venerdì 09 Dicembre 2022

Giovanni Brunetti, la capacità di saper leggere i “dati” di un mondo in continuo cambiamento

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Prosegue il nostro viaggio all’interno di storie di aziende, storie di uomini, di imprenditori lungimiranti e coraggiosi che contribuiscono ogni giorno a creare la ricchezza non solo economica di questo Paese.

Giovanni Brunetti

Oggi incontriamo Giovanni Brunetti, Amministratore nonché fondatore della S2C, Sapience to Change, attiva nel settore dei servizi alle aziende in diversi ambiti.

Giovanni Brunetti
Giovanni Brunetti

Egregio Dottor Brunetti, lei ha costruito la sua professione in tanti anni di esperienza, arrivando a collaborare con i grandi marchi del settore automobilistico, del settore delle comunicazioni, del settore alimentare ecc. Ci racconti qualcosa di lei e dell’attività della sua azienda.

Ho iniziato a lavorare molto presto, prima come Ricercatore e poi come Direttore della Ricerca, insieme a mio padre che ha fondato nel 1968, uno dei più importanti e indipendenti istituiti di ricerche di mercato in Italia. Crescendo, ho voluto allargare il business dell’azienda di famiglia anche alla sfera dei servizi, alla gestione completa della relazione con il cliente, facendo sia servizi di assistenza che servizi commerciali. Così, nel 2010, ho avviato una mia azienda, la S2C, Sapience to Change, con la quale ho sviluppato un’offerta di servizi operativi ed innovativi in linea con le nuove e contemporanee esigenze delle imprese: dai contact center multilingue focalizzati sulle attività di Customer Experience a 360°, all’analisi, raccolta e monitoraggio di dati, alle consulenze mirate e molto altro ancora. Oggi operiamo a livello internazionale, in partnership con clienti di altissimo prestigio, in varie attività, piuttosto complesse, orientate, tendenzialmente, alla grande impresa. 

Il suo rappresenta un esempio di impresa familiare che ha saputo sviluppare al proprio interno una forte capacità manageriale  e tecnologica al passo con i tempi, raggiungendo risultati importanti. Qual è il segreto di tale successo?

Forse, per sintetizzare, potrei dire saper trasformare dati e numeri in azione concrete, che detta così sembra una cosa semplice, ma dietro c’è un duro lavoro, ci sono anni di studio e analisi di dati, solide strutture metodologiche sviluppate nel tempo, c’è la capacità di innovazione che parte dalla capacità di capire i bisogni profondi, i comportamenti delle persone, del mercato, del cliente. Tutto questo si fa attraverso competenza, metodologia e studio continuo. Quando ho iniziato io a lavorare, la vera difficoltà era avere e raccogliere i dati, oggi questi sono dappertutto, si raccolgono in mille modi diversi e la vera difficoltà è diventata quella di saperli mettere insieme in modo corretto e interpretarli, non improvvisare. Io ho imparato a farlo facendo analisi, ricerche di marketing e di mercato per oltre venti anni. Poi, bisogna unire a questo, idee sempre nuove, curiosità, uno sguardo lungimirante, e molta passione ed entusiasmo.

Come ha gestito rapporti così importanti, diversificati e anche la concorrenza internazionale?

Il primo principio ispiratore che ha sempre guidato la mia attività, è stato quello di voler costruire rapporti di reciproco valore. Ho sempre creduto nel cosiddetto business win-win, in quella relazione cioè, capace di portare valore ad entrambe le parti, che è qualcosa di più di una semplice collaborazione commerciale. Con tutte le aziende con cui ho lavorato, si è costruito nel corso del tempo un sodalizio di valore reciproco, capendo bene, ciascuno, le esigenze dell’altro, le potenzialità dell’altro, per poi sviluppare insieme idee nuove e capacità di stare sul mercato in maniera diversa. Crescere insieme, cambiare insieme, la capacità di fare delle cose che non siano standardizzate, ma studiate, sempre nuove, ispiratrici di sempre nuovi stimoli, affinché il business ne possa trarre il massimo beneficio.

Come si porta avanti una tale filosofia anche quando ci sono grandi numeri? Non si corre il rischio di sacrificare qualcosa? 

Partendo dal presupposto che la competenza del sarto nel capire il cliente che ha di fronte per tagliargli il vestito su misura è fondamentale, è anche vero che poi quando i clienti diventano tanti, un sarto solo non basta, e trasferire quella competenza a qualcun altro non è cosa banale. Oggi, uscendo fuori di metafora, una delle tante sfide, è anche quella di saper rendere, in qualche modo scalabile, il cosiddetto One to One tra azienda e singolo cliente, attraverso l’ausilio delle nuove tecnologie, come ad esempio l’intelligenza artificiale e di mille altre ancora, che però non devono essere applicate in maniera banale, o a imitazione degli altri, senza capire fino in fondo quello che si sta facendo. Esse richiedono una professionalità, una competenza, un’affidabilità, una capacità di studio, di impostazione ancora più ricercati e superiori rispetto agli anni passati. Noi siamo soliti mettere alla prova le nostre idee, facendo dei test sul mercato, facendo degli studi specifici, dei corsi che velocizzano le messe in pratica. Viviamo in un mondo che corre ad alta velocità. Non possiamo esitare. Posso studiare la migliore strategia possibile, ma se la metto in pratica tra un anno, rischio che venga superata dai fatti, perché nel frattempo il mercato è cambiato, ed è uscita una nuova soluzione, una nuova tecnologia. Sappiamo e dobbiamo andare veloci, senza scarificare nulla. La grande sfida è proprio questa: fare le cose bene e farle velocemente.  

Cos’ è e cosa significa per lei la vera innovazione, il vero cambiamento, quella “saggezza per  cambiare” che evoca il nome della sua azienda?

Significa essere connessi con il resto del mondo, essere capaci di dialogare con esso in tempo reale e ad una certa velocità, perché, come ho appena detto, viviamo in un mondo che ci cambia continuamente tra le mani. Significa la capacità di capire i bisogni profondi, i comportamenti delle persone, del mercato, del cliente e trovare soluzioni sempre nuove volte a migliorare il proprio business e, in qualche modo, anche la vita e la società in generale. Oggi i principali cardini del fare impresa, le parole d’ordine in economia sono sempre di più  innovazione e cambiamento, tanto nel grande complesso industriale, quanto nel piccolo laboratorio artigiano. Ma l’innovazione passa necessariamente anche attraverso un cambiamento che prima di tutto deve essere culturale, altrimenti ci si ferma. 

Questa costante ricerca di innovazione e cambiamento passa anche attraverso progetti come quello che ha avviato con Eni?  Ci vuole dire di cosa si tratta?

Assolutamente si. Da quest’anno, insieme al mio socio Antonello Di Giovanni, abbiamo avviato un nuovo progetto, prendendo in gestione, con un contratto in esclusiva, un’Agenzia Eni, per la commercializzazione delle Carte e dei Buoni carburante e del Servizio Enjoy Business, il car sharing Eni per le aziende. Un’agenzia territoriale che abbiamo nominato Genia team e che copre tutta l’Emilia Romagna, tutta la Toscana, la provincia di Pesaro Urbino nelle Marche, e di Mantova e Cremona in Lombardia.  

Il 6 ottobre siamo impegnati a Bologna, dove, in collaborazione con Confindustria Emilia, ci sarà la presentazione lancio della Enjoy totalmente elettrica, che si chiama Yoyo, una biposto green, adatta ai centri cittadini, con la quale si può andare tranquillamente ovunque, sfruttando tutti i vantaggi, corsie preferenziale e parcheggi gratuiti.

Una macchina unica nel suo genere, in quanto ha la possibilità di sostituire, in pochi minuti, la batteria direttamente nelle stazioni Eni, evitando i lunghi tempi di ricarica. 

Una macchina che rappresenta una svolta green a zero emissioni di CO2 su strada, una scelta economica perché paghi solo per quanto l’hai usata (si parte da 0,29 centesimi al minuto a scendere), che va incontro alle politiche di sostenibilità aziendale che rappresenta uno dei valori guida che ci portano sul mercato e che ci vedranno sviluppare ulteriormente servizi di mobilità sostenibile. Nei prossimi mesi, dopo Torino e Bologna, la Enjoy Yoyo verrà presentata e lanciata anche nelle città di Firenze, Milano e Roma. 

Un’iniziativa molto interessante e lodevole, un nuovo impegno per lei che vedo la entusiasma molto. 

Si, molto. Con questa Agenzia, diversifichiamo e ampliamo ulteriormente le attività, rivolgendoci alle piccole imprese, agli artigiani, ai professionisti, proponendo una soluzione su misura per tutti, con prodotti importanti e utili per il welfare aziendale, anche dal punto di vista della crisi energetica, come le carte e i buoni carburante. Per quest’ultimi, in particolare,  da quest’anno le condizioni sono state ampiamente migliorate dalla nuova normativa che garantisce fino a 600 euro totale di detraibilità fiscale (mentre prima era 200), a seconda di determinate condizioni.  Proponiamo, inoltre,  offerte specifiche con la possibilità di avere Multicard carburante studiate appositamente per le Partite Iva, che danno una serie di vantaggi, a partire da quelli fiscali, la fattura unica a fine mese, condizioni agevolate non solo per i dipendenti dell’azienda ma anche per i familiari. 

Mi lasci dire che sono molto orgoglioso di questo progetto. Noi siamo i primi Agenti che non vengono dal mondo Eni, ma che siamo stati appositamente scelti da Eni per l’esperienza e la competenza raggiunta negli anni, per la capacità di portare innovazione anche in attività puramente commerciali che apparentemente potrebbero avere poco a che fare con l’innovazione, ma che invece, secondo me, ce l’hanno, proprio perché, come dicevamo poco fa, si basano sulla comprensione delle esigenze del cliente e sulla capacità di trovare delle soluzioni a problemi concreti. 

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