Buon compleanno ASSO

Diego Pizzicaroli
Diego Pizzicaroli, Presidente di ASSO

ASSO, acronimo di Associazionismo Sindacale Solidale Organizzato, compie un anno dalla sua fondazione. Una Confederazione realmente formata da persone per le persone, avendo come scopo principale, quello di supportare concretamente le aziende ed i cittadini, in modo semplice ed efficace. Diego Pizzicaroli, fondatore e Presidente di ASSO, vive il mondo dell’Associazionismo Datoriale come una missione per supportare professionisti e PMI.

Presidente Pizzicaroli che cos’è ASSO?

Tecnicamente è una Confederazione Datoriale che riunisce più associazioni.
È la “casa” più grande nella quale confluiscono altre associazioni sia di imprese che
di professionisti. Da un punto di vista filosofico, invece, nasce, principalmente, per
far sì che tutte le realtà associative, che non hanno un peso specifico all’interno
delle strutture dello Stato, abbiano la possibilità di interloquire e di confrontarsi con
le istituzioni in maniera credibile. Questo è il motivo primario per cui nasce ASSO.
La Confederazione ha uno scopo principale che la distingue, come spiegato nel
discorso inaugurale, presso un’aula della Camera dei Deputati, nel Maggio del
2017 e ribadito nell’Assembla Nazionale Costituente del 2020: tutelare, proteggere
e confortare le aziende e i professionisti in difficoltà. È la prima Confederazione ad
istituire al suo interno i “Dipartimenti di Tutela” per dare l’esatta idea che ASSO è
dalla parte di imprese e professionisti. L’intento di questa Confederazione, è quello
di cambiare il mondo del lavoro, creando, inoltre, nuove sinergie produttive, a livello
non solo nazionale ed europeo, ma intercontinentale, sinergie che possano aiutare
ad aumentare le opportunità ed affrontare le nuove sfide del mondo
contemporaneo.

Chi è Diego Pizzicaroli?

Sono un imprenditore che ha sperimentato, nell’arco di tutta la propria vita,
benessere, povertà, ricchezza, fallimento e successo. Nei miei 37 anni di attività ho
acquisito un’enorme esperienza che mi ha consentito di comprendere tutti i
meccanismi di un’impresa, senza trascurare difficoltà ed ingiustizie. Per quanto
attiene al Sindacato datoriale, ho ricoperto cariche, come Direttore Generale e Vice
Presidente di altre Confederazioni, tra cui una riconosciuta a livello europeo, che mi
hanno permesso di accumulare un’esperienza importante anche
nell’Associazionismo d’Impresa. Inoltre, sono molto sensibile e proteso ad
aiutare il prossimo in generale e, in particolare oggi, soprattutto chi fa impresa.
Vivendo determinate esperienze in prima persona, è più facile capire gli altri e
spendersi per aiutarli. Devo anche molto al mio passato militare come Ufficiale dei
Bersaglieri che mi ha trasmesso valori quali il senso di solidarietà e lo spirito di
sacrificio.

Quali sono gli obiettivi principali di ASSO in questo momento storico?

Vorrei distinguere 3 obiettivi specifici: politico, sindacale ed organizzativo.
Gli obiettivi politici sono quelli che hanno una rilevanza esponenziale ed apicale
con le istituzioni politiche, in particolar modo con il Parlamento. Un passaggio
fondamentale in questo primo anno di vita è stato la conquista della fiducia di
Deputati e Senatori. È l’unico modo che io conosca, senza entrare nel merito dei
loro schieramenti politici, per farsi ascoltare. C’è un iter parlamentare a cui,
ovviamente, bisogna attenersi per portare avanti proposte di emendamenti e/o di
legge, al quale non si può ovviare.
L’obiettivo sindacale, invece, è di far sì che la Micro, Piccola e Media Impresa
possa sedersi a pieno titolo al tavolo delle trattative in quanto, pur rappresentando
in Europa oltre il 94% dell’Economia ed in Italia ancora di più, viene incredibilmente
trascurata, nei fatti, nel dialogo sindacale e nelle politiche economiche. Voglio
semplificare per far capire meglio: se in Italia non ci fosse il Gruppo Fiat, da un
punto di vista economico, fiscale e lavorativo, poco influirebbe ma, se dovessero
chiudere 50.000 PMI, sarebbe una vera catastrofe economica e lavorativa come,
purtroppo, sta accadendo in questo momento di dolorosa crisi.
Con obiettivo organizzativo, intendo una suddivisione dell’associazione in
Dipartimenti “ad hoc”, come il Dipartimento di tutela dalle criticità bancarie, dalle
criticità tributarie, etc. Il ruolo di questi dipartimenti è di occuparsi di quelle
situazioni vicine al default, gestendole e cercando di ripristinare un dialogo tra
impresa ed istituzioni pubbliche o private. Inoltre, vorrei evidenziare due dei nostri
Dipartimenti in quanto unici in Italia: il primo è il Dipartimento per la Tutela della
Salute che ha lo scopo primario di valorizzare ad imprenditori e professionisti, la
sicurezza sanitaria nei luoghi di lavoro. Questo dipartimento è gestito dal Prof. Dr.
Bruno Gentile, illustre esperto nella prevenzione primaria integrata. L’altro, è il
Dipartimento per la Tutela della Cultura e della Musica, nato per conservare e
diffondere la cultura musicale italiana e, l’arte tutta in generale, la sola capace di
trasformare una società in comunità. Con tale Dipartimento, egregiamente guidato
dal Maestro Ildebrando Cav. Mura, oltre all’elaborazione di politiche sindacali per la
tutela dei musicisti, vengono organizzati concerti a favore di territori ed imprese,
tramite il Coro e l’Orchestra della “Cappella Ludovicea”, egregiamente diretti dal
maestro, struttura musicale dei Pii Stabilimenti di Francia a Roma e Loreto e
dell’Ambasciata di Francia presso la Santa Sede.

Perché ha accettato il ruolo che ricopre oggi in ASSO?

In realtà, ASSO nasce da una mia idea durante il mio precedente incarico di
Vice Presidente di Confederazione Datoriale. In tale esperienza, mi sono accorto
che, nonostante le alte competenze della Confederazione, ci si concentrava
prevalentemente sui meccanismi di risorse automatiche che lo stato mette a
disposizione sia per la Confederazione, sia per l’accesso ai finanziamenti ed alle
agevolazioni per le PMI, trascurando totalmente le criticità delle imprese.
ASSO nasce, invece, proprio e soprattutto per assistere gli imprenditori ed i
professionisti nelle loro difficoltà quotidiane e l’idea ha attecchito grandemente in moltissimi ambiti associativi, come, ad esempio, in ANCOT, prestigiosa
Associazione Nazionale Consulenti Tributari. Stiamo costruendo tante alleanze
perché siamo portatori di un messaggio innovativo rispetto ad altre realtà
associative più note e tradizionali.

In questi giorni ASSO compie un anno di vita. Cosa è stato fatto in
questo periodo?

A Gennaio 2020 nasce ASSO e nessuno poteva prevedere che, solo un mese
dopo, il mondo sarebbe cambiato. Nessuno credeva più possibile raggiungere
obiettivi e fare programmi, almeno fino alla fine dell’emergenza. Noi siamo andati
avanti, strutturando ASSO, creando i protocolli di intesa, la carta dei servizi, il
codice etico e le sedi regionali. Abbiamo raccolto consensi e, convinti di ciò che
stavamo creando, in quei giorni di “clausura”, abbiamo scelto, anche, di
incrementare al massimo la nostra visibilità all’interno delle Istituzioni, proponendo
le nostre idee, 4 emendamenti e 2 proposte di legge che ci hanno reso agli occhi di
esponenti di governo e di opposizione, un interlocutore degno di nota. Ci ha
sempre spinto una grande forza di volontà e di determinazione. Questo ci ha
premiato.


Chi sono gli associati di ASSO?

Fondamentalmente sono Associazioni e Confederazioni come, ad esempio,
ASSIMEA, Associazione Nazionale delle Imprese, ANCOT; Associazione
Nazionale Consulenti Tributari, CONFAMMINISTRATORI, Confederazione
Nazionale Amministratori Immobiliari, FMM, Feder Middle Management, ecc…
Ultimamente abbiamo aperto anche all’associazionismo diretto: imprese e
professionisti che si associano direttamente ad ASSO.

Amplierete i servizi nel prossimo futuro?

Agli inizi degli anni ’90, nacquero le Pagine Utili per contrastare il monopolio delle
Pagine Gialle. All’epoca fu un successo clamoroso, in quanto nessuno pensò mai
di aggredire un monopolio consolidato.
Noi stiamo lavorando proprio in questi termini, fuori dagli schemi. A breve saranno
disponibili nuovi servizi in settori che molti hanno trascurato o considerato
marginali, dove l’imprenditore, il più delle volte, si trova isolato o incapace di
affrontare. Sicuramente non andremo ad offrire servizi che possono essere
espletati in maniera ordinaria anche da esperti del settore, quali commercialisti o
avvocati.

Come affronterà le sfide del futuro?

In due modi: unione e forza. Cercheremo di attrarre e di associare, con grande
tenacia e determinazione, professionisti, imprenditori ed Associazioni e di unirli
per raggiungere un obiettivo comune: diventare una “forza” importante e
interloquire con le Istituzioni, lavorare insieme per creare un sistema attento e
ramificato sul territorio, capace di dare vita ad un tessuto economico solido e foriero
di ricchezza per tutto il Paese. Sono sicuro che raggiungeremo i nostri obiettivi,
siamo già sulla buona strada, in quanto siamo organicamente invitati e presenti
all’interno della Commissione Lavoro del Senato. Dall’altro lato, stiamo
raccogliendo tante richieste di adesione perché allo stato attuale delle cose, c’è
veramente bisogno di ascolto e di creare una nuova rappresentanza solidale.

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