mercoledì 16 Giugno 2021

GSE: Rapporto Aste della CO2

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Il GSE pubblica il Rapporto sulle Aste di quote europee della CO2

Rispetto al 2019 i ricavati complessivi sono aumentati del 0,3%, nel 2020 l’Italia ha ottenuto €1,3 miliardi grazie alle Aste della CO2.

GSE pubblica il rapporto Aste della CO2: le Aste della CO2 sono lo strumento essenziale per lo scambio di quote di emissione della UE. Difatti è dal 2013 che vengono attribuite quote di emissione agli impianti dei settori che più consumano energia per la propria produzione, attraverso piattaforme d’asta condotte da l’European Energy Exchange (EEX) e da l’ICE futures Europe (ICE).

Ogni anno i singoli Stati fanno un resoconto sull’evoluzione del sistema, nel nostro Paese l’incarico spetta al GSE che in questi ultimi giorni ha pubblicato il proprio Rapporto sulle Aste di quote europee di emissione. All’interno del documento si potranno trovare le Aste della CO2 nell’ambito della regolazione europea e dei trend del mercato del carbonio, analizzando più da vicino gli indicatori d’efficacia, ovvero i switching price carbone-gas. Inoltre, il Rapporto svela come nel 2020 il livello europeo, i proventi generati dal collocamento della EUA-European Union Allowances sono stati equivalenti a €19 miliardi. Questo valore costituisce una crescita del 31% rispetto al 2019 e ciò è causato ad un incremento dei volumi d’asta.

Il Gestore afferma: “Nel 2020, lo Switching Price si è attestato ben al di sotto del prezzo della quota per gran parte dell’anno. Ciò, in linea teorica, ha contribuito a mantenere i costi marginali delle centrali a carbone meno convenienti rispetto alla generazione con gas naturali”.

A tal proposito il nostro Paese ha posizionato 52 milioni di quote EUA a un prezzo medio ponderato di €24,3 ottenendo pertanto circa €1,3 miliardi. Invece, nel settore aviazione nazionale, sono state collocate quasi 700 mila quote EUA a un prezzo medio ponderato di €23,7, ricavando €16 milioni.

Al riguardo il Gestore aggiunge: “i proventi complessivi sono aumentati dello 0,3% grazie all’incremento dei volumi all’asta (+1,4%) che ha compensato la contrazione dei prezzi (-1,2%)”.

(Fonte)

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