martedì 21 Settembre 2021

Clubhouse: il nuovo social vietato ai minori

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Clubhouse, il nuovo social vietato ai minori, si basa solo sulla voce

Niente testi, video o foto su Clubhouse, la nuova piattaforma live nata per permettere alle persone di usare come unico mezzo di comunicazione la propria voce

Clubhouse è il nuovo social vietato ai minori che adesso sta spopolando. Ma esattamente cos’è?

Si tratta di una piattaforma live realizzata da Paul Davison e Rohan Seth, rispettivamente ex dipendenti di Pinterest e di Google. A differenza di altri social già conosciuti come FaceBook, Instagram o Twitter, tutto si basa su stanze sonore. La privacy si conserva attraverso queste stanze solo audio, permettendo alle persone di riunirsi per discutere di diversi argomenti in tutta in tranquillità. Non ci sono commenti, condivisioni, direct, tutto si concentra solo sulla voce e nulla viene registrato. Di conseguenza gli unici contenuti utilizzabili sono tracce sonore, una specie di grande contenitore di podcast.

Come funziona l’app Clubhouse?

Per ora, l’adesione si può presentare solo se si è maggiorenni e se si possiede un iPhone.

Un’applicazione per il sistema Android è comunque in fase di sviluppo, purtroppo però ancora non si sa la sua data esatta di uscita nel Play Store.

Appena gli utenti entrano nell’app, trovano una pagina in cui esplorare le diverse stanze create dai propri contatti. Questa sezione è creata in base ai propri interessi e alle persone che si conoscono e seguono, indicate nell’istante successivo alla fase di iscrizione.

Per il momento, l’ingresso alle stanze è solo su invito personale e richiede obbligatoriamente la registrazione con il proprio numero di telefono.

In caso si conosca già qualcuno dei propri contatti all’interno dell’applicazione, si può chiedere all’assistenza di sbloccare l’accesso.

Nel momento in cui si viene accettati, per conto degli organizzatori, ci si unisce all’audience come ascoltatore, con il microfono spento in default. I moderatori della stanza possono intervenire a piacere, nello stesso modo ogni partecipante può farlo schiacciando sull’icona “alzare la mano”. Un percorso simile l’abbiamo già visto utilizzare su Zoom, Teams e Meet, piattaforme molto utilizzate e diventate popolari in seguito alla pandemia.

Infine, Clubhouse è ancora un social per poche persone anche se riesce a eliminare in partenza i problemi legati alla privacy. Problemi molto incisivi nella vita delle persone in quest’epoca digitale.

(Fonte)

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