mercoledì 22 Settembre 2021

Incidenti sul lavoro: la responsabilità del datore di lavoro

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Con la recentissima sentenza n. 5776 del 15.02.2021, la Suprema Corte di Cassazione si è pronunciata in merito alla responsabilità dei datori di lavoro in caso di incidente sul lavoro, determinata, tra l’altro, dalla corretta elaborazione del c.d. DVR (documento valutazione rischi), e all’importanza di un’adeguata formazione dei lavoratori nell’utilizzo dei macchinari aziendali.

Il fatto.

Qualche anno fa, un apprendista di un’impresa campana, durante l’operazione di pulizia di una macchina ribobinatrice, rimaneva coinvolto in un incidente in cui si lesionava gravemente il braccio sinistro. Nello specifico, il lavoratore introduceva il proprio braccio nell’accoppiamento di due rulli che dovevano essere puliti e vi rimaneva incastrato a causa dell’improvviso azionamento dei macchinari, con la conseguente amputazione della mano sinistra.

Nel giudizio di primo grado, il Tribunale di Napoli Nord assolveva l’imputato nonché datore di lavoro in quanto riteneva che dall’istruttoria espletata non fosse emersa una ricostruzione dei fatti univoca ed incontestata, e che quindi non fosse stata raggiunta la prova in ordine al reato contestato.

La Corte di Appello di Napoli, invece, riformava tale sentenza condannando l’imputato per la violazione della normativa sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro, così confermato anche in Cassazione, sulla base di una diversa interpretazione delle norme cautelari circa l’obbligatorietà della predisposizione del DVR e dell’informazione e formazione dei lavoratori sui rischi connessi all’uso dei macchinari.

In particolare, la Corte partenopea riteneva che la predisposizione del DVR o documento valutazione rischi fosse obbligatoria, e che detto documento dovesse essere aggiornato ed integrato ogniqualvolta fosse stata apportata una modifica al ciclo produttivo, anche se minima, con la che conseguenza che il DVR non poteva essere sostituto né assimilato ad un semplice manuale di istruzioni del macchinario, in quanto i due documenti rivestivano funzioni chiaramente diverse: il primo individuava infatti possibili ed eventuali rischi presenti nel luogo di lavoro con annesse le misure di protezione e prevenzione, mentre il secondo consisteva in una semplice guida pratica sul corretto utilizzo di un determinato macchinario.

Inoltre, la stessa Corte affermava che la formazione dei lavoratori sull’uso e i rischi connessi dei macchinari dovesse essere specifica e non generica, quindi con dettagliato riferimento al macchinario utilizzato, e anche che tale formazione dovesse essere seguita da un aggiornamento periodico. 

Veniva quindi introdotta una netta distinzione tra le informazioni tecniche su composizione e funzionamento del macchinario e l’educazione al corretto utilizzo dello stesso.

Dunque, dalla lettura della sentenza emerge che il datore di lavoro è obbligato a far redigere, ed aggiornare, apposito documento valutativo dei rischi d’azienda (DVR), oltre al dover essere in grado di dimostrare l’avvenuta istruzione mediante il rilascio di certificazioni specifiche, al fine di essere esonerato da qualsivoglia responsabilità in ambito di infortuni sul luogo di lavoro.

In assenza delle accortezze sopra descritte il datore di lavoro potrà essere ritenuto direttamente responsabile dei rischi e pericoli occorsi ai propri dipendenti, con le ovvie conseguenze sia in ambito risarcitorio che, eventualmente, penale.

Avv. Marco Turchi

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