martedì 13 Aprile 2021

Il 52% del made in Italy e il 50% del turismo invernale in ‘area rossa’.

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Dal 20 novembre, anche l’Abruzzo è entrato nell’area rossa, portando ad una ulteriore modifica del precedente quadro delle aree di rischio.

Con la nuova configurazione territoriale, in area rossa, caratterizzata da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto, si collocano Abruzzo, Calabria, Campania, Lombardia, Piemonte, Toscana, Valle d’Aosta e Provincia Autonoma di Bolzano. Complessivamente, negli otto territori dell’area si concentra il 46,2% della popolazione e il 48,1% del PIL. Nell’area si concentra il 50,5% degli occupati della manifattura e il 51,6% delle esportazioni e si registra un PIL pro capite medio del 5,2% più elevato della media nazionale. In quest’area si registra il 40,9% delle presenza turistiche ma sale a 49,5% la quota delle presenze turistiche nei mesi invernali (dicembre, gennaio e febbraio).

In chiave energetica – l’analisi nella rubrica dell’Ufficio Studi su QE-Quotidiano energia –  l’area rossa concentra il 67,0% di produzione idrica e più della metà (53,3%) di produzione da rinnovabili.

L’’area arancione’, caratterizzata da uno scenario di elevata gravità e da un livello di rischio alto, comprende otto regioni e pesa il 31,8% dei residenti italiani e per il 27,8% del PIL.

L’area si conferma con la più elevata incidenza delle imprese artigiane, che superano un quarto (25,4%) del totale delle imprese (23,7% la media nazionale). In relazione alla variabili energetiche, nell’area è più accentuata la produzione da eolico (57,2%) e di solare (45,2%) e si concentra la metà  (50,5%) dell’export di energia.

Nell’’area gialla’ risiede invece il 22,0% della popolazione italiana e si realizza il 24,0% del PIL. L’area in esame presenta il più elevato PIL pro capite (+9% rispetto alla media nazionale) e presenta la più alta vocazione turistica, con un terzo (33,0%) delle presenze turistiche. Sul fronte energetico, l’area si caratterizza per quote relativamente più consistenti delle esportazioni energetiche (38,3%), di valore aggiunto nel settore energia elettrica e gas (31,8%) e del parco auto elettriche e ibride (28,9%).

(Fonte: Confartigianato Studi – http://www.confartigianato.it)

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