giovedì 29 Febbraio 2024
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ISCRO 2022, domande a partire dal 1° maggio

Da non perdere

Dal prossimo mese, si può iniziare a fare domanda per ottenere il bonus lavoratori autonomi ISCRO 2022, l’indennità straordinaria delle partite IVA che hanno registrato, in questi ultimi anni difficili, consistenti perdite di fatturato. 

Qui di seguito, tutte le informazioni sui requisiti, sul calcolo e su come fare domanda.

Che cos’ è l’ISCRO

L’Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa (ISCRO), è una misura di sostegno al reddito, riconosciuta esclusivamente ai lavoratori titolari di partita IVA, iscritti alla gestione separata, che esercitano, per professione abituale, attività di lavoro autonomo, che hanno subito, negli ultimi anni, un calo di fatturato certificato, e che rispondono a dei determinati parametri.

Introdotta, in via sperimentale,  per il triennio 2021 – 2023, dalla Legge di Bilancio 2021, è erogata dall’INPS per sei mensilità  a decorrere dal primo giorno successivo alla data di presentazione della domanda e può essere richiesta una sola volta nel triennio 2021-2023. A sua copertura, il Governo ha previsto un limite di spesa pari a 35,1 milioni di euro per il 2022, 19,3 milioni di euro per il 2023 e 3,9 milioni di euro per il 2024. La copertura finanziaria prevista ed erogata nel 2021 è stata di 70,4 milioni di euro. 

Requisiti dei destinatari

L’indennità è riconosciuta ai lavoratori autonomi che presentino congiuntamente i seguenti requisiti alla data di presentazione della domanda:

  • non essere titolari di trattamento pensionistico diretto o di altre forme previdenziali obbligatorie;
  • non essere beneficiari di Reddito di Cittadinanza. Tale requisito deve permanere durante l’intero periodo di fruizione della indennità ISCRO, pena la decadenza dalla prestazione;
  • avere prodotto un reddito di lavoro autonomo, nell’anno precedente alla presentazione della domanda, inferiore al 50% della media dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nei tre anni anteriori all’anno precedente alla presentazione della domanda. A titolo di esempio, se la domanda di indennità ISCRO è presentata nel 2021, il reddito da lavoro autonomo da considerare è quello risultante dalla dichiarazione dei redditi del 2020, che deve essere inferiore al 50% della media dei redditi da lavoro autonomo degli anni 2017, 2018 e 2019 (tre anni precedenti all’anno che precede la presentazione della domanda);
  • aver dichiarato, nell’anno precedente alla presentazione della domanda, un reddito non superiore al limite massimo di 8.299,76 euro, rivalutato sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati rispetto all’anno precedente. Tale limite prende in considerazione solo il reddito derivante dallo svolgimento dell’attività lavorativa autonoma ed esposto nella dichiarazione dei redditi nel quadro RE, in caso di attività professionale individuale, RH in caso di partecipazione a studi associati o LM per soggetti in regime forfettario. Il suddetto limite non prende in considerazione altre tipologie di reddito, quale il reddito da lavoro dipendente o parasubordinato o di partecipazione a impresa;
  • essere in regola con la contribuzione previdenziale obbligatoria;
  • essere titolari di partita IVA attiva da almeno quattro anni, alla data di presentazione della domanda, per l’attività che ha dato titolo all’iscrizione in corso alla gestione previdenziale separata. 

Ai fini della verifica dei requisiti reddituali, in sede di presentazione della domanda, è necessario autocertificare i redditi prodotti per ciascuno degli anni di interesse, salvo che gli stessi non siano già a disposizione dell’Istituto. In quest’ultima ipotesi, verranno presi in considerazione i dati reddituali di cui dispone l’Istituto. Per la successiva verifica dei requisiti, l’INPS comunica all’Agenzia delle Entrate i dati identificativi dei soggetti che hanno presentato domanda e, a seguire, l’Agenzia delle Entrate comunica all’INPS l’esito dei riscontri effettuati sulla verifica dei requisiti reddituali con le modalità e nei termini definiti mediante accordi di cooperazione tra le parti.

Si evidenzia che la richiesta per ottenere l’indennità straordinaria ISCRO 2022, non potrà essere accolta se non risulta comunicata la dichiarazione dei redditi certificata all’Agenzia delle Entrate di nessuno degli ultimi quattro anni precedenti a quello di presentazione della domanda (2018-2019-2020-2021).

Dobbiamo, infine, dire, che oltre alla titolarità di pensioni dirette e Reddito di Cittadinanza, il provvedimento è incompatibile anche con la titolarità di indennità di disoccupazione (NASpI e DIS-COLL) e con cariche elettive e/o politiche che prevedano, come compensi, indennità di funzione e/o altri emolumenti diversi dal solo gettone di presenza.

Calcolo dell’importo

L’indennità è pari al 25%, su base semestrale, dell’ultimo reddito da lavoro autonomo certificato dall’Agenzia delle Entrate e già trasmesso da quest’ultima all’INPS, alla data di presentazione della domanda. 

A titolo di esempio, a fronte dell’ultimo reddito annuo certificato pari a 6.000 euro, lo stesso verrà diviso per due (6.000 euro / 2 = 3.000 euro) e successivamente moltiplicato per il 25% (3.000 euro x 25% = 750 euro), determinando così l’importo mensile della prestazione ISCRO pari a 750 euro.

L’indennità, comunque, per quest’anno, non può essere di importo mensile inferiore a 254,75 euro e non può superare l’importo mensile di 815,20 euro. Qualora la misura della prestazione risulti di importo inferiore o superiore ai valori massimi di tali cifre, l’indennità è erogata in misura pari rispettivamente a 254,75 e a 815,20 euro mensili. Tali importi, insieme al  limite di reddito per l’accesso alla domanda, sono rivalutati ogni anno sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati rispetto all’anno precedente.

Nello schema qui di seguito le variazioni rispetto all’anno precedente:

ImportiISCRO
2021
ISCRO
2022
Limite di reddito8.145 8.299,76
Valore minimo dell’indennità250 254,75
Valore massimo dell’indennità800 815,20

Come fare domanda

La domanda va presentata esclusivamente in via telematica, tramite il servizio online del portale INPS, (accessibile con credenziali SPID di livello 2 o superiore, CIE 3.0 o CNS) a partire, eccezionalmente per quest’anno, dal prossimo 1°maggio, entro il 31 ottobre 2022. 

In alternativa, l’indennità può essere richiesta tramite il Contact Center, telefonando al numero verde 803 164, da rete fissa (gratuitamente) oppure al numero 06 164 164 da rete mobile (a pagamento, in base alla tariffa applicata dal proprio gestore).

Il termine per la lavorazione e definizione del provvedimento è fissato in 30 giorni.

Si ricorda, infine, che l’accesso alla prestazione ISCRO è ammesso una sola volta nel triennio 2021-2023. Non potranno, quindi, accedere all’indennità per il 2022 coloro che ne hanno già fruito per il 2021.

Obblighi dei beneficiari ISCRO

Per chiudere, dobbiamo, infine, sottolineare che l’erogazione del bonus ISCRO prevede la partecipazione dei beneficiari a percorsi obbligatori di aggiornamento professionale, affidati per modalità, gestione e criteri ai Centri per l’Impiego delle Regioni e all’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro – ANPAL. 

I beneficiari ISCRO, devono contattare,  infatti, entro trenta  giorni  dall’accoglimento della domanda,  il centro per l’impiego della propria regione di residenza, per siglare una sorta di patto di  servizio personalizzato, simile a quello che finora era solitamente riservato ai disoccupati.

Le  Regioni  e  le  Province autonome, dal canto loro, sono chiamate a definire, nell’ambito  della  propria  offerta  formativa, i percorsi di aggiornamento professionale  anche  mediante  accordi con le associazioni professionali, individuando  i  requisiti  specifici  per la validità dei percorsi,  rendendo disponibili,  in un’area dedicata sui propri portali, le informazioni sui  percorsi effettivamente  disponibili e fornendo tutte le indicazioni per l’iscrizione online. Le  modalità  attuative  adottate, andranno poi comunicate all’ANPAL che ha il compito di controllare il rispetto delle regole, insieme al Ministero del Lavoro che ha l’onere di monitorare, periodicamente, l’attuazione di questo strumento, al fine di valutarne l’utilità, l’efficacia e gli effetti, sulla continuità e  la ripresa delle attività dei lavoratori autonomi e, magari, proporre eventuali modifiche.

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