venerdì 07 Ottobre 2022

Dl Aiuti, tutte le novità in materia di riscossione

Da non perdere

Soglia più alta per i debiti da pagare al fisco in maniera “semplificata”, margini più ampi per evitare la decadenza in caso di mancato pagamento e possibilità di compensare con i debiti a ruolo, i crediti vantati e certificati verso la Pubblica Amministrazione. Queste le principali novità in materia di riscossione, introdotte dalla legge di conversione n.91/2022 del Decreto Aiuti n. 50/2022. Vediamo nel dettaglio le misure adottate.

Soglia più alta per le rateizzazioni semplificate

Il provvedimento introduce una serie di modifiche strutturali alla disciplina delle rateizzazioni delle cartelle di pagamento, modificando la norma di riferimento che ne regola l’istituto. Ha disposto, infatti, che, a partire dalle domande di dilazione presentate dal 16 luglio 2022, venga elevata da 60 a 120 mila euro, la soglia di debito per la quale è possibile ottenere, in modo automatico e con una domanda semplice, una rateizzazione ordinaria fino a 72 rate (6 anni), senza la necessità di dover documentare la temporanea situazione di obiettiva difficoltà. Il provvedimento ha previsto anche che la nuova soglia di debito di 120 mila euro, con dilazione fino a 72 rate senza allegare alcuna documentazione, sia riferita a ogni singola istanza di rateizzazione. 

Sul sito internet www.agenziaentrateriscossione.gov.it sono stati pubblicati i nuovi modelli per fare richiesta di rateizzazione e nei prossimi giorni sarà disponibile anche l’adeguamento del servizio per richiedere la dilazione semplificata fino a 120 mila euro, direttamente online, accendendo con le credenziali Spid, Cie e Cns al servizio “Rateizza adesso”, disponibile nell’area riservata del portale di Agenzia delle entrate-Riscossione. Il servizio consente, così, di presentare, in completa autonomia, senza ulteriore documentazione, la richiesta di dilazione, ricevendo in automatico, via e-mail, il piano di pagamenti per un massimo di 72 rate. 

Decadenza dopo 8 rate non pagate per le nuove richieste

Novità anche per i termini di decadenza. La Legge n. 91/2022 ha disposto, infatti,  che per le richieste di rateizzazione presentate dal 16 luglio 2022, la decadenza dai piani di rateizzazione accordati, venga determinata a seguito del mancato pagamento di 8 rate, anche non consecutive, invece delle 5 precedentemente previste. In caso di decadenza, il debito non potrà essere nuovamente dilazionato. Tuttavia, la decadenza dal beneficio della rateizzazione di uno o più carichi, non preclude la possibilità di chiedere la dilazione del pagamento per altre cartelle/avvisi diversi da quelli per i quali è avvenuta la decadenza. 

Confermate le disposizioni a carattere emergenziale adottate durante la pandemia sui termini di decadenza

Vogliamo ricordare qui che, per effetto delle varie disposizioni normative intervenute durante il periodo di sospensione dell’attività di riscossione dovuta all’emergenza sanitaria, sono tuttora vigenti termini di decadenza differenti in base alla data in cui è stata presentata la richiesta di rateizzazione. 

Nel dettaglio:

– per i piani di dilazione in corso all’8 marzo 2020 (inizio del periodo di sospensione delle attività di riscossione conseguente all’emergenza Covid-19), è stato esteso a 18 il numero di rate che, in caso di mancato pagamento, determinano la decadenza dal beneficio (per i soggetti con residenza, sede legale o la sede operativa nei comuni della c.d. “zona rossa” la sospensione decorre dal 21 febbraio 2020); 

– per le rateizzazioni concesse dopo l’8 marzo 2020 e relative a istanze presentate fino al 31 dicembre 2021, la decadenza si determina nel caso di mancato pagamento di 10 rate;

– per le rateizzazioni richieste a partire dal 1° gennaio 2022 fino al 15 luglio 2022 la decadenza si verifica dopo il mancato pagamento di 5 rate. 

A regime la compensazione crediti PA/ Cartelle

La stessa Legge n. 91/2022, ha,  inoltre,  reso definitiva la possibilità di compensazione dei crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati e vantati  nei confronti delle Amministrazioni Pubbliche, con le somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo, senza più la necessità di rinnovo annuale della misura. Il provvedimento estende la possibilità di compensazione anche ai crediti derivanti da prestazioni professionali. Queste disposizioni si applicano ai carichi affidati all’agente di riscossione dopo il 30 settembre 2013 ed entro il secondo anno antecedente a quello in cui è richiesta la compensazione. 

Così, d’ora in poi, se un’impresa ha effettuato lavori o prestazioni professionali per conto di una Pubblica Amministrazione e non ha ancora ricevuto il pagamento per la prestazione effettuata, si può  utilizzare quel credito commerciale e/o professionale per pagare i debiti oggetto di cartelle di pagamento. Per procedere è indispensabile che l’amministrazione interessata, cioè quella per cui l’impresa ha effettuato i lavori, certifichi il credito. Per richiedere la certificazione è a disposizione la piattaforma informatica del ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato – all’indirizzo: http://certificazionecrediti.mef.gov.it/CertificazioneCredito/home.xhtml.

Presentando la certificazione prodotta agli sportelli dell’Agenzia delle entrate-Riscossione, si potrà ricevere tutta l’assistenza necessaria per effettuare la compensazione. L’Agenzia verificherà la conformità della certificazione per poi procedere, in caso positivo, alla compensazione con conseguente rilascio dell’attestazione di pagamento. In fase di compensazione, nel caso in cui il pagamento riguardi solo una parte dei debiti iscritti a ruolo, scaduti o in scadenza, è necessario indicare gli importi che si vogliono estinguere.

La compensazione può essere effettuata tra:

  • crediti certificati non prescritti, certi, liquidi ed esigibili verso lo Stato, Regioni e province autonome, enti locali, enti del Servizio sanitario nazionale per aver effettuato somministrazioni, forniture, appalti o prestazioni professionali;
  • carichi inclusi in cartelle di pagamento e avvisi (avvisi di accertamento esecutivi dell’Agenzia delle entrate o Enti locali – avvisi di addebito dell’INPS), affidati entro il 31 dicembre del secondo anno antecedente a quello in cui è richiesta la compensazione;
  • carichi inclusi in piani di Definizione agevolata di cui all’art. 3 del D.L. n. 119/2018 (c.d. “rottamazione-ter”);
  • carichi inclusi in piani di cui all’Art. 1, commi 184 -198, della Legge n.145 del 30 dicembre 2018 (c.d. “Saldo e stralcio” ).

La compensazione non potrà essere effettuata, invece, se riferita a carichi riguardanti le c.d. “risorse proprie tradizionali”, anche se inclusi in piani di Definizione agevolata.

- Advertisement -spot_img
- Advertisement -spot_img

Articoli recenti

- Advertisement -spot_img
- Advertisement -spot_img