Dipendenza da smartphone e incidenti stradali

Dipendenza da smartphone e incidenti stradali
Dipendenza da smartphone e incidenti stradali

Dipendenza da smartphone e incidenti stradali

I dati statistici forniti dall’ANAS, confermano che la distrazione alla guida è una delle cause principali degli incidenti stradali.

Dipendenza da smartphone e incidenti stradali: per quanto concerne le condizioni fisiologiche, possiamo affermare, con un certo grado di certezza, che eccessiva stanchezza, mancanza di sonno, nervosismo, stress, calo dell’attenzione, alterazione dei ritmi biologici, sono nemici giurati della guida. Tra le condizioni che possono inficiare lo stato psicofisico di chi guida, ci sono quelle comportamentali.

Ad esempio, possono essere condizioni di pericolo alla guida: alimentazione smodata (una copiosa mangiata con gli amici), assunzione di sostanze stupefacenti e alcool (alterano lo stato di coscienza, aumentano in modo esponenziale le probabilità del verificarsi di incidenti mortali sulle strade).

Ricapitolando, una sovrabbondante assunzione di sostanze alimentari, di alcolici o, peggio, di stupefacenti, prima di mettersi alla guida di qualsiasi mezzo di locomozione (dal monopattino al tir), rappresentano un pericolo potenziale per sé e per gli altri. Detto ciò, forse un po’ a sorpresa, tra le condizioni principali che fanno aumentare i rischi per coloro che si mettono alla guida di un veicolo, oltre ad assunzione di alcolici e stupefacenti, c’è l’uso eccessivo dello smartphone!

Questa pratica, ormai fuori controllo, incide pesantemente sulla vita e sulla morte di tutti gli utenti della strada, a dirlo sono i dati, non le chiacchiere.

Secondo stime recenti, circa il 24% degli incidenti sono causati dall’uso smodato degli smartphone. Secondo dati Istat, oltre il 96% dei guidatori ammette di usare il telefono durante la guida, utilizzandolo per controllare i social, leggere news o chattare su WhatsApp, persino per guardare video! 

Secondo il “The Guardian”, le aziende produttrici di smartphone stanno pensando di creare un blocco alle app mentre si è alla guida. 

L’utilizzo eccessivo del cellulare coinvolge varie fasce di età, sia uomini che donne, da Nord a Sud. 

Da cosa potrebbe essere determinato questo tipo di comportamento?

La ragione principale sarebbe da attribuire a una vera e propria fobia, definita “Nomofobia” o “Sindrome da Disconnessione” (la fobia di restare senza connessione con il mondo se non si è in possesso del proprio cellulare). Si tratta di una vera e propria dipendenza come per alcol e droga, infatti, come per queste sostanze, col tempo si ha bisogno di aumentare la dose. Si arriva a non spegnere mai il telefono, a usarlo anche nelle ore notturne, a svegliarsi di notte per controllare se sono arrivate notifiche, risposte. Insomma, il telefono diventa la nostra droga, non se ne può più fare a meno, e si tende a utilizzarlo in ogni luogo, perché la pulsione è più forte della ragione. Tra questi luoghi c’è il veicolo. Quante persone avete visto utilizzare lo smartphone alla guida di un mezzo pesante, un’auto, in moto, in bici, sul monopattino? Tante, troppe, talmente tante da divenire una delle cause principali degli incidenti stradali.

Secondo David Greenfield, professore di psichiatria all’Università del Connecticut, “l’attaccamento allo smartphone è molto simile a tutte le altre dipendenze, in quanto causa delle interferenze nella produzione della dopamina, il neurotrasmettitore che regola il circuito cerebrale della ricompensa: in altre parole, incoraggia le persone a svolgere attività che credono forniranno loro piacere. Così, ogni volta che vediamo apparire una notifica sul cellulare sale il livello di dopamina…”. Secondo un sondaggio condotto nel 2008 dall’ente di ricerca britannico YouGov per conto di Post Office Telecom, su un campione di 2.163 persone, dal quale successivamente è stato coniato il nome della sindrome, più di sei ragazzi su dieci tra i 18 e i 29 anni vanno a letto in compagnia del telefono, e oltre la metà degli utenti di telefonia mobile (quasi il 53%) tende a manifestare stati d’ansia quando rimane a corto di batteria o di credito, senza copertura di rete, oppure senza il cellulare. Infine, nonostante ci siano all’attivo ancora un numero ridotto di ricerche sul tema, nel 2014, in Italia, Nicola Luigi Bragazzi e Giovanni Del Puente, studiosi dell’Università di Genova, avevano proposto di inserire la nomofobia nel Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-V), recentemente revisionato. Secondo questi ricercatori la nomofobia sarebbe caratterizzata da “ansia, disagio, nervosismo e angoscia, causati da essere fuori dal contatto con un telefono cellulare o un computer”, e verrebbe utilizzata come un guscio protettivo, uno scudo, e come mezzo per evitare la comunicazione sociale.

A tale proposito, basti soltanto pensare che secondo alcuni studi sulla nomofobia, l’80% degli americani tra i 18 e i 44 anni controlla lo smartphone appena svegli, come prima azione della giornata. In Italia la percentuale di coloro che, come prima a zione da svegli, brandisce il telefonino è del 70%, mentre sono il 63% quelli che lo guardano prima di addormentarsi. Il 68% degli italiani guarda lo smartphone anche se non ci sono notifiche. Non si sa mai! 

Uno studio della University of San Diego ha rivelato che l’81% degli utenti interrompe le conversazioni o i pasti per controllare il dispositivo, come accade ai fumatori, se ci pensate. Una ricerca Cisco rivela che tre utenti su cinque trascorrono più tempo libero con lo smartphone che con il proprio coniuge. Un utente su tre controlla WhatsApp dodici volte l’ora, ogni cinque minuti (fonte: The Social Science Journal). Infine, ed è quello che ci interessa di più, tre incidenti stradali su quattro sono causati da distrazione, sempre più per colpa dello smartphone. 

Utilizzare il telefonino vuol dire distrarsi, è come guidare a occhi chiusi o, meglio dirai, “a fari spenti nella notte”, come cantava Lucio Battisti. Per comprendere meglio gli effetti devastanti di tale distrazione, basti solo pensare che ogni sguardo allo smartphone dura fisiologicamente circa dieci secondi. Nel frattempo, il conducente di un veicolo, percorre in media una distanza pari a circa centodieci metri (dipende dal tipo di veicolo che si sta conducendo). Ogni ostacolo, che si materializza in quei dieci secondi, diventa un ostacolo inevitabile.

Secondo i dati raccolti dalla Polizia Stradale, inviare messaggi aumenta di otto volte il rischio di incorrere in incidenti stradali. Cosa distrae esattamente tutti questi guidatori? Principalmente WhatsApp (57%), poi segue Instagram (52%) e Facebook (47%). La categoria che è maggiormente soggetta all’abuso di smartphone alla guida sono gli studenti con il 32% dei casi. Seguono i manager e i dipendenti per lavoro con il 18% e gli autisti e camionisti con il 13%.

Che dire? In attesa delle famose app che dovrebbero bloccare l’utilizzo, almeno per le parti relative alle chat e all’utilizzo di internet alla guida, quando dovete consultare lo smartphone fermatevi. In auto usate sempre i dispositivi con il viva voce. Non chattate e non cercate notizie, indirizzi, video o brani musicali. Guidate e basta!