venerdì 27 Gennaio 2023

Cartelle, nuova apertura per chi non ha pagato le rate 2020 e 2021

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Approvato dalla Commissione Bilancio del Senato l’emendamento che concede una nuova possibilità ai contribuenti decaduti dalla Rottamazione-ter e dal ‘Saldo e stralcio’

Dopo la piccola riapertura prevista dal decreto Sostegni bis, Dl n. 146/2021, che aveva fissato la maxi scadenza al 31 dicembre 2021 il termine ultimo per saldare le rate scadute della Rottamazione-ter e del ‘Saldo e stralcio’, arriva il nuovo correttivo, appena approvato al Senato, che rimette in corsa oltre 500mila contribuenti. È stato approvato, infatti,  dalla commissione Bilancio del Senato, l’emendamento al decreto Sostegni ter, Dl n. 4/2022, con cui il governo concede una nuova chance ai decaduti dalla pace fiscale, emendamento che entrerà in vigore dal 29 marzo.

Riscritto il nuovo calendario 

Secondo quando prevede il nuovo Art. 10-bis del Sostegni ter inserito con l’emendamento approvato, viene riscritto il nuovo calendario delle scadenze entro le quali può essere effettuato il versamento delle rate della Rottamazione-ter e del ‘Saldo e stralcio’ in scadenza negli anni 2020 e 2021, senza perdere i benefici della definizione agevolata. Inoltre, alla luce delle nuove date, si spostano anche i termini per i versamenti delle rate in scadenza nel 2022. 

Ecco i nuovi termini delle scadenze per rientrare nella pace fiscale

  • entro il 30 aprile 2022, le rate in scadenza nell’anno 2020; 
  • entro il 31 luglio 2022, le rate in scadenza nell’anno 2021; 
  • entro il 30 novembre 2022, le rate in scadenza nell’anno 2022.

Minimo ritardo consentito: cinque giorni

Anche a queste nuove scadenze della Rottamazione-ter e del ‘Saldo e stralcio’, si applica la deroga ai mini ritardi. La norma introdotta, infatti, prevede che siano ritenuti validi ai fini della definizione agevolata, i tardivi pagamenti effettuati entro cinque giorni dalla scadenza.

Stop alle azioni esecutive

Con l’emendamento, vengono estinte le procedure esecutive eventualmente avviate a seguito della decadenza dalla Rottamazione-ter e dal ‘Saldo e stralcio’, avviate in questi tre mesi in cui i contribuenti, decaduti dalla pace fiscale, sono stati chiamati a saldare i propri debiti maggiorati degli interessi e delle sanzioni. Allo stesso tempo, il correttivo precisa che restano definitivamente acquisite e non sono ripetibili, le somme relative ai debiti definibili ai sensi delle predette disposizioni agevolative, eventualmente già versate a qualunque titolo, anteriormente alla medesima data di entrata in vigore della nuova misura.

Forse l’ultimo ma necessario provvedimento

Dopo la riforma della riscossione prevista dalla legge delega in materia fiscale,  dopo il monito della Corte Costituzionale che definisce gli interventi di rottamazione e stralcio delle cartelle, contrari al valore costituzionale del dovere tributario e “tali da recare pregiudizio al sistema dei diritti civili e sociali tutelati dalla Costituzione”, questa proroga sembra avere i contorni dell’ultima opportunità per milioni di contribuenti. Allo stesso tempo, però, dobbiamo dire che i dati parlano chiaro. Secondo le cifre del Ministero dell’Economia e delle Finanze, infatti, su 1,25 milioni di contribuenti ancora in corsa per la Rottamazione ter e ‘Saldo e stralcio’ a inizio della pandemia nel 2020, sono rimasti in carreggiata, alla fine dello scorso anno, solo il 57% (718mila). Questo significa che il 43% dei debitori che aveva aderito alle definizioni agevolate, non era riuscito a saldare le rate, creando un buco per l’erario da 2,4 miliardi di euro. 

Alla luce di quanto sopra, la misura correttiva dell’emendamento, rappresenta sicuramente una boccata d’ossigeno per chi negli ultimi due anni non è riuscito a pagare quanto stabilito con il fisco, ma anche per le casse dello Stato.

Daniela Pellegrino

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