giovedì 08 Dicembre 2022

Gentile Audrey Azoulay, ecco perché fare di Maratea un Patrimonio dell’Umanità

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Biagio Maimone
Biagio Maimone
Giornalista e comunicatore, si occupa di comunicazione sociale, politica ed economica e collabora, in qualità di opinionista, con diversi quotidiani. Svolge attività di Ufficio Stampa per Enti, per esponenti del mondo politico e per eventi e manifestazioni. Corrispondente dall'Italia per il quotidiano America Oggi. Condirettore del quotidiano online Marketing Journal, nonché Segretario generale dell'Associazione Marketing e Comunicazione. Membro del Comitato delle Relazioni Pubbliche e Fundraising dell'Associazione Bambino Gesù del Cairo. È capo Ufficio Stampa del Festival della Canzone Cristiana.

Il giornalista Maimone chiede, con un verso lirico, alla Direttrice Unesco Audrey Azoulay, il riconoscimento per Maratea di patrimonio mondiale dell’Umanità.

Il giormalista Biagio Maimone, originario di Maratea,  chiede all’Unesco, in veste di estimatore della sua terra originaria, di proclamare la città lucana patrimonio mondiale dell’Umanità e lo fa utilizando il verso lirico in quanto esso può descrivere, in modo più autentico, Maratea, che egli predilige definire  “Cittadella verde”.

La comunicazione creativa e poetica, aspetto fondamentale della comunicazione socio-umanitaria, di cui  è fautore, è lo strumento più adeguato per parlare di una cittadina che, per amore della bellezza della sua natura e delle sue acque incontaminate, ha saputo proteggere a tal punto il suo patrimonio green da sublimarne  il suo valore e il suo splendore.

Si inoltra la lettera:

Gentile Audrey Azoulay, ecco perché fare di Maratea un Patrimonio dell’Umanità 

di Biagio Maimone 

Il verde ed il mare di Maratea, definita “Cittadella verde”, sono l’espressione più elevata della splendore primigenio ed incontaminato della natura, custodita con cura amorevole dai suoi cittadini, che hanno stabilito regole rigorose per proteggerla da ogni forma  di inquinamento e di degrado.  

Maratea è anche definita “La perla del Mediterraneo” , per la sua sofisticata  avvenenza naturalistica. L’etimologia del suo nome, inoltre, la definisce “Dea del Mare” e rimanda ad una forma di regalità divina per quanto attiene la bellezza delle sue coste, del suo mare ed il colore delle sua  acque, nelle quali si specchia la vegetazione ridente delle coste, che  tinge di iridescenze verdi e azzurre la superficie del mare.  

Ma non basta, visitando la cittadina, che sorge in romantici rioni e valli , nonché si  adagia sui dorsi di alti e verdi montagne, si constata come Maratea sia ben curata dalla mano dell’uomo, da farne non solo un luogo bucolico, ma anche l’esempio della realizzazione concreta della tutela dell’ambiente e dell’ecologia.  

Le chiare acque sia del mare, sia dei ruscelli e dei mille rivoli che si aprono nelle pareti rocciose delle contrade e le alti e verdi montagne fanno di Maratea uno scorcio di paradiso, di cui i suoi abitanti sono consapevoli a tal punto da essersi impegnati affinché fossero impedite costruzioni selvagge, come avviene in tanti luoghi della terra, con un rigoroso piano regolatore, per lasciare che la natura possa vivere nella sua espressione più autentica.  

Primeggia la cultura del verde e del suo rispetto, sicuramente proveniente dalla tradizione di una piccola città colma di storia, che ha 44 Chiese, che la rendono orgogliosa di custodire la propria religiosità , espressasi, con orgoglio e tenerezza,  finanche  nella cura della natura.  

Maratea merita di essere Patrimonio Mondiale dell’Unesco e, quindi, dell’Umanità, non solo  per testimoniare la sua radiosa bellezza naturale e la sua cultura per  la vita, ma anche per testimoniare la premurosa  cura  dei suoi abitanti dedicata alla natura , al proprio patrimonio di bellezze naturali, per fare in modo che esso possa essere patrimonio di tutti.

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