mercoledì 22 Settembre 2021

Fra talent e futuro

Da non perdere

Ai ragazzi e ai giovani auguro stimoli per accrescere la cultura, indispensabile per il futuro, e opportunità per realizzarsi nella vita.

Leggendo i titoli di alcune testate mi accorgo sempre più che la verità va oltre la più fervida immaginazione e nessun ambito della vita sociale, economica o politica ne è esente.

In tutto questo, mentre le imprese protestano, i politici si indegnano e l’economia – specialmente quella di settori “dimenticati” – si spegne, nessuno pensa ai ragazzi e tiene conto del punto di vista dei giovani.

I più piccoli sono vittima di una scuola male organizzata e peggio gestita, e il gap culturale con le generazioni precedenti e con gli altri Paesi è sempre più ampio.

Cresciamo giovani ignoranti – nel senso che ignorano -, che non leggono altro se non qualche news dei social poco o per nulla verificata, sempre più convinti che apparire virtualmente sia la chiave per un successo che non prevede il lavoro e l’impegno. Basta farsi delle belle foto.

Massima aspirazione? Partecipare a talent o giochi televisivi (beh, senza andare troppo lontano abbiamo schiere di politici che sono passati da lì e che adesso tengono in mano le nostre sorti).

Se si parla con i giovani, poi, si percepisce il “vuoto” del futuro. Per entrare nel mondo del lavoro ci vogliono anni: stage, apprendistato, tempo determinato (se va bene…). E poi si parla che rimangono sulle spalle dei genitori fino a 30 anni!

Con la pandemia tanti sono direttamente a casa perché le aziende non assumono e tanti hanno preso il posto di altri “lasciati a casa”.  Senza la preparazione e l’esperienza dei primi, tuttavia, i giovani lavoratori non performano come si vorrebbe e le imprese soffrono ancora di più (ma almeno il carico di oneri per l’azienda è più basso).

Parlare con i ragazzi e con i giovani è una grande lezione che invito tutti a fare: i primi vivono in un videogame e non hanno idea del futuro; i secondi un futuro lo vorrebbero ma gli mancano le prospettive.

Dovremmo far capire ai primi che la cultura è essenziale e ai secondi che c’è speranza, con l’impegno di tutti.

Poi, ovvio, c’è una pandemia mondiale, la crisi di governo, il Grande Fratello….

Ma questo, certo, non per colpa loro.

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