martedì 29 Novembre 2022

Confcommercio su vendite al dettaglio: rischi per il 2023

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Dato che segnala la fragilità del quadro congiunturale. La stazionarietà registrata su agosto ed il calo rilevato sullo stesso mese del 2021 evidenziano, infatti, le difficoltà per le famiglie di procedere nel percorso di recupero della domanda di beni.

Particolarmente complessa è la situazione per il settore alimentare, che sconta gli effetti non solo dell’aumento delle consumazioni fuori casa, ma anche le conseguenze di un’inflazione a doppia cifra: questo il commento dell’Ufficio Studi Confcommercio ai dati Istat di oggi sulle vendite al dettaglio.

Se, al momento, i servizi sembrano meno interessati dal rallentamento – prosegue la nota – è inevitabile che nei prossimi mesi gli effetti negativi dell’inflazione sul reddito disponibile e sulla ricchezza liquida spingeranno ad atteggiamenti più prudenti. Situazione che porterebbe inevitabilmente ad un ridimensionamento della crescita, venendo a mancare il sostegno della domanda delle famiglie, componente che ha contribuito in misura fondamentale alle buone performance realizzate negli ultimi trimestri.

È proprio sul fronte dei consumi – conclude Confcommercio – che si gioca la crescita per l’anno prossimo, come indicato nella versione aggiornata della Nadef. Molti obiettivi di finanza pubblica non sarebbero raggiunti senza il contributo della domanda delle famiglie, che va quindi immediatamente sostenuta proseguendo nella strategia anti-inflazione.

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