sabato 24 Febbraio 2024
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Fatturazione elettronica europea

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Fatturazione elettronica europea. I 3 step per gestirla al meglio secondo Intesa.

Se da un lato un sistema di fatturazione universale aiuta a combattere l’evasione fiscale nell’Unione Europea, che nel 2020 ha perso oltre 90 miliardi, dall’altro la grande frammentazione fiscale e tecnologica tra Paesi rischia di renderlo difficoltoso per le imprese

Studiare il quadro normativo, utilizzare un sistema gestionale unico e affidarsi all’occorrenza a partner terzi esperti possono rivelarsi i passi vincenti per non soccombere alla complessità del processo di trasformazione

Dal 2019, con l’Italia come apripista, molti paesi stanno introducendo l’obbligo di fatturazione elettronica per gli scambi commerciali con l’estero. Sebbene attualmente non esista ancora un obbligo esteso a tutto il continente, i benefici dell’arginare l’evasione fiscale sono evidenti ed è per questo che l’UE si sta organizzando per introdurlo ufficialmente per tutti gli Stati membri entro il 2028. Si pensi che, secondo dati del 2022 riferiti al 2020, le Nazioni dell’UE hanno perso 93 miliardi in evasione, con l’Italia capofila, seguita da Francia e Germania.

Ma come può un’impresa gestire la fatturazione elettronica internazionale senza incappare nelle difficoltà dovute alla frammentazione fiscale e tecnologica tra Paesi? Secondo l’analisi di Intesa, Kyndryl Company, che accompagna le imprese nel percorso di digitalizzazione, sono tre i passaggi da non sottovalutare

  1. Studiare i sistemi fiscali degli Stati con cui si fanno affari. Fondamentale è non improvvisarsi nella gestione delle e-fatture internazionali. Ogni Paese infatti dispone di normative fiscali proprie ed è importante conoscere quelle delle aree dei propri clienti in modo da essere in grado di compilare correttamente i campi delle fatture.
  2. Utilizzare un sistema gestionale in grado di gestire tutte le operazioni necessarie. Nello specifico sarebbe ideale adottare un sistema basato su un single point of interface che faccia confluire tutti i gestionali – qualora fossero più di uno – in un unico punto da cui far partire tutte le operazioni necessarie, in modo che tutti gli output confluiscano nella singola area di interscambio locale.
  3. Affidarsi a un partner di innovazione tecnologica. Quello della fatturazione elettronica internazionale è sicuramente un campo normativo complesso e intricato. Per questo affidarne la gestione a partner esperti può far risparmiare molto tempo e risorse, oltre ad abbassare notevolmente il tasso di rischio di errori o inadempimenti.

“Il quadro normativo europeo in tema di fatturazione elettronica è decisamente complesso e in costante evoluzione – commenta Francesca Cravotto, Supply Chain Solutions Consultant di Intesa, a Kyndryl CompanyPer questo, insieme al nostro partner Pagero, abbiamo dato vita a un team internazionale di risorse esterne che monitora costantemente il panorama legislativo di ogni Paese e consente di fornire alle aziende che ogni giorno accompagniamo in questo viaggio una piattaforma che si aggiorna con le novità introdotte in tempo reale. Inoltre, trasforma le fatture caricate nei formati richiesti dalle norme del Paese di destinazione, da cui arriveranno successivamente tutte le notifiche relative al processo, che verranno trasmesse in un secondo momento ai cruscotti aziendali. Infine, ci occupiamo di conservare l’intera documentazione prodotta e le relative notifiche, secondo le regole dell’area di competenza, in modo da consentirne e garantirne in qualsiasi momento la consultazione in caso di audit”.

Per approfondire è possibile scaricare il White Paper di Intesa (Kyndryl) sull’argomento a questo link: https://www.intesa.it/fatturazione-elettronica-estero-paper/?utm_campaign=Fatturazione%20Elettronica%20Pagero&utm_source=Articolo&utm_medium=Disclosers-Intesa

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