giovedì 01 Dicembre 2022

Intervista esclusiva a GianMarco Senna

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Marco Sutter
Marco Sutterhttps://giornalepartiteiva.it
Direttore Responsabile, Giornale Partite Iva. Podcast delle Partite Iva. Direttore e founder di Golf and Travel, Food and Travel Italia, Wine and Travel. Direttore di Fashion Life Magazine (partner di FashionTv). Ideatore e conduttore di: il Podcast delle Eccellenze, Podcast Golf and Travel, TeleGolf sulla piattaforma Canale Europa.

Chi è Gianmarco Senna?

Classe 1970, sono un milanese doc: nato e cresciuto in zona De Angeli! Sin da giovanissimo ho amato la politica, conciliandola con quella che ancora oggi è la mia attività: il commercio nel campo dei servizi di somministrazione.

Oltre ad essere Consigliere Regionale sei un imprenditore nel settore della ristorazione e diversi locali di successo a Milano portano la tua firma fin dagli anni 90, quindi sei vicino alle problematiche che partite iva, lavoratori autonomi e imprenditori devono affrontare ogni giorno. Quale sarebbe la tua azione politica e strategica per agevolare e risolvere i problemi delle partite iva e delle PMI italiane?

Siamo in un panorama piuttosto difficile. E in qualità di imprenditore prestato alla politica lo vivo sulla mia pelle.

Per prima cosa si dovrebbe snellire la burocrazia ancora davvero tanto complicata.

Di fatto manca la volontà politica perché con la digitalizzazione si potrebbero snellire render più facili moltissimi processi. Un esempio virtuoso è quello SPID! 

La riduzione del cuneo fiscale (vera spada di Damocle per le PMI) porterebbe un giovamento sia agli imprenditori ma anche i dipendenti. Ricordiamoci che l’Italia non solo ha un costo del lavoro altissimo, ma anche gli stipendi sono tra i più basi d’Europa.

La tassazione, un altro tema caldo, soprattutto per le partite iva. Da sdoganare poi una volta per tutte che siano evasori e malfattori. La pressione fiscale così come è strutturata sta letteralmente uccidendo tante piccole realtà, che sono il vero tessuto produttivo del nostro Paese. Manca una visione e forse il coraggio di arrivare ad un calcolo equo e proporzionato al reale income, soprattutto dei professionisti a basso reddito. 

Dopo due anni di pandemia, assistiamo ora alle notevoli difficoltà per gli imprenditori causate dall’aumento spropositato dei costi energetici e delle materie prime, queste ultime diventate ormai merce rara.

Occorre urgentemente una azione politica emergenziale, con tagli delle accise e con scelte senza pregiudizi di indipendenza energetica. 

Non solo, si evince anche l’estrema difficoltà di reperire figure professionali (dai tornitori agli operai specializzati che hanno a che fare con il 4.0), di organizzare il ricambio generazionale e la inevitabile evoluzione verso la digitalizzazione. Qui da un lato le imprese hanno il dovere di evolvere e modernizzarsi e dall’altro occorre una rivoluzione culturale anche nelle famiglie, per ridare valore alla formazione tecnica professionale e migliorare naturalmente gli ITS per un up grade nell’offerta rendendo più efficace e puntuale la preparazione dei ragazzi.

Altro tema il Reddito di Cittadinanza. Necessita una revisione per come è strutturato ora. Una revisione necessaria per renderlo utile e fruibile a chi ne ha davvero bisogno. Uno Stato non nega a chi è realmente in difficoltà il proprio aiuto. Nel contempo deve favorire l’accesso al lavoro a coloro che non ce l’hanno e lo posso fare. Ricordo che l’offerta di lavoro in molti ambiti è altissima.

GianMarco Senna – Presidente IV Commissione permanente – Attività produttive, istruzione, formazione e occupazione

Come è cambiata Milano e la Regione Lombardia negli ultimi anni e quali saranno i prossimi passi del Consiglio Regionale per affrontare questo “singolare” periodo storico?

Milano è una città frizzante e in grande evoluzione, dove tuttavia i problemi non mancano. 

Pensiamo al costo della vita: è altissimo. Inoltre è sempre più marcato il divario tra cittadini di serie A e di serie B.

Un esempio? Pensiamo alle politiche green che vanno affrontate con maggior consapevolezza rispetto a alle condizioni economiche di cittadini e lavoratori. Chi non può permettersi una auto con standard elevati non può varcare la soglia dell’Area B. Questo incide notevolmente sulla qualità della vita e sulle tasche dei milanesi.

Parlando di periferie, è evidente quanto sia alto il divario tra le varie zone. 

Bisogna lavorare per coniugare qualità della vita e fare impresa.

Nel 2016 hai fondato l’Associazione Tra il Dire e il Fare. Che cosa propone e a chi si rivolge? Me ne vuoi parlare?

Sono fondatore e animatore  di “Dire Fare” l’associazione d’indirizzo  culturale che si propone con la sua attività convegnistica e di opinione come “think tank” per l’elaborazione  di nuovi scenari amministrativi per Milano  e la Lombardia. Questi ultimi due anni causa Covid  abbiamo dovuto rallentare le attività, ma siamo ora pronti a ripartire con tantissimi eventi ed iniziative interessanti.

Un tuo consiglio per i giovani per affrontare il “domani”?

I giovani devono essere più attivi e intraprendenti, avere maggiori capacità di adattamento e non avere paura di mettersi in gioco. In Italia i ragazzi stanno fino a 30 anni a casa dei genitori vuoi perché stanno ancora studiando, ma anche perché è molto più facile. 

Importante svolta: dare retta alle proprie skills e contemporaneamente essere pragmatici nelle scelte del percorso scolastico. Il mondo del lavoro è in continua evoluzione e si richiedono nuove competenze e formazione permanente!

Ecco che è importantissimo evolvere culturalmente anche nelle famiglie prendendo seriamente in considerazione la possibilità offerte dalle scuole professionali, gli ITS. Percorsi formativi che aprono innumerevoli possibilità di impiego e imprenditoriali, molto remunerative, ricche di soddisfazione personale  e assolutamente al passo con i tempi. 

Perché è comprovato che l’evoluzione 4.0 ha portato alla ricerca di operai specializzati, tecnici, tornitori, mungitori e molte altre professioni assolutamente dignitose e in cui occorre una vera e propria preparazione.

Qualche segnale positivo lo vediamo, in Lombardia abbiamo un + 140% delle iscrizioni in istituti professionali.

Foto @Marco Timelli

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