martedì 04 Ottobre 2022

Intervista esclusiva a Francesco Lollobrigida per il Giornale delle Partite Iva

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On. Lollobrigida, Capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia, lei è candidato capolista nel collegio plurinominale Lazio 1 – 02 e Lazio 2 – 02 per la Camera dei deputati. Il suo partito è quello con i migliori sondaggi. In caso di vittoria, che governo sarà il vostro? Quali le misure immediate e quali le riforme strutturali?  

Daremo all’Italia un governo coeso, con un programma chiaro e una visione, per affrontare il periodo difficile che la nostra Nazione sta vivendo, per liberare le forze produttive, dare una prospettiva ai giovani e sostenere quelle aziende che creano ricchezza. Aiutare le famiglie, contrastare il caro bollette e creare nuova occupazione sono le nostre priorità. Vogliamo aumentare l’importo massimo dell’assegno unico a 300 euro per il primo anno di vita dei figli e a 260 per gli anni successivi. Fissare un tetto europeo al prezzo del gas e disaccoppiare il costo dell’energia prodotta con il gas da quella realizzata con altre fonti: con questa riforma potremmo ridurre subito le bollette fino al 40%, senza bisogno di uno scostamento di bilancio che creerebbe nuovo debito e rappresenterebbe solo una soluzione tampone. Infine, bisogna tagliare il cuneo fiscale in favore di imprese e lavoratori, con una superdeduzione del costo del lavoro per le nuove assunzioni.

Da tempo la politica viene accusata di essere scollegata dalla realtà, di essere lontana dalle questioni reali e dai reali bisogni della gente. Considerando la sua esperienza, il suo percorso politico iniziato molti anni fa, direttamente dalla provincia, in stretto contatto, quindi, con la gente, quando è cominciato, secondo lei, questo scollamento? Cosa l’ha provocato? E soprattutto, quali possono essere i passi giusti per far recuperare ai cittadini la fiducia nelle istituzioni, nella politica? Come si recupera quel dialogo fondamentale e magari riportare i tanti elettori, completamente sfiduciati, alle urne? 

Questa fase di scollamento tra la politica e i cittadini è un processo che va avanti da anni. Il dialogo è fondamentale per recuperare la fiducia degli elettori e riportarli alle urne, ma serve un confronto franco, costante e diretto con gli italiani e non ricordarsi di loro a poche settimane dal voto. Il radicamento territoriale è determinante per affrontare e sconfiggere il sentimento di antipolitica esacerbato da atteggiamenti, promesse e dichiarazioni che il M5S ha utilizzato per entrare nei palazzi del potere, con la promessa di aprirli come una scatoletta di tonno, e poi si sono incollati alle poltrone senza dare risposte chiare ai cittadini ma puntando solo sull’assistenzialismo di Stato.

L’economia mondiale sta sentendo il contraccolpo di questa atroce guerra nel cuore dell’Europa. Il nostro Paese sta vivendo uno dei periodi più complicati della sua storia recente. Le crisi si addizionano. Sulle critiche conseguenze della pandemia, si sono aggiunte le drammatiche conseguenze socio-economiche di mesi di guerra. Tutto questo ha messo in evidenza le fragilità di un paese che ha tantissimi nervi scoperti, compreso un dissesto idrogeologico che, sempre di più, come una guerra, lascia dietro di sé, distruzione e morte. Cosa è mancato in questi anni alla politica? Quali sono stati i suoi limiti? 

I limiti possono essere ascrivibili alla mancata capacità di confronto, di cui parlavamo prima, e programmazione. Un confronto che, però, Fratelli d’Italia ha messo in atto sin dalla sua fondazione e lo dimostra la costante crescita in termini di consensi riscontrata in questi anni. Il nostro è un partito conservatore, abituato a rapportarsi con i corpi intermedi, senza visioni ideologiche, preconcetti o pregiudizi. Per noi i corpi intermedi e gli stessi cittadini sanno più di quanto sanno i singoli esponenti di partito e possono aiutare nel processo di programmazione degli interventi. Abbiamo raccontato alle persone non quello che si volevano sentir dire, ma quello che pensavamo fosse giusto per la Nazione. Lo abbiamo fatto con coerenza e continueremo a farlo, mantenendo saldi i nostri principi e valori, senza promettere l’impossibile o partecipando all’elargizione di mancette e inutili bonus a pioggia, dimostrando di avere una classe dirigente pronta a governare l’Italia.

Il PNRR è una grande occasione per l’Italia. Quali sono le vostre critiche, se ce ne sono, quali le proposte, le iniziative per un eventuale miglioramento? Inoltre, sul piano internazionale, cosa rispondete alle persone e alle tante imprese che guardano con timore a qualunque ipotesi di allontanamento dall’Ue e dal Patto Atlantico? 

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza rischia di essere un’occasione sprecata. Le risorse vanno spese bene e nei tempi previsti, cercando di recuperare i ritardi che già si sono accumulati. Questo però non può portare a non vedere che la guerra in Ucraina e la crisi geopolitica sono esplose mesi dopo l’approvazione del Pnrr. Fratelli d’Italia non vuole stravolgere il piano o non rispettare gli impegni presi, ma proporre delle modifiche, nei limiti previsti dal regolamento, per destinare maggiori risorse per un approvvigionamento energetico che liberi sia la nostra Nazione sia l’Europa dalla dipendenza del gas russo. Fratelli d’Italia è un partito saldamente ancorato nel sistema delle alleanze occidentali.

Per concludere. Quali sono le linee portanti del programma politico del Centrodestra? Che volto darete all’Italia? In merito, soprattutto, a quello che più interessa il target di lettori del nostro giornale, oltre 505.000 partite Iva, che sono, sostanzialmente, lavoratori autonomi, professionisti e micro, piccole e medie Imprese, come intendete procedere, per fronteggiare le problematiche di questa parte importante, base fondante e trainante dell’intera economia del Paese?

Vogliamo una Nazione che non si abbandoni al declino, risollevare l’Italia dopo anni di disastri di governi di sinistra, facendo tornare il nostro paese tra i protagonisti della politica internazionale. Puntiamo a inaugurare una nuova era nei rapporti tra Fisco e contribuenti, ispirata alla reciproca fiducia e al riequilibrio dei rapporti tra cittadini e Stato.Estenderemo subito la flat tax per le partite Iva fino a 100mila euro di fatturato e introdurla sull’incremento di reddito rispetto alle annualità precedenti. Lavoreremo a una progressiva eliminazione dell’Irap e razionalizzazione dei micro-tributi. Ripresenteremo la proposta di legge sull’ equo compenso. È la battaglia di tutti i liberi professionisti, contro chi vuole calpestare un diritto costituzionalmente garantito: bisogna garantire una giusta e dignitosa remunerazione della prestazione, senza contrattazioni al ribasso che mortificano il lavoro svolto. In questi ultimi dieci anni, dall’eliminazione dei minimi tariffari stabilita dal governo Monti che affonda le sue radici nel decreto Bersani sulla liberalizzazione delle professioni del 2006, si sono verificate situazioni paradossali in cui i professionisti, pur di lavorare, sono stati costretti ad accettare compensi minimi a volte quasi simbolici. Non accettiamo più che ancora in Italia si utilizzino ammortizzatori sociali differenti tra lavoratori dipendenti e autonomi. Bisogna introdurre ammortizzatori sociali universali, uno strumento che garantisca anche agli autonomi, in caso di chiusura della partita IVA, un’indennità di disoccupazione. Uno strumento basato sulle stesse regole della Naspi: 75% del reddito dichiarato l’anno precedente su base mensile con un importo massimo di 1200 euro. In questo modo si tutelano gli autonomi che perdono il lavoro e si disincentiva il sommerso.

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