mercoledì 22 Settembre 2021

Finalmente si chiude il 2020

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Finalmente si chiude il 2020, ma cosa succederà poi?

Finalmente stiamo per chiudere la porta a quest’anno, bisestile, con una pandemia mondiale, l’economia globale in crisi e gli elementi naturali che si ribellano

Finalmente si chiude il 2020, abbiamo i vaccini (qualche Paese di più, qualche Paese di meno), il Recovery Fund, i “ristori”, la CIG – per chi l’ha ottenuta – , i bonus appena approvati dal Governo che vanno da mobili, ad auto elettriche, a smartphone, a rubinetti; abbiamo l’Ecobonus 110% e il cashback di Stato.

Dovremmo poter aprire le porte del 2021 con nuovo entusiasmo e stimolo se non fosse che ancora, al 31 dicembre, non sappiamo cosa succederà il 7 gennaio: chi potrà aprire e come? Il vaccino AstraZeneca su cui tanto contiamo sarà approvato o la campagna vaccinale italiana durerà fino al 2022 inoltrato? Le scuole potranno riaprire in presenza dando continuità – e contenuto – all’istruzione?

Quello che al momento sembra certo è che nel primo trimestre 2021 le bollette di luce e gas saliranno rispettivamente del +4,5% +5,3%, pare per le alte quotazioni delle materie prime (salvo poi verificare in bolletta che sul totale a debito forse quell’importo è il meno significativo) e che la famosa “lotteria degli scontrini” probabilmente dovrà essere rimandata rispetto alla data di partenza ipotizzata per i primi di gennaio.

A ciò si aggiunga – come è stato confermato – che tutte le immagini di Conte & Co. sono passate ai media direttamente da Palazzo Chigi, chiudendo di fatto le porte all’informazione “super partes”; un’informazione di cui avremmo sinceramente davvero bisogno.

Fortunatamente, come ho avuto modo di dire in più di una occasione, siamo italiani e abbiamo l’arte di “arrangiarci” nel DNA. Lo sanno bene i commercianti napoletani che si sono opposti al cashback proponendo sconti ai clienti che pagano in contanti; lo sanno tutti coloro che – a due a due – hanno raggiunto i parenti più anziani per fargli passare un degno Santo Natale.

Aprendo la porta del 2021 troviamo ancora Conte, Arcuri, Speranza, Salvini, Renzi, Berlusconi e tutta la “banda” dei nostri politici ai quali chiedo, a nome di imprenditori e professionisti, di farci iniziare il nuovo anno in modo sereno, dandoci prima di tutto “chiarezza” e unità di pensiero.

Non si può navigare sempre a vista: a fronte delle migliaia di cartelle che l’Agenzia delle Entrate si appresta a confezionare, abbiamo bisogno di poter fare i nostri conti, progettare le nostre imprese, organizzare e riorganizzare per l’ennesima volta le nostre attività.

Lo faremo, come al solito, lamentandoci ma tirando avanti con determinazione e forza. Lo faremo cercando di essere onesti e solidali, con il pensiero a chi ha perso il lavoro e sta per perdere le speranze.

Chiudiamo un anno drammatico, caro Governo. Regalaci chiarezza. Permettici di guardare al nuovo con fiducia.

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