lunedì 17 Maggio 2021

DAD Canaglia

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La DAD è un validissimo strumento di integrazione al percorso scolastico, andando oltre la cattiva applicazione che si è fatto della stessa, ovvero della mera trasposizione della lezione d’aula in presenza nella noiosa lezione frontale online.

Il titolo dell’articolo esprime un sentimento abbastanza condiviso rispetto alla percezione comune che la Didattica a Distanza nelle scuole ha provocato nelle famiglie, negli allievi e nelle scuole stesse.

Andando controcorrente provo a fare il difensore d’ufficio di tale metodologia che è stata ingiustificatamente considerata un danno per il percorso formativo dei nostri figli.

Premetto, a scanso di equivoci, che la didattica in presenza e la dimensione sociale della scuola sono imprescindibili e elementi necessari per la crescita educativa degli studenti. Ma come vari studi scientifici hanno dimostrato, la DAD è un validissimo strumento di integrazione al percorso scolastico, andando oltre la cattiva applicazione che si è fatto della stessa, ovvero della mera trasposizione della lezione d’aula in presenza nella noiosa lezione frontale online. Oggi si sono sviluppate delle tecnologie molto avanzate che possono offrire agli studenti un ambiente di apprendimento ricco di risorse, migliore e più incisivo. Sistemi che permettono allo studente di arricchire la propria esperienza di apprendimento, accedendo online ad open source educazionali e a materiali che possono essere fruiti con il proprio ritmo di apprendimento. Ciò che la DAD “emergenziale” di questo periodo della pandemia ha evidenziato, sono le varie criticità proprie della scuola dei nostri tempi, ovvero: la mancanza di formazione della maggior parte dei professori nell’utilizzo intelligente della rete e della formazione a distanza, un modello di apprendimento che mostra i segni del tempo e che non risponde più alle esigenze contemporanee, e un digital divide che vede ancora tante famiglie italiane nelle quali non è presente un PC o un tablet e neanche un collegamento web. Problemi ai quali bisogna porre rimedio con urgenza, con investimenti che potrebbero far parte delle priorità del piano del recovery fund.

Avv. Maurizio Turchi

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