giovedì 29 Settembre 2022

Intervista al candidato di Fratelli d’Italia Alessandro Palombi

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Avv. Palombi, lei è l’attuale Sindaco di Palombara Sabina, al suo secondo mandato, esponente di Fratelli d’Italia, appoggiato da una lista civica a cui hanno aderito diverse forze civiche territoriali e tutti i partiti del Centrodestra. 

Oggi è anche candidato appunto del Centrodestra, per la prima volta, alla Camera dei Deputati nel Collegio Lazio 1 Uninominale 9, Guidonia Montecelio.  Viene designato, quindi, in un territorio in cui fa politica da tanti anni. Cosa rappresenta per lei questa candidatura? Come si coniuga il “particolare” del territorio con l’”universale” dell’intera nazione?

Sembrerà scontato dirlo, ma la candidatura nel collegio uninominale di Guidonia che comprende 63 comuni tra i quali Mentana, Fontenuova, Tivoli, Subiaco, Palestrina, Colleferro e quelli ad essi limitrofi, rappresenta per me un orgoglio e una enorme responsabilità. Fratelli d’Italia e gli altri partiti del centro destra hanno individuato nel sottoscritto la figura migliore per rappresentare un territorio cosi vasto e così ricco di potenzialità. La scelta di candidare un Sindaco raccoglie proprio ciò che viene indicato nella domanda, cioè la necessità di individuare un candidato che, conoscendo il territorio, possa tradurre le esigenze locali in provvedimenti di carattere generale. Penso in particolare a come si debba poter pensare ad infrastrutture strategiche, a norme che favoriscano il turismo e che conseguentemente possano permettere ai giovani di poter scegliere di rimanere nei comuni natii, a una legge sulle città termali, a una sulle attività estrattive, a provvedimenti che possano portare ricchezza e far rifiorire l’economia della provincia romana. 

Lei inizia a far politica molto presto, appena diciottenne, partendo dal basso, fino ad arrivare ad oggi. Capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio della Città Metropolitana di Roma Capitale, membro della Direzione Nazionale e Vice Presidente della Federazione Provinciale del Partito. In questi anni di passione politica e di lavoro di primo cittadino, cosa ha imparato che porterà con sé, nel caso venisse eletto alla Camera?  

Come molti ragazzi, ho iniziato a fare politica ai tempi delle scuole superiori. Oggi, a 46 anni, posso vantare un’esperienza quasi trentennale. E’ per me un vanto aver fatto politica militando sempre nello stesso partito e formandomi all’interno dell’organizzazione giovanile di A.N., Azione Giovani, movimento per il quale ho ricoperto anche la carica di coordinatore regionale del Lazio. La mia “carriera” politica dimostra, e questo rappresenta un parallelismo con ogni attività lavorativa e in particolare con quella imprenditoriale, che con la dedizione, la passione, l’impegno e la competenza si possono raggiungere obiettivi inimmaginabili! Quello che ho imparato quindi è che per ottenere risultati bisogna sempre impegnarsi, studiare e, soprattutto, rimanere fedeli a se stessi.

Rispetto alla prima candidatura come sindaco, lei e la lista che lo appoggia, ha visto aumentare i suoi consensi. La prima volta aveva conquistato il 40% dei voti, la seconda il 60%, segno che il suo operato aveva, evidentemente, convinto molti cittadini, non sostenitori primari, a recarsi alle urne per manifestare il proprio appoggio rispetto all’azione svolta. Cosa bisogna fare per convincere quella parte di elettorato, completamente sfiduciata, a tornare a votare, ad esercitare questo diritto?

Io ho sempre pensato che i cittadini abbiano bisogno di potersi fidare delle persone a cui affidano la gestione della cosa pubblica con il proprio voto. Ho sempre cercato, quindi, di non fare promesse che non si possono mantenere, di parlare con chiarezza e spiegare le difficoltà quando si affronta qualche problema di non facile soluzione.  In generale, credo che sia indispensabile rispettare la parola che si dà ai propri cittadini. Ho sempre preferito essere brutalmente sincero e questo mi ha sempre ripagato. Sono convinto che questa sia anche la condotta che sta premiando Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni nei sondaggi. Coerenza e affidabilità sono qualità che i cittadini apprezzano molto più di qualsiasi mirabolante promessa!

Lei che vive concretamente i problemi dei cittadini, quali sono le priorità che il programma elettorale del suo partito, ha messo al centro della sua azione politica? Quali le misure urgenti per fronteggiare le esigenze di imprese e famiglie?

Il programma elettorale di Fratelli d’Italia è praticamente imperniato proprio sulla consapevolezza che per risollevare la nostra Nazione si debba dare sostegno concreto a imprese e famiglie. La famiglia è l’elemento fondante della società, è ciò che rende “una Nazione veramente sovrana e spiritualmente forte” (Giovanni Paolo II). Per questo è necessario affermare nuovamente il ruolo centrale, educativo e sociale che essa continua a ricoprire attraverso la progressiva introduzione del quoziente familiare, cioè un sistema di tassazione che consenta una progressiva riduzione in funzione del numero dei componenti della famiglia. Va, inoltre, inserito un meccanismo di concreto sostegno alla natalità.

Per quanto attiene al sistema imprenditoriale italiano, è indispensabile rimuovere i vincoli strutturali che limitano la crescita economica e liberare le forze produttive dell’Italia, creando le condizioni necessarie per consentire alle imprese di svilupparsi e competere a livello internazionale. Gettare le basi per una crescita economica sostenuta e duratura del sistema nazionale è l’unica strada per garantire il benessere dei cittadini e migliorare gli aspetti fondamentali dell’economia italiana. Ciò potrà avvenire attraverso l’introduzione di una fiscalità più equa e soprattutto con la difesa della nostra più grande risorsa, il marchio “Italia”.

Politico per passione, avvocato di Professione. I nostri lettori sono soprattutto lavoratori autonomi, professionisti e micro, piccole e medie Imprese. Cosa si può e cosa si deve fare per migliorare la situazione lavorativa di questa fetta importante e fondamentale del sistema paese? 

Le dirò di più…durante gli studi universitari ho anche gestito un’attività in proprio, un distributore di carburanti, e quindi ho vissuto in prima persona tutte le difficoltà che deve affrontare una partita Iva, tanto come piccolo esercente, quanto da libero professionista. Innanzitutto va radicalmente riformato il rapporto tra Stato e impresa; chi mette quotidianamente a rischio il proprio patrimonio e i propri sacrifici non deve più trovarsi di fronte a uno Stato “nemico”, implacabile con la propria burocrazia, imposizione fiscale e difficoltà di gestione! Le soluzioni principali sono quindi sburocratizzazione dei processi amministrativi, incentivazione delle buone pratiche di gestione, taglio del cuneo fiscale, riformando il mercato del lavoro partendo proprio dalla modifica del reddito di cittadinanza. Da avvocato poi non posso evitare di fare un cenno su una vera riforma della giustizia imperniata su certezza e celerità.

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