mercoledì 16 Giugno 2021

Il popolo degli “Impatriati”

Da non perdere

Gli IMPATRIATI sono coloro che trasferiscono la propria residenza e svolgono la propria attività lavorativa nel territorio italiano.

È sempre più comune tra i giovani inviare i propri CV all’estero. La considerevole differenza tra gli stipendi pagati in Italia e nel Nord Europa spinge anche ai più “mammoni” ad accettare le offerte. 

Chi resta nel Belpaese è un po’ invidioso, sembra fantascientifico che gli ex compagni di corso emigrati si possano permettere di uscire dall’ufficio alle 17.00 e comprare in pochi mesi una bella auto.

In fin dei conti è un buona ricompensa, basti pensare alla sopportazione degli interminabili mesi di pioggia e della pasta con il Ketchup!

Questa fuga di cervelli e neo laureati spaventa molto il nostro paese. Tanto che è in vigore una norma che avvantaggia fiscalmente quelli che tornano, che vengono chiamati IMPATRIATI.

Gli IMPATRIATI sono coloro che trasferiscono la propria residenza in Italia, svolgono la propria attività lavorativa nel territorio italiano. E che nei due periodi d’imposta precedenti risiedevano in altro Stato lavorando o studiando.

Le condizioni

Ci sono due importanti condizioni: il possesso di un titolo di laurea e l’impegno a permanere in Italia per almeno due anni.

Il regime speciale prevede che il reddito imponibile sia solamente il 30%, percentuale ulteriormente ridotta al 10% per i soggetti che si trasferiscono in una delle seguenti regioni:

  • Abruzzo,
  • Molise,
  • Campania,
  • Puglia,
  • Basilicata,
  • Calabria,
  • Sardegna,
  • Sicilia.

Questo comporta una detassazione del reddito del 70% o del 90%.

Il vantaggio è adottabile per cinque anni, senza limiti di reddito. 

Può inoltre essere applicato con una detassazione del 50% per ulteriori cinque anni, nel caso in cui il contribuente abbia un figlio minorenne a proprio carico o abbia acquistato un immobile in Italia dopo il trasferimento o nei dodici mesi precedenti ad esso.

Provate a fare due conti sul risparmio fiscale in 10 anni…probabilmente è più interessante di qualsiasi stipendio da capogiro all’estero!

Invece di partorire queste leggi che creano grande disparità, non sarebbe più costruttivo riformare il mercato del lavoro italiano che sta in piedi grazie agli straordinari non pagati di eterni stagisti, spesso obbligati ad aprire la partita IVA?

Dott.ssa Arianna Cazzola – Studio Cazzola Consulting

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