domenica 01 Agosto 2021

Bonus baby-sitter per le zone rosse

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Il Decreto Ristori bis ed il Bonus baby-sitter per le zone rosse

Il Decreto Ristori bis ha introdotto una misura di sostegno per le famiglie residenti in zona rossa e con figli in seconda e terza media a casa in DAD.

Bonus baby-sitter per le zone rosse: Il Decreto Ristori bis ha previsto un bonus per i servizi di baby-sitting (tanto cari alle famiglie soprattutto in questo periodo), del valore massimo di 1.000 euro e destinati alle famiglie residenti nelle “zone rosse” che abbiano figli che frequentino la seconda e la terza media con attività didattica esclusivamente effettuata con modalità a distanza. Per le famiglie di minori con disabilità il bonus può essere richiesto indipendentemente dalla classe di frequenza dell’alunno.

Il bonus, che potrà essere riconosciuto anche a chi ha cessato da meno di sei mesi il lavoro come dipendente o co.co.co ed è limitato a, non è – ovviamente – dovuto se le prestazioni sono rese da un componente della famiglia e può essere erogato tramite il “Libretto Famiglia”.

L’INPS, con la circolare n.153, ha specificato che il bonus è riservato agli iscritti alla Gestione Separata (parasubordinati o professionisti), a agli artigiani, commercianti e coltivatori iscritti alle Gestioni delle assicurazioni obbligatorie speciali e a quanti non aderiscono alle forme previdenziali obbligatorie.

Non possono invece fare richiesta di bonus i lavoratori dipendenti che possono usufruire del congedo straordinario previsto dalla legge.

E’ sempre l’INPS ad effettuare la verifica dei requisiti dei richiedenti riferendosi, per la collocazione nelle “zone rosse” a quanto indicato dal Ministero della Salute lo scorso 5 novembre. Per questo, saranno accolte anche le domande di quanti al momento della richiesta erano in zona rossa poi diventata arancione o gialla.

Fra i requisiti per poter ottenere il bonus, oltre al fatto che il genitore richiedente e il minore debbano essere residenti in una zona rossa, è necessario che l’alunno frequenti una scuola anch’essa situata in un comune all’interno della stessa zona. Sono prese in considerazione anche domande di alunni residenti in comuni limitrofi alle “zone rosse” ma frequentanti istituti scolastici all’interno di queste aree.

Non saranno ammesse domande presentate da genitori che fruiscano di altri sostegni al reddito o che siano disoccupati o inoccupati.

Le verifiche sulle domande sono effettuate grazie alle risultanze dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente e al controllo del codice meccanografico della scuola.

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