domenica 21 Luglio 2024
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CONGIUNTURA CONFCOMMERCIO: ECONOMIA IN RALLENTAMENTO

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Il rallentamento che sta interessando gran parte dei Paesi europei non lascia immune la nostra economia che meglio di altre aveva costruito la ripresa post-pandemica. Dopo un secondo trimestre negativo anche i mesi estivi sono stati caratterizzati da dinamiche molto deboli. Secondo le nostre stime sia ad agosto sia a settembre il PIL avrebbe registrato una diminuzione dello 0,1% in termini congiunturali, quasi annullando il modesto rimbalzo di luglio (+0,2%), legato a un lieve miglioramento su giugno della domanda per consumi. Nella media del terzo quarto dell’anno si registrerebbe, pertanto, una crescita del PIL dello 0,1% sul periodo precedente e dello 0,2% su base annua. Tali stime non sono coerenti con il raggiungimento di una crescita dell’1,0% nella media del 2023, in considerazione anche dei nuovi segnali d’indebolimento degli indicatori congiunturali.

A luglio la produzione industriale, dopo due mesi di recupero, ha mostrato una riduzione dello 0,7% su giugno. Tendenza che, alla luce delle indicazioni derivanti dall’indagine sul clima di fiducia delle imprese manifatturiere di agosto, non sembra destinata a modifiche sostanziali nel breve periodo a causa di attese negative dal lato della domanda. Un andamento non dissimile si rileva anche per il sentiment degli imprenditori del commercio al dettaglio e dei servizi nel loro complesso.

Anche sul versante delle famiglie emerge, tanto a luglio quanto ad agosto, un peggioramento del clima di fiducia mentre la riduzione degli occupati a luglio (-73mila unità) potrebbe costituire solo un piccolo inciampo lungo un percorso che, dopo la fase più acuta della pandemia, ha visto gli occupati raggiungere i livelli più alti dal 2004. Resta che il peggioramento registrato dal mercato del lavoro è concorde nel testimoniare l’esaurimento delle spinte propulsive generate dalla reazione alla pandemia e alla crisi energetica.

Le incertezze e le difficoltà del quadro economico si leggono anche nella debolezza della domanda delle famiglie. Ad agosto i consumi, misurati nella metrica dell’Indicatore Consumi Confcommercio, hanno registrato una riduzione dello 0,2% nel confronto annuo. Il dato è sintesi di una flessione (-1,1%) della domanda di beni e di una crescita per la componente riguardante i servizi (+1,3%). Nei periodi più recenti la tendenza al rallentamento è diventata via via più generalizzata, coinvolgendo anche alcuni importanti settori del terziario di mercato. Infatti, al di là del piccolo rimbalzo congiunturale di luglio, le variazioni mensili sono negative da diversi mesi. Su base tendenziale, ad agosto si confermano in recupero l’automotive (+16,3%) – settore in cui i miglioramenti degli ultimi mesi appaiono, però, ancora insufficienti a restituire piena salute al comparto – i servizi ricreativi (+12,7%) e i trasporti aerei (+11,7%). Segnali di minor dinamicità emergono per la domanda di alberghi e pasti e consumazioni fuori casa (+0,3% tendenziale nel complesso). In negativo si confermano l’abbigliamento e le calzature (-0,6%) e i consumi di beni alimentari (-3,0%).

Più favorevole appare la dinamica dei prezzi al consumo, nonostante l’emergere di alcune tensioni su alcuni mercati delle materie prime energetiche. L’inflazione anche a settembre è attesa proseguire nel percorso di rientro. La nostra stima è di una variazione congiunturale nulla e di una crescita del 5,3% nel confronto annuo. L’inflazione di fondo continua a rallentare, a sottolineare come le pressioni accumulate negli ultimi anni si vadano attenuando.

PIL MENSILE

Anche a settembre l’economia non dovrebbe aver mostrato segnali di particolare vivacità. Alla ripresa delle attività, l’industria, sulla scia di una domanda stagnante, sia sul fronte interno sia su quello estero, dovrebbe aver mantenuto un profilo debolmente negativo. Per quanto riguarda i servizi si confermano i segnali di minore dinamicità. Secondo le nostre stime, nel mese in corso il PIL è atteso registrare, nel confronto con agosto, una diminuzione dello 0,1%. Su base annua questo andamento si tradurrebbe in una crescita dello 0,2%. Nella media del terzo trimestre si sarebbe registrata una variazione dello 0,1% congiunturale, determinata in larga parte dal marginale rimbalzo della domanda delle famiglie a luglio. Nel confronto annuo la crescita si attesterebbe allo 0,2% (tab. 1).

ICC (INDICATORE CONSUMI CONFCOMMERCIO)

Ad agosto 2023 l’Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) ha evidenziato una riduzione dello 0,2% sullo stesso mese del 2022 (tab. 2). Il dato, seppure lievemente meno negativo rispetto a quanto registrato nei tre mesi precedenti, conferma le difficoltà della domanda per consumi, che stenta a ritrovare lo slancio del 2021-2022. Suggestione supportata da variazioni congiunturali che, al netto del minimo rimbalzo di luglio, sono negative da alcuni mesi.

In linea con quanto rilevato nell’ultimo anno il dato di agosto è sintesi di un aumento della domanda per i servizi (+1,3%) e di una flessione di quella relativa ai beni (-1,1%).

LE DINAMICHE TENDENZIALI

A livello dei diversi segmenti di consumo si rileva come nei periodi più recenti la tendenza al rallentamento sia diventata via via più generalizzata, coinvolgendo anche alcuni servizi. Nel mese di agosto tassi di crescita tendenziali significativi si sono registrati solo per l’automotive (+16,3%), i servizi ricreativi (+12,7%) e i trasporti aerei (+11,7%). Anche ad agosto si confermano i segnali di minor dinamicità della domanda per alberghi e pasti e consumazioni fuori casa (+0,3% tendenziale nel complesso). I dati degli ultimi due mesi sembrano indicare come alcune criticità emerse nella tarda primavera non fossero determinate solo dalle avverse condizioni meteorologiche, ma riflettessero un peggioramento della domanda soprattutto per la componente interna. L’innalzamento delle temperature ha portato ad agosto, dopo un periodo di netto ridimensionamento, a una stabilizzazione dei consumi di energia elettrica. Si conferma in riduzione la domanda per l’abbigliamento e le calzature (-0,6% tendenziale ad agosto), a sottolineare una stagione meno brillante delle attese nel periodo dei saldi. Anche ad agosto i consumi di beni alimentari sono rimasti in territorio negativo (-3,0% su base annua), consolidando un trend che permane ormai da oltre un anno.

PREZZI AL CONSUMO: LE TENDENZE A BREVE TERMINE

Sulla base delle dinamiche registrate dalle diverse variabili che concorrono alla formazione dei prezzi al consumo si stima per il mese di settembre una variazione nulla in termini congiunturali e una crescita del 5,3% su base annua. Si consolida, nonostante l’emergere di alcune tensioni nei mercati delle materie prime energetiche, il processo di ordinato rientro.

La presenza di dinamiche inflazionistiche meno sostenute rappresenta uno dei punti fondamentali per restituire un po’ di slancio alla domanda delle famiglie e al sistema produttivo nel suo complesso.

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