sabato 23 Ottobre 2021

Energia: che botta!

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Energia: nuova stangata con PUN (prezzo unico nazionale) nei prossimi mesi a 170€/MWH, critici soprattutto per l’arrivo della stagione invernale.

Dopo l’allarme del ministro della Transizione EnergeticaEnergRed (EnergRed.com), E.S.Co. impegnata nelle fonti rinnovabili e nella transizione energetica delle pmi italiane, rende pubblici i dati: PUN medio di settembre 2021 a 140€/MWh, lontanissimo dagli 87€/MWh record del 2008.

Nonostante il rialzo sia già impressionante (+20% su base mensile da giugno 2021 ad oggi e +109% su base annua), il PUN medio di settembre 2021 è ormai a 140€/MWh e si deve considerare come un valore ormai normale, sia per i motivi riconducibili ai fattori esogeni —quali prezzo del gas, prezzo dei crediti CO2 e crescita dell’elettrificazione— sia perché il suo valore medio su base annua è lontanissimo dal record 2008 di 87€/MWh.

A metterlo in evidenza sono gli analisti Dorina Polinari e Giorgio Mottironi di EnergRed (www.EnergRed.com), E.S.Co. impegnata nel sostenere la transizione energetica delle pmi italiane, con un particolare focus sulle fonti rinnovabili e sul solare fotovoltaico.

«È dunque consistente la possibilità che il PUN raggiunga una media stabile di oltre 100/MWh su base annua e che per farlo arrivi a toccare i 160/170/MWh nei prossimi mesi, che saranno particolarmente critici per via della domanda di gas e dell’arrivo della stagione invernale con la conseguente necessità di riscaldare le case» puntualizza Moreno Scarchini, ceo di EnergRed.

Perchè questi aumenti? «Succede perché il prezzo del gas a livello internazionale aumenta, perché aumentano anche i prezzi dei certificati della CO2 e perché cresce la domanda legata allelettrificazione dei consumi» spiega Moreno Scarchini, ceo di EnergRed.

Il rincaro del gas ha una ragione semplice: le aziende —riprendendosi dalla crisi pandemica— tornano a lavorare a pieno regime e così la domanda di energia si impenna, dunque aumenta anche il costo del gas, fonte principale dellelettricità.

L’aumento del prezzo della CO2 riguarda invece le aziende che producono anidride carbonica —tra le quali soprattutto quelle energetiche— che nell’Unione Europea devono pagare per questo, acquistando quote di emissioni nel sistema europeo Ets.

Per spingere le aziende a decarbonizzare, il prezzo di tali «quote Ets» viene aumentato gradualmente, ma questo porta anche ad un aumento dei costi di produzione e quindi delle tariffe in bolletta, anche per i consumatori.

«Insomma, una crescita consistente e continua che ha già procurato aumenti del +30% sulle bollette elettriche delle aziende (e del 20% per quelle dei consumatori) ed arriverà questanno fino al +50% o addirittura +60% per le aziende (ed almeno +40% per i consumatori)» commenta il ceo di EnergRed.

«Lunica soluzione per controbattere il fenomeno —prosegue Scarchini è nella transizione energetica».

Una transizione che oggi è davvero possibile: la capacità mondiale di energia rinnovabile è aumentata al 36,6% del totale. E, soprattutto nel nostro Paese e più particolarmente nel Sud Italia, sono già molte le esperienze che conciliano esigenze green e bisogni sociali.

«Nonostante il forte rialzo dei prezzi dellenergia, nel Mezzogiorno quella prodotta da fonte solare ha fatto segnare un valore di 102 euro/MWh, nuovo minimo record di costo per le imprese» mette in evidenza il ceo di EnergRed.

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