottobre 2021

La Denominazione d’origine Prosecco e la favola del Prosek

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La Denominazione d’origine Prosecco e la favola del Prosek: l’assurda richiesta della Croazia di riconoscere il loro vino da dessert

Alla vigilia del G20 Agricoltura, tenutosi questo fine settimana a Firenze, non erano mancate voci sul fatto che in quella sede si potesse anche discutere di Denominazioni di origine protette (Dop).

Ipotesi istituzionalmente impraticabile, certo dettata a seguito della recente e controversa richiesta della Croazia alla Ue di riconoscere la Dop al loro vino da dessert Prosek.

Un nome, cioè, che non appartiene a una cultivar scientificamente catalogata; che non è una denominazione di vitigno, e che solo da qualche tempo è salito alla cronaca del commercio domestico croato.

Fattori che rivelano la volontà del proponente di dare maggiore visibilità a un proprio vino che nel contenuto non ha nulla da spartire con le bollicine del ben più famoso e affermato Prosecco made in Italy. 

Un encomio a tutto tondo all’Italia, quello del commissario all’Agricoltura dell’Unione Europea, il polacco Janusz Wojciechowsk, lo stesso che però ha ritenuto la proposta croata “conforme ai requisiti di ammissibilità e validità”.

Dando in questo modo via libera alla prossima pubblicazione in G.U. e, quindi, all’istruzione di un tavolo Ue per la discussione di merito.

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