mercoledì 16 Giugno 2021

Di fronte a noi stessi

Da non perdere

Uno degli aspetti più sconcertanti dell’intelligenza artificiale è la sua capacità di metterci di fronte a noi stessi, obbligandoci a svelare i nostri valori morali.

Un esempio è la “moral machine” realizzata dal Mit Media Lab del Massachusetts Institute of Technology.

L’idea è semplice, ma anche agghiacciante nella sua linearità. 

Un giorno, molto presto, circoleranno per le nostre strade automobili autonome, senza quindi guidatore.

Esisteranno però delle situazioni nelle quali queste vetture dovranno effettuare delle scelte difficili, come decidere se investire un passante che ha attraversato improvvisamente la strada, o portare invece la vettura a schiantarsi contro un muro, uccidendone il passeggero.

Moral-machine
Moral-machine

Il sito dei Media Lab, raggiungibile all’indirizzo https://www.moralmachine.net/, chiede ad ognuno di noi di rivelare cosa sceglierebbe in una ventina di circostanze simili. Preferiamo che la macchina a guida autonoma uccida il guidatore o un passante? E se dovesse scegliere tra il passeggero e due pedoni? O tra l’autista e due persone che attraversano con il rosso? E’ meglio colpire tre adulti e due bambini, o quattro bambini?

Una fase del test

Come dovrebbe comportarsi in quelle circostanze una macchina a guida autonoma?

Il problema è che queste scelte, per quanto terribili, devono essere inserite nella logica con le quali si programmano gli algoritmi di machine learning utilizzati. Se un guidatore umano decide sulla base del suo istinto, l’intelligenza artificiale obbliga invece a codificare queste scelte, ad affrontare questi dilemmi morali. In questo senso il machine learning svela il nostro codice etico. Anche l’opzione di delegare completamente alle macchine autonome la decisione è comunque una scelta che ha le sue conseguenze morali.

Il sito del Media Lab, una volta data una risposta alle situazioni proposte, ricapitola le scelte effettuate, e restituisce il ventaglio dei valori morali utilizzati, rivelandoci ad esempio se per noi conta più salvare la nostra vita o quella degli altri, la vita di un uomo maschio o di una donna, quella di un bambino o di un anziano, o ancora quella di una persona ricca o invece povera.

L’intelligenza artificiale aiuta quindi a guardare dentro di noi e, se quello che troviamo non ci dovesse piacere, riflessioni come queste possono forse aiutarci a migliorarci. 

Andrea Carobene a.carobene@unitedrisk.eu

Head of data and digital management di United Risk Management (www.unitedspa.it)

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